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La
Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento presenta,
dal 9 marzo al 25 maggio, la mostra Kids are us i bambini
siamo noi, curata da Maurizio Sciaccaluga, un percorso attraverso
dipinti, sculture, fotografie, video e installazioni realizzate
da una trentina di artisti internazionali.
Due
le sedi espositive: la Galleria Civica e i locali della Scuola Elementare
Raffaello Sanzio, splendido esempio di architettura
razionalista novecentesca progettata da Adalberto Libera.
Lesposizione
presenta quegli artisti che, negli ultimi ventanni, in modo
più evidente rispetto agli autori che li hanno preceduti,
sono riusciti spesso e volentieri a liberare il bambino nascosto
dentro ogni adulto, a richiamarlo alla luce. Artisti che hanno fatto
proprie le più importanti esperienze dellinfanzia.
Artisti nati per disobbedire, per contestare, per dire no, per rifiutarsi
di accettare la realtà così come lhanno costruita
le persone sagge e mature.
Oltre
trenta i kids invitati a partecipare: Stefano Arienti,
Jean-Michel Basquiat, Corrado Bonomi, James Brown, David Burrows,
Maurizio Cattelan, Gianni Cella, Cuoghi Corsello, Ronnie Cutrone,
Wim Delvoye, Enrico Tommaso De Paris, Fulvio Di Piazza, Keith Haring,
Mike Kelley, Jeff Koons, Edward Lipski, Miltos Manetas, Liliana
Moro, Takashi Murakami, Motomichi Nakamura, Yoshitomo Nara, Luigi
Ontani, Alex Pinna, Plumcake, Antonio Riello, Pipilotti Rist, Tom
Sachs, Shih Chieh Huang, Team cHmAN, Ultrapop, Stefan Wissel.
Lallestimento
in Galleria Civica rievoca un grande gioco delloca dove il
visitatore si sposta di casella in casella per raggiungere tutti
i lavori esposti. Ne esce una mostra in cui le opere, basate sui
sentimenti originari dellinfanzia, divengono protagoniste
e costringono lo spettatore a conoscere il mondo attraverso tutti
e cinque i sensi. Di conseguenza il grande diviene piccolo e il
piccolo diviene grande, il travestimento diventa pratica imitativa,
ogni oggetto è affrontano con spirito ludico e irrispettoso,
limmaginazione non è separata dalla verità.
Una mostra in cui il visitatore è costretto a tornare bambino,
a immergersi ancora per una volta nella dimensione che è
stata propria di ciascuno di noi e che abbiamo perduto.
Nella
sede della Scuola Raffello Sanzio, invece, sono esposte
grandi opere frutto del lavoro di alcuni artisti con gli alunni
della scuola che ospita la rassegna: un grande coccodrillo di materiali
riciclati di Corrado Bonomi, un gioco di espansione grafica di Enrico
De Paris, un lavoro sul concetto di portafortuna di
Antonio Riello, una casetta di biscotti di Hansel e Gretel di Liliana
Moro, e altre ancora.
Un impegno consistente, nella collaborazione tra la Galleria Civica
e lIstituto di istruzione, fatto di workshops darte
e di incontri con gli artisti nelle settimane precedenti la mostra,
a sottolineare linterscambio tra grandi e piccoli.
I laboratori continueranno durante il periodo di apertura della
mostra, coinvolgendo alunni di altre scuole, per proseguire il lavoro
avviato dagli artisti. Anche i visitatori potranno utilizzare alcuni
laboratori per cimentarsi autonomamente e vedere esposte le proprie
opere.
Una mostra, insomma, in cui i bambini giocano a diventare grandi
e i grandi tornano bambini.
I lavori
esposti sono pubblicati nel n. 4 della rivista della Galleria Civica
Work. Art in progress. La pubblicazione raccoglie, oltre
al testo del curatore Maurizio Sciaccaluga, una serie di interventi
firmati da psicologi, pedagogisti, sociologi, volti ad allargare
lo sguardo alla dimensione infantile non solo nellambito dellarte
ma nellintera società contemporanea.
La
mostra è dedicata alla memoria di Luigi Serravalli, critico
e viaggiatore in arte, che non ha mai cessato di guardare il mondo
con gli occhi di un bambino.
Maurizio
Sciaccaluga sottolinea: Kids are us, i bambini siamo
noi. Sempre. Anche se, trascorsi gli anni, ingrigiti i capelli,
ridotto drasticamente il tempo dedicato allimmaginazione,
sembra lontanissimo il periodo dellinfanzia. Come sostiene
Bill Watterson, lautore di Calvin & Hobbes, -in
fondo a ogni adulto cè un moccioso. Che vuole tutto
a suo modo-. La nuova banda dei bambini smarriti, quella
al fianco di Peter Pan nella lotta contro Capitan Uncino, sono gli
autori capaci di mettere in scena lingenuità, linnocenza,
la cattiveria, la riluttanza, la fantasia. Che fotografino o dipingano,
che abbiano scelto linstallazione o il ready-made, che guardino
al fumetto o ai disegni infantili, sono gli eterni ragazzi. Lesposizione
rintraccia gli artisti che sono cresciuti, mai rinunciando allo
sguardo del bambino, e lavorano dimenticando le costrizioni sociali
e intellettuali cui la società vorrebbe abituarli.
Gianni Cella, Biancaneve e i sette palloni gonfiati,
2001,
installazione vetroresina e cemento
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