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La
Galleria SpazioFoto del Credito
Artigiano a Firenze
presenta la personale Francesco Gnot. Paesaggi
Possibili a cura di Nicoletta Leonardi. La mostra accoglie
una trentina di opere fotografiche a colori, di medio e grande formato,
che Gnot ha scattato tra il 2000 e il 2003.
Gnot si è servito di una piccola macchina compatta a focale
fissa per scattare la maggior parte delle fotografie nel corso di
lunghe passeggiate notturne. La scelta di questo semplice strumento
gli ha consentito di rendere al meglio lesperienza visiva
del passante e di raccontare con immediatezza quali sono le tensioni,
i piaceri e le paure di tale esperienza.
Con il titolo Paesaggi Possibili Gnot evoca lo stato di disorientamento
spaziale e temporale provocato dalla continua oscillazione fra il
senso di appartenenza e familiarità e lesperienza dellestraneità
e del distacco nel rapporto con i luoghi. Le immagini a colori mostrano
un mondo fatto di frammenti, dove gli ambienti domestici e gli spazi
pubblici urbani sono come fissati nellimmobilità senza
tempo dellabbandono.
Nicoletta Leonardi nel testo in catalogo evidenzia come nelle
opere di Gnot luso sistematico del flash, con
la sua luce forte e tagliente, connota le immagini di un tono surreale
quando non estraniante e allucinatorio. Attraverso la strategia
del disorientamento le immagini di Gnot arrrestano lo
sguardo, deviandone i percorsi abituali. Indirizzando la nostra
attenzione su oggetti e luoghi del quotidiano altrimenti considerati
trascurabili, Gnot ci invita a riflettere su come la dimensione
affettiva possa ancora dare un senso allesperienza in un mondo
[
] e ci aiuta a vedere da un punto di vista inedito la cornice
entro la quale agiamo.
A prima vista si direbbe che luniverso simbolico che Francesco
Gnot vuol mettere in scena è un mondo senza uomini,
ormai disabitato e affidato alla pura esistenza esteriore di oggetti
disparati, che ricordano con dettagli ricchi, eccessivi oppure fantastici
la loro origine di prodotto delluomo. Si tratta di segni di
una desertificazione che ha scarnificato lesistenza corporea
lasciando che il mondo degli oggetti autogestisca il proprio movimento
in una sorta di moto perpetuo in cui si sono smarriti linizio
e la fine.
Pietro Barcellona commenta: Francesco Gnot è
un bambino, il bambino che gli adulti negano di essere ancora, alla
ricerca di qualcuno che risponde alla domanda: cosa sono gli oggetti.
Gli oggetti allo stato puro, il per sé degli oggetti siamo,
in parte, noi stessi proiettati fuori dallanima come ponti
verso il mondo degli altri. Finché ci sono oggetti, tracce
di uomini, lincantesimo della desertificazione può
essere rotto: può riapparire la parola magica che ridà
vita alla cosa. Chi pensa che la fotografia abbia a
che fare solo con la tecnica, non ha capito la sua intima radice
alchemica, che è la stessa di ogni fatto artistico: mettere
in forma lassenza.
Pier Francesco Gnot (Firenze 1965) ha studiato fotografia
presso la Fondazione Studio Marangoni di Firenze. Dal 1995 al 1999
ha insegnato fotografia presso la stessa scuola. Espone il suo lavoro
in numerose mostre personali e collettive quali: Le Maschere
dellUomo, Museo di Antropologia, Firenze 2000; Paesaggi
Possibili, Archivio Fotografico Toscano, Prato 2001 (a cura
di Nicoletta Leonardi); Events, Studio Arts Center International,
Firenze 2001 (a cura di Maria Antonia Rinaldi e Matteo Chini); Gemine
Muse, Chiostro di Santa Maria Novella, Firenze 2002 (a cura
di Daria Filardo); Insider, Stazione Leopolda, Firenze 2003
(a cura di Sergio Risaliti). Nel Luglio 2002 gli è stato
assegnato il premio miglior portfolio del giorno della
Galerie DEssay durante i Rencontres Internationales de la
Photographie dArles.
L'autore sarà presente all'inaugurazione.
Catalogo:
Francesco Gnot, Paesaggi Possibili 2000-2003, a cura
di Nicoletta Leonardi. Testi in italiano e inglese di Pietro Barcellona
e Nicoletta Leonardi, 57 pagine, 31 illustrazioni a colori, edito
Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, Sondrio 2003.

Francesco
Gnot, Barca ferma, 2002, Alicudi Messina
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