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SALERNO
Complesso Monumentale di Santa Sofia
18 dicembre 2004 - 13 marzo 2005
E' in corso fino
al 13 marzo nel Complesso Monumentale di Santa Sofia di Salerno
la mostra Pablo Picasso. I luoghi e i riti del mito.
"Salerno
è la prima tappa di questa importante mostra che toccherà
in seguito le città di Como, Valencia, Malaga" commenta
il sindaco di Salerno Mario De Biase. "La cultura diventa sempre
più un'esigenza del quotidiano, un fatto connaturato alle
città, come testimoniano le prestigiose mostre che abbiamo
recentemente dedicato a Caravaggio, Mirò, Warhol".
La mostra è promossa dal Comune di Salerno, sotto l'Alto
Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, con il patrocinio
della Regione Campania, della Provincia di Salerno, della Camera
di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura di Salerno, della
Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Province di Salerno,
Avellino, Benevento, della Fondazione Sighelgaita.
La
mostra è stata realizzata grazie al contributo e ai prestiti
di importanti istituzioni museali quali Museo Picasso di Barcellona
e di Antibes / Es Baluard Museo d'Arte Contemporanea di Palma di
Maiorca / Centre Pompidou e Museo Nazionale d'Arte Moderna di Parigi
/ Fondazione Picasso di Malaga / Fondazione Bancaja di Valencia
/ Museo Nazionale Archeologico di Paestum, e di collezionisti privati
francesi, italiani e spagnoli.
In
mostra circa trecento opere, tra dipinti, disegni, ceramiche, incisioni
e fotografie di grandi interpreti, quali Capa, Cartier-Bresson,
List, Burri, Newman, Mili. Un filo che collega punti immaginari
del Mediterraneo picassiano: dai dipinti giovanili realizzati a
Malaga e Barcellona a quelli dell'età più matura,
dei primi del Novecento, ad alcuni disegni - come il Saltimbanco,
1923- realizzati sotto l'influenza del "viaggio italiano"
del 1917, ai dipinti di Antibes dell'immediato secondo dopoguerra,
fino ad un ampio repertorio di ceramiche eseguite a Vallauris dal
1947 al 1969.
L'esposizione
attraversa alcuni momenti che hanno caratterizzato l'esperienza
del grande artefice dell'arte del XX secolo: figure, temi legati
tra loro da un fil rouge fortemente segnato dalla vivacità
del bacino del Mediterraneo. È un tracciato espositivo, come
negli intenti dei curatori Massimo Bignardi, Maria Lluïsa Borràs
e Luigi Fiorletta, che tesse un rapporto dialettico fra storia e
contemporaneità, fra i segni della civiltà greca,
essenza principale del sostrato immaginativo mediterraneo, e le
energie che hanno acceso la creatività del principale interprete
del "modernismo".
La
novità di questa mostra è rappresentata dai dipinti
giovanili, realizzati a olio: sono "perlustrazioni" che
lo sguardo dell'artista compie nello spazio dell'umanità,
nel tempo della quotidianità, incontrando un repertorio di
immagini che farà sue. In mostra, celebri dipinti di paesaggi:
tra questi, Marina di Alicante, del 1895, Giardino e Paesaggio urbano,
entrambi del 1896, provenienti dal Museo Picasso di Barcellona,
mai esposti in Italia, Veduta delle terrazze e della chiesa di Santa
Maria del Pi a Barcellona, del 1902, un tempo nella collezione di
Jaime Sabartés, suo fedele segretario; opere eseguite negli
anni di studio all'Accademia, Bambino nudo, del 1896, e Torso di
adolescente, del 1897; ritratti, quello della Tía Pepa, del
1895, di Manuele Pallarés, del 1897, di Casagemas nudo, del
1902; interni, tra questi La finestra chiusa, del 1899, e Scena
di bordello, del 1900.
Una sezione è dedicata poi al rito, percepito come elaborazione
del simbolico ma anche dell'artificio, della magia del volo, cioè
di quella forza che trova nell'arte del "toreare" la perfetta
chiave per leggere nel profondo dell'immaginario picassiano. La
corrida, guardata come rito e liturgia del sacrificio: scena, spettacolo,
dramma ed ebbrezza, che esalta l'artista sin da fanciullo. La tauromachia,
volutamente posta dai curatori all'inizio del percorso espositivo,
accoglie sia la serie di incisioni realizzate da Picasso nel 1957,
sia le incisioni di Goya. Quelle di Picasso sono illustrazioni al
manuale classico di José Delgado detto Pepe Illo, La Tauromaquia,
o arte de torear, pubblicato da Editorial Gustavo Gili a Barcellona
nel 1959, mentre quelle di Goya rappresentano una rara riedizione
proveniente dalla collezione della Caja de Ahorros de la Inmaculada
di Saragozza. Due postazioni dalle quali guardare il "rito",
poste in rapporto ad una sequenza fotografica di una corrida, eseguita
da Francis Català-Roca negli anni Quaranta.
Il
tracciato espositivo si chiude con la celebre Suite Vollard presentata,
nella sua interezza, per la prima volta in Italia: è un momento
che individua il rapporto con il mito classico o, meglio ancora,
con il rinnovato interesse per il "classico", nodo importante,
questo, dell'esperienza di Picasso.
La Suite Vollard raccoglie le 100 incisioni realizzate dal 1930
al 1937, dalle quali affiora, particolarmente in quelle dei primissimi
anni Trenta, il dettato di un disegno inteso quale evidenza immaginativa
di una suggestione mitologica.
La grande serie di incisioni, vulcanico repertorio di iconografie
classiche, è posta in relazione con alcuni reperti di cultura
greca, vasi, crateri, provenienti dal Museo Archeologico Nazionale
di Paestum, nonché da altre aree archeologiche campane, in
un percorso, di forte sollecitazione immaginativa, curato con l'apporto
scientifico della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Province
di Salerno, Avellino e Benevento. Si propone la costruzione di un
abbecedario di forme narrative, di cifre immaginative, di un racconto
che attraversa le pagine di una stessa storia.
Come afferma José Luis Olivas Martínez, presidente
della Fondación Bancaja di Valencia "la Suite Vollard
segue la linea guida dell'influenza che l'ambito del Mediterraneo
esercitò sulla vita di Picasso. E Bancaja, portando in Europa
e in America Latina questa raccolta, si compiace di offrire la propria
collaborazione a un progetto espositivo di livello internazionale".
Accompagna
la mostra un catalogo con Prefazione di Mario De Biase, Sindaco
di Salerno, saggi introduttivi di Massimo Bignardi, Maria Lluïsa
Borràs, Luigi Fiorletta e contributi storico critici di Joan
Gardy Artigas Enrico Crispolti, Domenico De Masi, Giovanni Guardia,
Daniela Iorio, Maria Teresa Ocaña, Josep Palau i Fabre, Giuliana
Tocco, André Verdet. Biografia e bibliografia di Marco Alfano.
L'esposizione
inoltre è stata realizzata anche grazie al contributo di
molti sponsor:
ANAS S.P.A. (RM), AUTORITA' PORTUALE (SA), CENTRALE DEL LATTE (SA),
FUNDACIÓN BANCAJA DI VALENCIA, GALLOZZI SHIPPING (SA), IMC
(SA), MONTE DEI PASCHI (SA), SALERNO ENERGIA (SA), ENERGY PLUS (NA),
SALERNO SISTEMI (SA), CSTP (SA), PUBBLILARA (CE).

Pablo Picasso, Marina di Alicante, 1895, olio
su tavoletta, cm 9,9x15,4
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