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Dopo
la grande retrospettiva di Alberto Burri, la galleria Mazzoleni
prosegue la sua attività espositiva presentando dal 19 marzo
al 10 maggio una selezionata mostra di Salvo, protagonista indiscusso
dell'arte italiana.
In quest'occasione sono state selezionate 50 opere di particolare
rilevanza che documentano l'attività di Salvo dal 1974 al
2004. Sono trent'anni di ricerca che l'artista ha saputo ripercorrere
con assoluta originalità modificando i codici della pittura
e rivitalizzando il linguaggio in base ad un'indagine che nasce
dal continuo scavalcamento dei luoghi fisici e dei luoghi mentali.
In mostra vengono presi in esame i soggetti più rappresentativi
della produzione di Salvo con un'attenzione particolare ai paesaggi
e alla rivisitazione dei soggetti mitologici. A questo proposito
l'opera più emblematica è senza dubbio Trionfo di
San Giorgio, una grande tela di quasi tre metri d'altezza e oltre
sette metri di lunghezza realizzata nel 1974.
"Salvo", scrive Alberto Fiz curatore della mostra, "utilizza
il media pittorico come sistema formale di regole andando alla ricerca
della componente primaria. E' una pittura, la sua, che nasce dal
continuo scavalcamento dei luoghi fisici".
Del resto, è lo stesso Salvo ad affermare: "l'oggetto
è il campo che sta attorno al tuo corpo: il verde, l'albero,
il cielo. La distinzione è ciò che dimostra come il
mistero delle cose non sia mai definitivamente definibile".
Salvo (Salvatore Mangione) è tra i più affermati pittori
italiani. Di origine siciliana (è nato a Leonforte in provincia
di Enna nel 1947), ma torinese dadozione, sin dallinizio
degli anni Settanta intraprende unindagine sperimentale legata
allimmagine fotografica, al centro della quale cè
lidentità dellartista stesso, trasfigurato nelle
vesti di antico pittore o di santo, con un evidente intento ironico.
Dal 1973 si dedica alla pittura figurativa e anche in questo ambito
esprime la sua vena citazionista ammantata di ironia, riproponendo
ad esempio temi iconici classici come quello di San Giorgio e il
Drago. I colori luminosi, mediterranei, la semplicità geometrica
delle forme, il nitore della costruzione spaziale, la levità
delle immagini, diventano linconfondibile cifra stilistica
di Salvo e caratterizzerà tutta la sua produzione.
Tra le numerose mostre a cui Salvo ha partecipato si segnalano la
Biennale di Venezia nel 1976 e 1984, Documenta 5 nel 1972, la personale
a Ville delle Rose di Bologna nel 1998 e la mostra Die Sammung Paul
Maenz a Weimar nel 1999.

Salvo, La città, 2003, olio su tela,
cm 120x180
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