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Si è aperto il 21 maggio 2004 a Pievasciata (Siena) il Parco
Sculture del Chianti, primo parco italiano situato in un bosco naturale
interamente dedicato alla scultura internazionale d'arte contemporanea.
La realizzazione di questa particolare area espositiva all'aperto,
in cui sono inserite opere imponenti create ad hoc, è sottesa
a tre linee-guida fondamentali, preposte dal proprietario e curatore
Piero Giadrossi: integrazione tra arte e natura, internazionalità,
varietà dei mezzi espressivi.
Ventiquattro
sculture d'arte contemporanea allestite nell'area boschiva - nello
scenario del Chianti senese - costituiscono il percorso espositivo
frutto di interventi site specific, ovvero imprescindibili dal rapporto
diretto instaurato dall'artista con lo spazio: gli artisti, provenienti
da tutto il mondo, sono stati invitati dapprima a studiare il luogo
e lo spazio, e a creare solo in seguito la loro opera, integrandola
alla natura circostante. Molteplici i materiali utilizzati - diverse
qualità di pietra e marmo, metalli, vetro - per dare vita
a sculture e installazioni che rappresentano culture diverse.
Gli
artisti
Pilar Aldana, Neal Barab, Xavier Barrera, Hemi Bawa, Dominic Benhura,
Mauro Berrettini, Nicolas Bertoux, Benbow Bullock, Roberto Cipollone,
William Furlong, Anita Glesta, Kim Hae Won, Vincent Leow, Federica
Marangoni, Key Nakamura, Johannes Pfeiffer, Ursula Christiansen
Reuter, Jaya Schuerch, Dolorosa Sinaga, Christoph Spath, Kemal Tufan,
Costas Varotsos, Adriano Visintin.
Il
percorso
Le sculture sono situate sia nel Parco che nella vicina Fornace:
le ventuno incluse nel Parco si dipanano in un percorso da praticare
in senso orario, che inizia con l'opera della danese Ursula Reuter
Christiansen, The Blue Bridge, un arco in ferro e vetro blu, simbolo
dell'ideologia da cui nasce il Parco: la sinergia tra l'opera dell'uomo
e quella della natura. Tutte le opere sottendono un'ideologia o
un ideale: dal binomio uomo/natura alla contrapposizione fra naturale
e artificiale, dalla separazione fra i popoli allo scontro fra culture,
alla polemica contro la clonazione e la mancanza di rispetto verso
natura e animali. L'australiana Anita Glesta con Dialogue crea un
rapporto simbiotico e interattivo tra l'uomo e l'ambiente. Il francese
Nicolas Bertoux, con Coin De Bois Blanc, lancia una sfida alla percezione
umana: tronchi di marmo di Carrara, posti in una piccola scarpata
attorno la quale gira la strada, segnalano un piano virtuale che
risulta sfuggente all'occhio umano. La volontà di inserire
segni quasi impercettibili e in perfetto accordo con il contesto
naturale caratterizza Limes del tedesco Johannes Pfeiffer, un percorso
a margine della strada bianca caratterizzato da ciottoli di marmo
sospesi su sottili aste di acciaio che segnano il confine tra lo
spazio in cui si muove il visitatore e quello selvatico del bosco,
e metaforicamente alludono alla separazione classica tra i popoli
barbari e i nostri antenati. L'incontro-scontro tra culture diverse
caratterizza Faith and Illusion dell'indonesiana Dolorosa Sinaga,
una scultura in tondino di ferro in cui la silhouette di una figura
umana racchiusa da due alti elementi allude allo schiacciamento
attuato dal progresso sui popoli posti ai margini del mondo economico.
Leap Frog di Dominic Benhura, uno degli esponenti più significativi
dell'arte della tribù africana degli Shona - che si esprimono
con materiali e mezzi tradizionali affidandosi ad una ricca tradizione
mistica - sembra riconciliarsi con l'occidente presentando un gioco
praticato dai bambini di tutto il mondo.
segue
A queste monumentali sculture ed installazioni ambientali si devono
aggiungere, La Casa nel Bosco di Key Nakamura, Island di Kim Hae
Won, La Pietra Sospesa di Mauro Berrettini, Balance di Christoph
Spath, The Purifier di Hemi Bawa, Construccion para Atrapar el Tiempo
di Pilar Aldana Mendez, Chianti di Roberto Cipollone, Por la Libertad
de Prensa di Xavier Barrera Fontenla, Twist di Neal Barab, Off the
Beaten Track di William Furlong, Rainbow Crash di Federica Marangoni,
Harmonic Divergence di Jaya Schuerch, The Keel di Kemal Tufan e
Energy di Costas Varotsos,
A pochi
metri dal Parco, presso la vecchia Fornace di Pievasciata, sono
presenti le tre installazioni Omaggio a Brancusi di Benbow Bullock,
Xaris di Adriano Visintin e The Milk Factory di Vincent Leow, opera
che rappresenta una mandria di mucche in fibra di vetro vivacemente
colorate: un'ironica polemica contro la mancanza di rispetto verso
la natura degli animali e la clonazione. Conclude il percorso una
galleria d'arte in cui sono esposte piccole sculture, molte delle
quali create dagli stessi artisti presenti nel Parco.
I progetti
futuri
L'area del Parco delle Sculture vedrà prossimamente la realizzazione
di un centro visitatori e di un anfiteatro per manifestazioni culturali
all'aperto e per le esposizioni temporanee, in collaborazione con
musei e centri d'arte contemporanea italiani e stranieri.
Informazioni al pubblico Parco Sculture del Chianti
La Fornace - S.P. 9, 53010 Pievasciata (Siena)
tel: +39.0577.357151 fax: +39.0577.357149 info@chiantisculpturepark.it
www.chiantisculpturepark.it
Periodo e orari da aprile a ottobre: da martedì a domenica
dalle 10 al tramonto lunedì chiuso
da novembre a marzo: su appuntamento
Ingresso intero € 7.50, ridotto € 5
Come
raggiungere il Parco Autostrada A1 - uscita Firenze Certosa
SS Firenze-Siena - uscita Siena Nord
da Siena Nord direzione Castellina in Chianti per 1,5 km, seguire
per Vagliagli per 8 km e infine verso Pievasciata per 4 km fino
ad
una strada di campagna che conduce al Parco.
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