|

MILANO
Amedeo Porro Arte Moderna e Contemporanea
18 novembre 2004 - 21 gennaio 2005


Un'inedita panoramica
dell'evoluzione artistica di Lucio Fontana dagli anni '30 all'inizio
degli anni '60 propone la mostra dedicatagli da Amedeo Porro Arte
Moderna e Contemporanea a Milano. "Carriera 'barocca' di Fontana"
è il titolo di questa rassegna che comprende 7 sculture,
9 opere su tela e una serie di 7 progetti su legno. Titolo assunto
dal volume di testi fontaniani di Enrico Crispolti e del suo lungo
carteggio con l'artista pubblicato da Skira/Amedeo Porro Arte Moderna
e Contemporanea in occasione della mostra. Volume intitolato appunto
"Carriera 'barocca' di Fontana. Taccuino critico 1959-2004
e Carteggio 1958-1967 la cui pubblicazione costituisce dunque, assieme
alla mostra, un unico straordinario evento fontaniano, particolarissimo
contributo, in opere e in scritti, all'ulteriore conoscenza dell'opera
di uno dei maggiori artisti del XX secolo.
Il percorso della mostra, che comprende alcune opere inedite realizzate
tra il 1931 e il 1962, si apre con la splendida scultura in gesso
Campione olimpionico (Atleta in attesa) del 1931-1932, nella quale
si leggono i primi tentativi di espressività della materia
e ruolo del colore, fino al Concetto spaziale del 1959, uno dei
primi sperimentali tagli su carta intelata.
Il Campione olimpionico, opera eseguita in gesso interamente colorato
d'azzurro, è tra le più significative sculture di
Fontana del periodo figurativo degli anni Trenta, tanto che l'artista
la scelse, tra le molte eseguite in quel periodo, per rappresentarlo
alla "Seconda Quadriennale d'Arte Nazionale" al Palazzo
delle Esposizioni di Roma nel 1935.
Altra importante scultura esposta è Mujer con mascara, realizzata
nel 1940 a Buenos Aires, straordinaria figura di donna a dimensione
naturale in gesso, interamente dipinta d'oro, che si copre il volto
con una maschera nera.
Fontana
non abbandona mai la ceramica, e rientrato in Italia dall'Argentina
nella primavera del '47, riprende a utilizzare questo materiale:
in mostra si possono vedere due suggestive ceramiche policrome realizzate
in questi anni -Testa di medusa e Deposizione- che evidenziano la
vitalità e la grande capacità di modellare la materia,
appresa tra Sèvres ed Albisola, alla luce delle nuove esperienze
del Dopoguerra.
Alcune
delle opere esposte fanno parte di una prestigiosa collezione privata
e vengono presentate per la prima volta al pubblico. Di nuovo insieme,
così come li aveva concepiti Fontana, si possono ammirare
due quadri barocchi del '56, Concetto Spaziale. L'Inferno e Concetto
Spaziale. Il Paradiso. Del '56 un altro importante Concetto spaziale
barocco.
Gli anni Cinquanta sono per Fontana un periodo intenso e di continuo
rinnovamento inventivo, come sottolinea Enrico Crispolti: "fra
il '54 e il '55 sembra quasi che un principio di immagine intervenga
a ordinare e concretare il sommovimento materico, come appunto nella
fissazione di una sorta di forma barocca
". Sono inoltre
presentate alcune formelle in massello di legno scolpito, forato
con piombo, che Fontana aveva realizzato nel 1958 per la progettata
decorazione murale della hall del Palazzo dell'Eni a San Donato
Milanese. Si tratta di bozzetti, ideati per essere tradotti in grandi
dimensioni raffiguranti due diverse soluzioni di Fontana per questo
progetto mai realizzato.
In
luogo del tradizionale catalogo, e trasformandone sostanzialmente
il ruolo di commento e corredo di quanto esposto, accompagna la
mostra quale eccezionale contributo alla conoscenza dell'opera e
del personaggio Fontana il grosso volume di Crispolti intitolato
"Carriera 'barocca' di Fontana. Taccuino critico 1959-2004
e Carteggio 1958-1967", edito da Skira/Amedeo Porro Arte Moderna
e Contemporanea, e curato da Paolo Campiglio, che ripubblica testi
critici rari e dispersi dal 1959 al 2004 e un significativo carteggio
intercorso tra l'artista e l'allora giovane critico tra il 1958
e il 1967, con parecchi inediti. Ne risulta una sorta di "messainscena"
ove il protagonista è Fontana, sia nelle novità che
la sua ultima ricerca veniva proponendo, dalla fine degli anni Cinquanta
a buona parte dei Sessanta, oltre l'Informale; sia nella progressiva
acquisizione di una consapevolezza della portata storica del suo
lavoro, fra secondi anni Venti e primi Cinquanta, dal primordio
all'Infomale. Una "messainscena" ove il deuteragonista
è Crispolti, la cui personalità di critico e storico
dell'arte cresce proprio anche nello stretto rapporto con lo straordinario
artista, di cui subito intuisce la grandezza creativa. Conosciuto
alla fine del 1957, lui ventiquattrenne, Fontana nella piena maturità,
cinquantottenne, maestro nell'avanguardia europea, ma non ancora
riconosciuto adeguatamente sul piano critico, in Italia. Mentre
Campiglio ha il ruolo di "voce narrante", che interviene
di tanto in tanto a sottolineare gli snodi dell'azione.
La
mostra proseguirà poi in Inghilterra, a Londra dal 31 gennaio
al 24 marzo da:
Ben Brown Fine Arts, 21 Cork Street, London W1S3LZ.

Lucio
Fontana, Testa di medusa, 1948, ceramica policroma
|