RABARAMA. IDENTITA'


REGGIO CALABRIA
Villa Genoese Zerbi e Lungomare Matteotti
5 agosto - 2
0 settembre 2007. Prorogata al 14 ottobre
www.comune.reggio-calabria.it




Dato il grande successo di pubblico è stata prorogata al 14 ottobre la mostra antologica Rabarama. Identità, voluta e promossa dal Comune di Reggio Calabria con la collaborazione di Vecchiato New Art Galleries di Padova. L'esposizione, ambientata nel giardino e nelle sale della storica Villa Genoese Zerbi, polo culturale di Reggio Calabria, si estende al lungomare della città, definito da Gabriele D'Annunzio "il più bel chilometro d'Italia", dove si ammirano alcune opere monumentali di Rabarama.
L'importante antologica, che comprende oltre 70 opere, di cui diverse inedite, tra sculture di grandi, medie e piccole dimensioni, una installazione e oli su tela anche di grande formato, pone l'attenzione sul complesso panorama creativo di Rabarama tramite un esaustivo percorso espositivo che approfondisce gli ultimi 10 anni di ricerca dell'artista, dal 1997 a oggi. Le sculture sono perlopiù realizzate in bronzo dipinto oltre ad alcune in marmo di Carrara, mentre l'installazione è in silicone e pigmenti policromi.
E' così pienamente messa in luce la sua originale ricerca su tematiche scottanti e attuali quali la mutazione genetica, l'ambiguità umana, l'identità dell'uomo contemporaneo. Emergono quindi dall'indagine di Rabarama - da tempo affermata nel panorama internazionale - opere caratterizzate da una metamorfosi dei corpi in cui risaltano tracciati epidermici, volti a indagare l'identità umana mediante percorsi stilistici costituiti da tasselli, puzzle, alveoli, incastri, "immagini vive" di un mondo imprigionato ma che, al tempo stesso, aspira alla libertà assoluta. A tal proposito Rabarama afferma: "sono queste le linee guida costanti del mio pensiero, che hanno da sempre accompagnato la mia evoluzione spirituale e artistica, che col tempo si spinge sempre più verso nuove espressioni concettuali e stilistiche".
Il visitatore è così coinvolto in una nuova dimensione del pensiero, come dimostra Bozzolo (2000), un bronzo dipinto teso a rappresentare l'origine e la genesi della nuova forma umana; Labirinto mentale, un olio su tela del 2000 (cm. 290x200), che ritrae la complessa mente dell'uomo; Ri- Nascita, un bronzo dipinto del 2006, dove è chiara la tensione verso l'infinito; e ancora Trans-rettile (1997), un bronzo dipinto che indica quanto la mutazione del corpo coincida con la mutazione dell'animo, con la necessità sempre nuova dell'individuo di ritrovare percorsi di vita in cui riconoscersi, dove costruire e affermare la propria identità, o comunque un proprio sentire.
Nel testo in catalogo di Luciano Caprile si legge: "Rabarama raggiunge il suo scopo attraverso la figura umana trattata con intendimento classico: i suoi personaggi esibiscono quell'equilibrio formale e quell'armonia plastica che derivano dall'osservazione dei più celebrati modelli di un passato riflesso nella statuaria ellenistica e romana "inquinata" nella circostanza da annotazioni tribali. Pensiamo in proposito a quelle popolazioni dell'Africa e dell'Oceania che usano la pittura del corpo durante i riti di relazione con gli spiriti della terra. Anche quello di Rabarama è un rito, è un intervento salvifico, è un estremo bisogno di significare per capire, per entrare in contatto con la vera conoscenza".
"La rassegna mette in evidenza l'attenzione della città di Reggio Calabria per l'arte contemporanea a livello internazionale - commenta Enrico Gusella - le sculture in mostra sono collocate in un dialogo ideale e serrato con la storia e con l'ambiente, e sono volte a caratterizzare, sul piano estetico e su quello dinamico, un tessuto urbano che diventa lo spazio scenico in cui si delineano suggestive forme, corpi la cui identità rappresenta il segno complesso e profondo del nostro tempo, e che i visitatori hanno modo di apprezzare nel più ampio contesto dell'opera e della ricerca stilistica dell'artista".
Una sala video consente al pubblico una piacevole sosta riflessiva per ammirare le opere su un grande schermo commentate da Rabarama in un'intervista.
La mostra è accompagnata da un esauriente catalogo edito da Vecchiato New Art Galleries con una presentazione di Enrico Gusella e testi critici di Virginia Baradel, Luca Massimo Barbero e Luciano Caprile.

Cenni biografici
Paola Epifani (in arte Rabarama) nasce a Roma nel 1969. Si diploma all'Accademia di Belle Arti di Venezia al corso di scultura nel 1991. Attualmente vive e lavora a Padova.
Rabarama ha ricevuto numerosi riconoscimenti sia in Italia che all'estero e ha partecipato a importanti manifestazioni internazionali, tra cui l'evento in collaborazione con Franck Muller a Ginevra (2007); la personale alla Fundaciòn Sebastian di Città del Messico (2005); la mostra al Museo d'Arte di He Xiangning a Shenzhen, nel museo d'Arte Contemporanea Millennium di Pechino e nel museo d'Arte Contemporanea di Shanghai (2004); il premio per la giovane ricerca artistica- Beijing International, alla Biennale di Pechino (2003); la personale alla Fondazione Palazzo Bricherasio di Torino (2001). Sue opere sono conservate in collezioni e musei italiani ed esteri.

L'allestimento degli spazi espositivi è stato ideato e curato da Consolato Alampi e Danila Quattrone e realizzato da Tiquattro Italia.
La partecipazione di Gas Natural Italia - filiale italiana di uno dei maggiori operatori energetici europei - in qualità di main sponsor dell'evento testimonia la volontà di sostenere eventi artistici e culturali esclusivi.


Rabarama, Labirintite, 2000, scultura in bronzo dipinto,
cm 180x275x185