MARIO MERZ
LA LUCE DI VOLTA


COMO
PORTA TORRE
Piazza Vittoria
25 gennaio - 30 aprile 2000

Nell'ambito delle celebrazioni del Bicentenario dell'invenzione della pila di Alessandro Volta (1799 -1999), la città di Como rende omaggio all'illustre scienziato dedicandogli un'opera d'arte contemporanea di grandi dimensioni coinvolgente l'ambiente. L'installazione luminosa, creata per l'occasione da Mario Merz su Porta Torre, è stata realizzata dall'artista con luce elettrica.
L'installazione policroma di dimensioni elevate, realizzata con tubi a luce fluorescente, è composta da quattordici elementi che formano diverse parole: sulla facciata sud l'artista ha creato la scritta "città irreale", mentre negli archi della facciata nord si legge "torre - oriente - rebus - radice - elemento". L'opera, ideata con luce ad energia elettrica, crea un rapporto dinamico tra arte e ambiente ed è visibile a chi si accinge a raggiungere il centro di Como. L'evento, curato da Roberta Lietti, è nato dalla volontà del Comitato Comasco per le Manifestazioni Voltiane, in collaborazione con la Regione Lombardia Assessorato alla Cultura e con il sostegno della Fondazione Antonio Ratti ed è un omaggio significativo che l'arte contemporanea dedica al genio di Volta. Porta Torre, storicamente chiamata Torre di Porta Vittoria, principale accesso alla città medioevale, è stata la prima grande opera difensiva del periodo Medioevale: costruita nel 1192 come Architettura militare, presenta parti strutturalmente interessanti quali il grande arco e la serie di archi sovrapposti. Como fu un punto di riferimento costante nella vita e nell'opera di Volta; le pregnanti testimonianze di questo rapporto compongo un percorso interessante nel cuore della città. Nella centralissima via a lui intitolata si colloca la sua casa natale; proseguendo verso Sud, è visibile la Torre Gattoni, nel cui gabinetto fisico Volta si dedicò all'elettrologia e, intorno al 1765, condusse i primi esperimenti scientifici. Vicino a Porta Torre si trova il Palazzo degli Studi, sede del liceo "A. Volta", in cui dal 1775 al 1778 lo studioso svolse attività di ricerca e fu docente di Fisica Sperimentale. All'interno del liceo è tuttora custodita una collezione di strumenti scientifici, di inestimabile valore, utilizzati da Volta stesso. Un'altra testimonianza è rappresentata dall'aula magna dell'Istituto Carducci dove ebbe luogo il Congresso Internazionale dei Fisici del 1927 commemorato all'epoca da alcuni affreschi, che riportano i nomi degli illustri partecipanti.
Nato a Milano nel 1925, Mario Merz si dedica alla pittura da autodidatta dopo aver abbandonato gli studi. Esordisce nel 1953 con un lavoro espressionista per evolvere poi verso una interpretazione informale. Dal 1967 partecipa all'attività del gruppo di artisti definito Arte Povera, il cui intento era quello di ricercare un contatto diretto con la vita quotidiana nei suoi elementi naturali più comuni, ma anche con i materiali tecnologici "naturalmente" presenti nella quotidianità della società moderna. II neon attraversa dunque le opere di Merz, il quale lavora su combinazioni di corpi nello spazio che spesso coinvolgono l'ambiente. Dopo una serie di grandi quadri tridimensionali, Merz passa a bottiglie, coni, plexiglas, ferro e legno sempre trapassati dai tubi luminosi. II neon di Merz penetra le forme dei suoi igloo, ci compone nella serie numerica elaborata dal matematico Fibonacci, dà luogo a oggetti spiraliformi come chiocciole e turbini, o ancora a scritte luminose. L'utilizzo di luce al neon, inserita negli oggetti più diversi, permette a Merz di spostare l'attenzione dall'oggetto all'energia che è in esso contenuta, affinché i corpi perdano di solidità e da statici diventino dinamici. Merz definisce l'artista come un nomade capace di spostarsi da un luogo all'altro per operare in rapporto a nuovi spazi. Mario Merz ha partecipato ad importanti mostre personali e collettive sia in spazi museali sia in gallerie private in Italia e all'estero. Si ricordano, tra gli altri: The Israel Museum, Gerusalemme; Moderna Museet Stoccolma; Institute of Contemporary Art, Boston; Kunsthaus, Zurigo; Museo di Capodimonte, Napoli; MoCa Museum of Contemporary Art, Los Angeles; Solomon R. Guggenheim Museum, New York; Metropolitan Museum, New York; Hamburger Banhof, Berlin; Castello di Rivoli, Torino e l'inaugurazione del Guggenheim Museum di Bilbao, oltre a diverse presenze
alla Biennale di Venezia e a Documenta, Kassel.
Il Comune di Milano nel dicembre 1999 gli ha conferito l'Ambrogino d'oro per meriti artistici, l'ultimo di una serie di prestigiosi riconoscimenti tra cui figurano: Medaglia d'oro in occasione della mostra alla Salpetrière, Parigi; Premio Kokoschka, Vienna; Anello d'oro, Goslar.


Mario Merz, La luce di volta, Como