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Continua,
nei nuovi spazi recentemente restaurati, lattività
espositiva di Palazzo Saraceni
- sede della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna con
la mostra intitolata Arte ad alta tensione
- Due generazioni di futuristi, che si terrà dal
23 ottobre al 20 dicembre 2003.
Organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio
in Bologna e curata da Vittoria Coen, la mostra è
un omaggio al più importante movimento davanguardia
del nostro Paese, quel Futurismo che ha ridato, all Italia
di inizio 900, un ruolo da protagonista nel panorama artistico
europeo, e che, nella propria incendiaria ricerca legata ad una
decisa e radicale volontà di rinnovamento, non ha mancato
di influenzare artisti e movimenti di tutto il mondo (vedi ad esempio
il Vorticismo inglese, il Sincronismo americano, il
Raggismo russo, ma non solo, essendo la lista dei debitori
molto lunga).
I temi più che mai attuali della contemporaneità,
del progresso tecnologico, della velocità febbrile che, frantumando
spazio e tempo, già punta dritta verso lastrazione,
e lo straordinario insieme di invenzioni tecnico-visive attraverso
cui, gli artisti che animavano il gruppo, hanno dato a tali temi
forma e sostanza, rivelano, a quasi un secolo di distanza, ancora
tutta la loro originaria carica eversiva, ironica ed innovatrice.
Le cinquanta opere esposte provengono in parte da istituzioni, in
parte da numerose collezioni private emiliane e non, secondo un
obiettivo che la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna si è
posta fin dal principio di questo percorso, per sua naturale e storica
vocazione alla valorizzazione del territorio. Ed è proprio
in virtù di tale vocazione che, accanto alle opere dei protagonisti
storici del primo e del secondo Futurismo, come Umberto
Boccioni, Giacomo Balla, Gino Severini, Mario Sironi, Fortunato
Depero, Enrico Prampolini, Luigi Colombo (in arte Fillia),
assume un significato del tutto particolare la presenza di alcune
opere ancora inedite di un artista bolognese troppo presto dimenticato:
Angelo Caviglioni. Futurista
già dagli anni dieci, fin dalla nascita del movimento, organizzatore
instancabile di eventi allinterno del gruppo, la sua attività
artistica non si è spenta nemmeno nel secondo dopoguerra,
rivelando, soprattutto nell ambito dell Aeropittura,
una personalità ed una sensibilità artistica sicuramente
degne di estremo interesse.
La mostra ovviamente non si propone di esaurire un tema che, da
qualsiasi parte lo si guardi, pare inesauribile, quanto essere loccasione
per ammirare, da un lato i capolavori noti, e, dallaltro,
poter compiere, accanto ad essi, alcune sorprendenti, in parte insospettabili,
scoperte.
Angelo Caviglioni, Caffé - Concerto,
1923,
olio su tela, cm 72,2x100,2
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