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MODENA
Centro d'Arte e Cultura Chiesa di S. Paolo
via Francesco Selmi
16 dicembre 2006 - 4 febbraio 2007






Oltre
quaranta nomi illustri della scena artistica internazionale del
'900 sono i protagonisti della mostra L'uomo e lo spazio. Estetiche
della percezione curata da Vittoria Coen e realizzata dalla
Provincia di Modena, Assessorato alla Cultura nella propria sede
espositiva Centro d'Arte e Cultura Chiesa di San Paolo.
La ricca rassegna propone le riflessioni pittoriche dalle Avanguardie
Storiche al secondo dopoguerra riguardo al tema del rapporto
tra l'uomo e lo spazio.
In
mostra si ammirano significative opere di Afro, Giacomo Balla,
Renato Birolli, Pompeo Borra, Alberto Burri, Massimo Campigli, Carlo
Carrà, Felice Casorati, Enrico Castellani, Alfredo Chighine,
Roberto Crippa, Giorgio De Chirico, Filippo De Pisis, Antonio Donghi,
Lucio Fontana, Virgilio Guidi, Alberto Giacometti, Hans Hartung,
Vasilij Kandinskij, Osvaldo Licini, Umberto Lilloni, René
Magritte, Piero Manzoni, André Masson, George Mathieu, Sebastian
Matta, Carlo Mattioli, Giorgio Morandi, Mattia Moreni, Mario Nigro,
René Paresce, Mauro Reggiani, Sergio Romiti, Ottone Rosai,
Mimmo Rotella, Alberto Savinio, Emilio Scanavino, Pio Semeghini,
Mario Sironi, Tancredi, Giulio Turcato, Lorenzo Viani e Alberto
Ziveri.
L'esposizione
tocca tre tematiche: lo spazio metafisico e urbano, lo spazio onirico
e l'infanzia, lo spazio negato.
Lo spazio metafisico e urbano interpreta lo spazio fisico
sulla tela come scenografia, cornice per il soggetto, come nelle
"Piazze d'Italia" di De Chirico, mentre l'assenza di figure
umane nelle architetture industriali di Mario Sironi intendono trasmettere
all'osservatore un sentimento di profonda solitudine. Lo spazio
onirico e l'infanzia indaga invece l'aspetto surreale del sogno
e dell'incubo: dal colore e dalla fantasia di Chagall alla reminescenza
suggerita dagli ambienti domestici di Casorati. Lo spazio negato
vuole infine provocare la tradizionale percezione dell'occhio umano
imbrigliato tra i confini della tela con gli sfondamenti, pensiamo
a Lucio Fontana e i suoi tagli.
Con
questa grande mostra la Provincia di Modena prosegue il discorso,
già iniziato negli anni passati, sulla dimensione umana in
relazione all'arte: dagli approfondimenti legati all'autoritratto,
al tema del superuomo, ai risvolti del rapporto con la scienza ed
in particolare la genetica.
Ora
è la volta della dimensione esistenziale: l'idea centrale
sta nella consapevolezza che la coscienza umana, come l'opera d'arte,
non si autodetermina, al contrario è in continua interdipendenza
con l'ambiente circostante. Essa provoca un continuo scambio empatico
tra le sensazioni che l'autore propone nell'opera e gli stimoli
provenienti dall'osservatore, sempre tenendo ben presente il contesto
storico di riferimento in cui l'opera si è formata. Il visitatore
si trova allora a passare attraverso un flusso discontinuo di sensazioni:
dal timore alla curiosità, dallo sgomento davanti all'ignoto
al gusto per la scoperta di un potenziale spazio da conquistare,
passando di nuovo per l'insicurezza, l'insoddisfazione, l'ansia
e l'angoscia.
E'
prevista per la fine del 2007 una seconda esposizione, come prosecuzione,
per approfondire la tematica esistenziale che abbraccerà
le poetiche degli artisti dagli anni '60 alla più stretta
contemporaneità.
La
mostra è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale.

Vasilij
Kandinskij, Senza titolo, 1941,
tempera su fondo grigio, cm 21,2x54,5
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