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Dal
giorno 26 aprile 2002 sarà visibile la mostra collettiva
interattiva intitolata Everest. L'orizzonte curvo della fantasia
sul sito internet www.mountainfilmfestival.trento.it
attraverso le opere di oltre cinquanta artisti di cui una trentina
del panorama contemporaneo internazionale.
La rassegna curata da Vittoria Coen, è nata in occasione
delle celebrazioni per l'anno internazionale della montagna proclamato
dall'Onu e del cinquantenario del Film Festival Internazionale
della Montagna "Città di Trento" che verrà
celebrato con un intenso programma dal 26 aprile al 4 maggio a Trento.
La mostra interattiva è articolata prevalentemente su due
gruppi: uno che riguarda gli artisti storicizzati dal Settecento
alle Avanguardie Storiche del primo Novecento, l'altro che presenta
i lavori legati alla stretta contemporaneità, fino ai giovani
artisti.
Fra
gli artisti in mostra sono presenti: Paul Cézanne, Caspar
David Friedrich, Hamish Fulton, Wolfgang Goethe, Alex Katz, Paul
Klee, Milan Kunc, René Magritte, Aldo Mondino, Claude Monet,
Luigi Ontani, Mimmo Paladino, Elisa Sighicelli, Salvo, William Turner,
David Tremlett, Wassily Kandinski, Giorgio Morandi, Ettore Spalletti,
Per Barclay, Mimmo Paladino, Sandro Chia, Andy Wharhol.
Pressoché
sconosciuto ai Greci, ignorato dagli artisti bizantini e dai più
significativi pittori del Medio Evo, fino a quando non scompare
l'immancabile fondo oro, che sottostà all'immagine in primo
piano, quello che si usa chiamare paesaggio non è affatto
elemento fondante. Lo diventa quando anche la cultura e la visione
della vita danno maggiore spazio agli ambiti circostanti nei quali
l'uomo, protagonista, si muove.
Il
titolo Everest riassume in sé tutta la simbologia
legata all'idea della vetta, è un percorso culturale evocativo
suggerito dal desiderio immutato verso nuove avventure, verso una
spiritualità che renda ciascuno di noi più vicino
ad una compenetrazione totale con l'universo.
La
mostra Everest. L'orizzonte curvo della fantasia vuole creare,
attraverso la scoperta graduale delle forme della creatività
che si sono avvicendate nei secoli, un'occasione di crescita e di
approfondimento della cultura e dell'atmosfera che si vive con la
montagna, la cui dimensione diviene un'esperienza globale, sociale
e individuale al tempo stesso, che accomuna gli uomini di montagna
a quelli di pianura, legati e divisi entrambi dall'orizzonte curvo
delle potenzialità, dal desiderio inarrestabile di conoscenza.
A corredo
della mostra un catalogo bilingue (italiano-inglese, con testi della
curatrice Vittoria Coen e interventi degli artisti), edito da Nicolodi,
documenta il percorso espositivo con le riproduzioni delle opere
esposte sul sito.
Il catalogo si presenta in modo del tutto contemporaneo, seguendo
la logica della pubblicazione cartacea di una mostra virtuale, sia
per il formato che per i contenuti, con una particolare attenzione
rivolta alla veste grafica: ogni immagine è riportata due
volte, la prima in modo tradizionale, la seconda presentando un
particolare, sovente inteso come libera interpretazione grafica
in linea con il pensiero dell'artista.
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