Pablo Picasso. I luoghi e i riti del mito
a cura di Massimo Bignardi, Maria Lluïsa Borràs, Luigi Fiorletta
In mostra circa trecento opere, tra dipinti, disegni, ceramiche, incisioni e fotografie di grandi interpreti, quali Capa, Cartier-Bresson, List, Burri, Newman, Mili. Un filo che collega punti immaginari del Mediterraneo picassiano: dai dipinti giovanili realizzati a Malaga e Barcellona a quelli dell’età più matura, dei primi del Novecento, ad alcuni disegni – come il Saltimbanco, 1923- realizzati sotto l’influenza del “viaggio italiano” del 1917, ai dipinti di Antibes dell’immediato secondo dopoguerra, fino ad un ampio repertorio di ceramiche eseguite a Vallauris dal 1947 al 1969.
L’esposizione attraversa alcuni momenti che hanno caratterizzato l’esperienza del grande artefice dell’arte del XX secolo: figure, temi legati tra loro da un fil rouge fortemente segnato dalla vivacità del bacino del Mediterraneo. » un tracciato espositivo, come negli intenti dei curatori Massimo Bignardi, Maria LluÔsa Borràs e Luigi Fiorletta, che tesse un rapporto dialettico fra storia e contemporaneità, fra i segni della civiltà greca, essenza principale del sostrato immaginativo mediterraneo, e le energie che hanno acceso la creatività del principale interprete del “modernismo”.
La novità di questa mostra è rappresentata dai dipinti giovanili, realizzati a olio: sono “perlustrazioni” che lo sguardo dell’artista compie nello spazio dell’umanità, nel tempo della quotidianità, incontrando un repertorio di immagini che farà sue.
