NECESSITÀ DI RELAZIONE>NECESSITY OF RELATIONSHIP

TRENTO
Galleria Civica d'Arte Contemporanea
Via Belenzani, 46
7 dicembre 2001 - 10 marzo 2002

È una mostra anomala quella aperta col titolo Necessità di relazione alla Galleria Civica di arte contemporanea di Trento prorogata fino al 10 marzo 2002. In parte realizzata con lavori dei dieci artisti presenti al convegno omonimo organizzato dalla Galleria il 6 e 7 dicembre, in parte con gli interventi dei relatori registrati in quei due giorni, che continueranno ad essere trasmessi su monitor per tutta la durata dell'esposizione.
Gli artisti presenti in mostra - alcuni maestri storici, altri attualmente di grande grido, altri ancora giovani promesse - sono stati scelti come esempi dello spettro di apertura dell'arte contemporanea verso campi attigui. Joseph Kocuth come al solito porta avanti il suo discorso tautologico mediante la parola scritta con una citazione da Wittgenstein: I simboli sono nella loro natura insoddisfatti. Michelangelo Pistoletto, che con l'utilizzo dello specchio ha aperto fin dagli anni Sessanta l'ingresso del dinamismo nell'opera, presenta due specchi recenti, Segno - Arte e Uomo - Segno - Arte, consentendo inoltre la possibilità di intervento del pubblico grazie all'interazione con il sito della sua fondazione Cittadellarte di Biella. II portoghese Emanuel Dimas De Melo Pimenta, architetto e compositore allievo di Cage, offre un progetto sonoro in relazione ad immagini di architetture digitali in movimento. Italo Zuffi declina il senso di distorsione dello spazio presente nella percezione contemporanea in due diversi lavori: una proiezione fortemente solarizzata di elementi architettonici vibranti accompagnati da un ritmo musicale molto intenso e una Scomposizione, una sorta di maquette architettonica le cui parti sono però sparse, esplose nella stanza. II cinese Cai Guo-Qiang presenta un oggetto che crea una forte interazione col pubblico, un caleidoscopio in cui al posto dei grani di vetro ci sono immagini di suoi precedenti lavori, collocato in un marchingegno che ne consente anche la proiezione su muro mentre continua a ruotare. La svizzera Pipilotti Rist, nutrita di musica e di videoclip, distorce la celebre canzone di Chris Isaac Wicked Games nel video I'm A Victim Of This Song. Lo spagnolo Antoni Abad presenta in un comodo salottino le videoproiezioni di due pagine di schermate di computer sui suo sito zexe.net, in cui una mosca informatica scorazza sugli schermi e consente di scambiarsi chat con altre mosche inserite in computer sparsi per il mondo. Cuoghi Corcello, la coppia di artisti bolognesi, è invece alla ricerca di relazioni sottili tra le cose, collegamenti che aprono a dimensioni "altre": presenta due lavori in cui fotografie di automobili di qualche anno fa sono disposte insieme a piccoli arazzi di animali. Stefania Galegati interseca il favoloso con la realtà realizzando una spada con un meteorite ferroso e indagando la storia di quell'oggetto extraterrestre.
La particolarità della mostra consiste però nel fatto che "tutto" il convegno svoltosi il 6/7 dicembre ne diventa parte, in quanto sia le performance degli artisti realizzate nei due giorni, sia gli interventi dei critici e dei rappresentanti del mondo dell'informazione, continuano a essere riproposti su monitor per tutta la durata dell'esposizione. Così si mescolano quotidianamente le voci di Renato Barilli, Amnon Barzel, Francesco Bonami, Lucrezia De Domizio, Ann Demeester, Paolo Fabbri, Hou Hanru, Raimund Stecker, Pier Luigi Tazzi, Mimmo Di Marzio, Alessandra Mammì, Giancarlo Politi, Adriana Polveroni, Anna Stuart Tovini, Vincenzo Chiarandà, Paolo Vagheggi, Chiara Visconti. Essi avevano discusso, con interventi spesso accesi e approfonditi, sul tema delle modificazioni necessarie nel sistema organizzativo dell'arte contemporanea e sulla possibilità di rinnovare le strategie informative. Sintesi degli interventi saranno pubblicate sul primo numero della rivista Work. Art in progress, strumento di cui la Galleria si doterà a partire dalla prossima primavera, di cui il fascicolo uscito nei giorni del convegno e una piccola anticipazione.
L'iniziativa, prima del nuovo corso di attività della Galleria Civica d'arte contemporanea di Trento, alla cui direzione è giunto dallo scorso settembre Fabio Cavallucci, intende anche rappresentare un'introduzione generale alla nuova attività. La Galleria aspira infatti a porsi come centro sperimentale, aperto alla contaminazione attivo nella città oltre lo spazio della propria sede, pronto ad accogliere gli stimoli che provengano anche dagli ambienti culturali del territorio in cui opera.


Francesco Vezzoli, An Embroidered Trilogy, 1997/99, video still

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