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La
Galleria SpazioFoto del Credito
Artigiano a Firenze
presenta la personale Martino Marangoni:
Ozymandias in mostra dal 31 gennaio al 27 marzo 2004.
La mostra a cura di Nicoletta Leonardi. accoglie una trentina di
opere fotografiche in bianco e nero e a colori scattate fra il 1988
e il 2003 in vari paesi del mondo (formato 40X50 cm e 50X60 cm.).
Le fotografie di Marangoni mettono a confronto i paesaggi architettonici
di importanti siti archeologici con gli scenari contemporanei delle
metropoli occidentali. Nellalternarsi di presente e passato,
i percorsi del fotografo formano una spirale che ripete allinfinito
lo stesso cerchio, quasi ad indicare la ricerca di una matrice comune,
di un unico luogo dorigine.
Accanto ai siti dellantichità, le capitali degli imperi
di oggi compaiono quali luoghi monumentali assediati dallincertezza,
simboli di un occidente divenuto vulnerabile. Particolarmente significative
in questo senso sono le immagini scattate agli impiegati in pausa
attorno alle torri gemelle di New York prima dell11 settembre
2001. Non a caso, la mostra si ispira ad un celebre sonetto del
poeta romantico inglese Shelley e ne prende il titolo: Ozymandias.
La poesia è dedicata al destino dei grandi leader che percorrono
il cammino della guerra fino alla decadenza e alla distruzione.
Le fotografie di Marangoni sono strutturate sullesempio tipicamente
anglosassone della passeggiata senza meta, della narrazione di un
eterno cammino di luogo in luogo. Esse possono collocarsi nello
spazio discorsivo della collezione e, più precisamente, dellalbum
fotografico ottocentesco del Gran Tour. Ma alla sistematicità
e alla monumentalità di quella produzione vedutistica, lautore
sostituisce una visione frammentaria, interprete delle persistenze,
come dei segni di rottura e di erosione, delle culture del mediterraneo
prima e della civiltà occidentale poi.
Christian Caujolle commenta: Dagli anni Cinquanta ad oggi
la fotografia italiana ha prodotto una importante riflessione sul
paesaggio. Marangoni, in modo evidente, si inserisce in questo movimento
che non è né una scuola né una teoria, che
rassomiglia ad una preoccupazione collettiva piuttosto che ad un
manifesto. Martino Marangoni è un viaggiatore. Un viaggiatore
che fotografa le immagini dello spazio che attraversa allorché
vi si ritrova. Un viaggiatore fra pittura e poesia, tra rappresentazione
e letteratura (
). Quando guardo le sue immagini che mi propongono
il mondo come teatro possibile di emozioni a venire o già
presenti, mi proietto in esse e non so datarle: esse appartengono
solo al tempo della fotografia.
La mostra è accompagnata da un catalogo a cura di Nicoletta
Leonardi, con testi in italiano, inglese e francese di Christian
Caujalle e Nicoletta Leonardi.
Martino
Marangoni. Note biografiche
Martino Marangoni è nato nel 1950 a Firenze, dove vive e
lavora.
Formatosi presso il Pratt Institute di New York, dal 1977 al 1993
è stato docente di fotografia dello Studio Arts Center International
di Firenze. Nel 1991 ha istituito la Fondazione Studio Marangoni:
Iniziative di Fotografia Contemporanea, di cui è presidente.
Da quella data, Marangoni affianca la sua ricerca personale alla
promozione della cultura fotografica a livello internazionale attraverso
attività didattiche ed espositive ed assegnando premi annuali.
Il suo lavoro è stato esposto sia in Italia che allestero
in numerose mostre personali e collettive quali Photographie
Creatif, a cura di Jean Claude Lemagny, Mois de la Photo, Parigi
1984; Gallerie FNAC, Parigi e Marsiglia 1986; Mois de la Photo,
Liegi 1987; Linsistenza dello sguardo, a cura di Paolo
Costantini e Italo Zannier, Palazzo Fortuny, Venezia 1989; Archivio
dello Spazio, a cura di Roberta Valtorta, Milano 1991; Encore
une fois un paysage, a cura di Gabriele Basilico, Mai de la
Photo, Reims, France 1993; Forma, a cura di Moreno Gentili,
Istituto culturale francese, Roma 1994; Private Landscape,
Galleria Spazio Immagine, Bari 1996; Photographie Italienne Contemporaine,
a cura di Claude Nori, Galerie Municipale du Chateau dEau,
Toulouse, France 1997; Paesaggi Italiani a cura di Nicoletta
Leonardi, Sala delle Reali Poste, Galleria degli Uffizi, Firenze
1998; Images from the Inner World, a cura di Toni Thorinbert,
Rencontres Internationales de la Photographie, Arles 1998; The
Arno river, a cura di Michel Diezeude, Garonne Festival, Galerie
Municipale du Chateau dEau, Toulouse 1999; Terra dintorno,
Blu Sky Gallery, Portland, Oregon 1999 e Istituto italiano di cultura,
San Francisco 2000; Terre di pietra, Museo Archeologico Nazionale,
Firenze 2001.
Opere di Martino Marangoni sono conservate presso la Calcografia
Nazionale di Roma, il Cabinet des Estampes della Biblioteca Nazionale
di Francia a Parigi, lArchivio FRAC di Lione; la Maison Européenne
de la Photographie di Parigi; il Museum of Fine Arts di Houston,
Texas; Camera Works di New York.
Fra le numerose pubblicazioni ricordiamo: Italy Observed in Photography
and Literature, a cura di Charles Traub, Rizzoli, New York 1988;
Linsistenza dello sguardo, a cura di Paolo Costantini
e Italo Zannier, Alinari, Firenze 1989; Terra dintorno,
a cura di Roberta Valtorta con un saggio di Guglielmo Pietropolli
Charmet, ART&, Udine 1997; Forma, a cura di Moreno Gentili,
ART&, Udine 2000, Italia, a cura di Giovanna Calvenzi,
Thames&Hudson/Marval, New York e Londra 2003.

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