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MILANO
Galleria Gruppo Credito Valtellinese
Corso Magenta, 59
28 novembre - 31 gennaio 2007






Il 28
novembre ha inaugurato la mostra Ironica. La leggerezza dell'ironia
alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese di Milano a cura di Valerio
Dehò ed Elena Pontiggia.
L'esposizione
si propone di analizzare la presenza di un particolare tipo di ironia
nell'arte italiana degli ultimi decenni. La parola ironia deriva
dal greco "eironia", che significa "finzione"
e può assumere diverse sfumature; esistono infatti infiniti
generi di ironia, da quella clownesca a quella più sfuggente,
che non appare a prima vista. La mostra si sofferma esclusivamente
su quest'ultima, un'ironia leggera e sottile: un'ironia insomma
che non si tramuta mai in smorfia accentuata, in irrisione aggressiva.
L'articolato
percorso espositivo comprende tredici artisti, attivi tra gli anni
'60 e '70 del secolo scorso, emblematici di questa linea espressiva:
Gino De Dominicis, Pino Pascali, Alighiero Boetti, Aldo Mondino,
Piero Gilardi, Salvo, Vincenzo Agnetti, Luigi Ontani, Corrado Levi,
Gian Marco Montesano, Tino Stefanoni, Aldo Damioli, Lisa Ponti.
Tra
le opere più significative si segnalano: la spontaneità
imprevedibile di Pino Pascali con "Bombe Bombe Bambù",
esemplare lavoro in cui le armi assumono una dimensione quasi ludica
e insieme visionaria; "Il difensore dell'arte" del 1968
di Gian Marco Montesano che recupera la storia affrontando l'iconografia
di Hitler e di Stalin, cosa che non ha riscontri nell'arte contemporanea;
"La risata" di Gino De Dominicis, un'installazione incentrata
sul suono provocato dal riso; "Autoritratto Ali Adil Sha"
di Salvo, che ripensa ironicamente al mescolarsi della civiltà
occidentale e orientale, nell'autoritratto in cui si dipinge in
veste di autoritario sapiente arabo; "14 Telegrammi" di
Vincenzo Agnetti, in cui l'artista indirizza a se stesso una serie
di telegrammi scritti con frasi che mettono in crisi le certezze
del linguaggio; la "Vetrata" di Aldo Mondino, in cui l'arte
della decorazione è realizzata con impercettibile leggerezza
ludica; le "Composizioni" di Tino Stefanoni, che possono
essere considerate una sorta di enciclopedia di oggetti ironici;
"Venezia New York" di Aldo Damioli, interscambio figurativo
con Venezia che diventa New York, e viceversa la Grande Mela che
si fa Città sull'acqua; le "Composizioni" di Lisa
Ponti, che presentano famiglie di personaggi pudicamente fiabeschi.
La
mostra fa emergere il saper fare arte con velata e tagliente ironia,
un'arte intelligente che si confronta sorridendo col passato, e
nello stesso tempo esprime poeticità totale. L'ironia si
propone quindi come gioco mentale, necessario per cogliere la profondità
di uno sguardo critico sulla realtà che sta alla base di
questi lavori. Il sorriso viene così a far parte dell'opera,
privilegiando un rapporto diretto con lo spettatore, un suo coinvolgimento,
anche se del tutto spontaneo, come protagonista: è un lavoro
concettuale che parte dalla fisicità dell'opera per raggiungere
l'intelletto dell'osservatore.
"Ironica.
La leggerezza dell'ironia" è una raccolta di opere,
anche poco conosciute al grande pubblico, di artisti sui generis,
che attraverso tecniche diverse e spesso estremamente personali
forzano l'uso del linguaggio tradizionale dell'arte fino a limiti
inconsueti quanto divertenti.
Accompagna
la mostra un catalogo edito dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese
con saggi dei curatori Valerio Dehò ed Elena Pontiggia e
la riproduzione di tutte le opere in mostra.

Piero Gilardi, Tappeto natura, 1984, poliuretano
espanso,
cm 202x310, courtesy Patrizia Gilli, Trento
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