Il Flauto magico. Neoegizio ed “eresia massonica” nell’Europa in rivoluzione alla fine del Settecento
Il Comune di Milano Cultura e Spettacolo, in collaborazione con IN / ARCH Istituto Nazionale di Architettura Sezione Lombarda, ed il Teatro alla Scala, realizza per il terzo anno consecutivo l’iniziativa di affiancare all’inaugurazione della stagione scaligera una mostra legata all’opera rappresentata.
Quest’anno il Flauto Magico di Wolfgang Amadeus Mozart, offre l’occasione per una rilettura trasversale di quell’Europa di fine Settecento che, pur mossa da profonda fiducia nel sapere scientifico, è pervasa da una singolare passione per l’antico Egitto, i suoi segni, i suoi riti.
Più che un effimero fenomeno di gusto, è il manifestarsi di un’antica inquietudine unita al desiderio di ritrovare oggettive certezze perdute attraverso gli archetipi del pensiero e dell’Arte.
Volontà di “ritrovare” la storia e di dilatare i confini d’esperienza, universalismo e cosmopolitismo, si coniugano naturalmente a quello spirito di fratellanza universale che alimenta “l’eresia massonica” in cui Mozart crede e alla quale è dedicato il Flauto Magico; i rituali, i simboli, i riferimenti dell’antica saggezza della massoneria sembrano soddisfare la reazione contro l’esattezza delle scienze, il razionalismo, il classicismo settecentesco.
