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Dal
2 luglio al 30 settembre 2003 è visibile la mostra Giuseppe
Flangini Lenigma del quotidiano a cura di Luigi
Meneghelli in due sedi espositive italiane: allAuditorium
Diocleziano a Lanciano (Chieti) dal 2 al 29 luglio e alla Fortezza
Spagnola di Civitella del Tronto (Teramo) dal 3 agosto al 30 settembre.
Lesposizione sarà quindi a Charleroi (Belgio) per iniziativa
del Ministero degli Affari Esteri, in collaborazione con la Fondazione
Europalia. Dal 15 ottobre al 31 dicembre 2003 nel museo Le bois
du Cazier saranno presentate significative opere nella mostra dal
titolo Il paese nero sotto al sole dItalia a cura di
Alain Forti.
Lesposizione
Giuseppe Flangini Lenigma del quotidiano propone
una selezione di circa 60 opere di cui quaranta lavori a olio e
una ventina dei disegni più significativi del percorso creativo
dellartista, oltre a una selezione del materiale di archivio
dellAssociazione Giuseppe e Gina Flangini: documenti,
opere teatrali, lettere e fotografie del pittore-ceramista-drammaturgo
e di artisti suoi contemporanei. E presente in mostra anche
un video sulla vita e le opere di Flangini.
Il
progetto espositivo illustra inoltre lo sviluppo di un tema e di
una vicenda cara alla memoria degli italiani e di quanti emigrarono
per motivi di lavoro allestero. Flangini in tavole di grande
suggestione e umanità illustra la condizione dei lavoratori
italiani (Uscita dalla miniera, Scaricatori di carbone, ecc.),
fino a preconizzare con lopera di grande effetto drammatico
La catastrofe della miniera una delle tragedie che hanno segnato
profondamente la storia italiana ed europea: il disastro di Marcinelle,
in Belgio.
Con
lintento di sottolineare la stretta relazione tra passione
artistica e professione pittorica durante il corso della
mostra, viene proiettato il filmato di Francesco Pireddu
Giuseppe Flangini. Il teatro della pittura (testo di
Luigi Meneghelli, musiche di Stefano Gueresi): unopera metalinguistica
di grande suggestione in cui si mescolano più forme espressive.
Luigi
Meneghelli commenta: Giuseppe Flangini appare come un artista
appartato, quasi un outsider della pittura del 1900. Eppure
la sua voce sommessa ha la suggestione di chi sa attraversare movimenti,
tecniche e stili, senza assumerne nessuno come cifra irrefutabile
e definitoria del proprio percorso. Non è il rimanere su
un determinato motivo ad interessarlo, non è il fermarsi
su uno specifico tema (come fanno Morandi o Cézanne), fino
a sviscerarne tutte le possibilità di immagine che lo appassiona,
quanto invece lidea di un inquieto viaggio, di un ininterrotto
spostamento esperenziale, che trova paradossalmente la propria stabilità
nella continua trasformazione.[
] La sua opera non è
mai da leggere su di un solo piano, non si esaurisce mai al suo
primo apparire. Con Michelangelo Antonioni potremmo dire che sotto
limmagine rivelata ce nè unaltra più
fedele alla realtà, e sotto questa unaltra ancora [
].
Fino alla vera immagine di quella realtà assoluta, misteriosa,
che nessuno vedrà mai. E non sono da annoverare in questa
trama, in cui si gioca la follia del vedere e insieme limpossibilità
di giungere al fondo della visione, anche i numerosi autoritratti?
Flangini sembra rappresentarsi con segni crudi, incisivi, ma più
il suo volto si fa intenso, fondo, più dà la sensazione
di ritirarsi in se stesso, più si espone e più diventa
inafferrabile, se non addirittura invisibile.
Le
due mostre in Italia dal titolo Giuseppe Flangini Lenigma
del quotidiano curate da Luigi Meneghelli, sono accompagnate
da un catalogo in italiano e inglese edito da Lucini con
testo di Luigi Meneghelli e fotografie che illustrano parte della
produzione artistica di Giuseppe Flangini, conosciuta e stimata
anche allestero.
La
mostra in Belgio dal titolo
Giuseppe Flangini - il paese nero sotto
al sole dItalia a cura di Alain Forti è
correlata da un catalogo Electa con testi in italiano e francese
di Raffaele De Grada e contributo critico di Umberto Artioli.
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