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MILANO
Galleria Gruppo Credito Valetellinese - Refettorio delle Stelline
Corso Magenta, 59
25 marzo - 25 aprile 1999
La
Galleria del Gruppo Credito Valtellinese è lieta di presentare,
nei propri spazi al Refettorio delle Stelline questa mostra dedicata
alla Collezione Calderara. La Collezione Calderara, allestita originariamente
dal pittore Antonio Calderara (Abbiategrasso 1903 - Vacciago di
Ameno 1978) nella sua casa - studio secentesca di Vacciago (lago
d'0rta), si compone di 327 opere di pittura e scultura contemporanee,
di cui 56 dello stecco Antonio e 271 di oltre un centinaio di artisti
europei ed extraeuropei.
La selezione che la Galleria ospita offre un'ampia documentazione
delle avanguardie internazionali degli anni cinquanta e sessanta,
con particolare attenzione per l'astrattismo geometrico, l'arte
cinetica, I'optical art e la poesia visiva. Molti dei dipinti e
delle sculture, infatti, presentano un'evidente "affinità"
con le opere del loro proprietario: una scelta dovuta al rapporto
costante e affettuoso tra Calderara e i tantissimi artisti che approdavano
al suo eremo di Vacciago e che spesso scambiavano le loro opere
con quelle dell'amico e collega.
Una volta abbandonato il percorso della sua fase figurativa (di
cui rimangono qui alcune significative documentazioni: ritratti,
paesaggi del lago, nature morte), Calderara aveva imboccato con
entusiasmo e con assoluta fedeltà il cammino verso una geometrizzazione
rigorosa. E' facile intendere, allora, come a questa pittura calderariana
si alleino molte opere qui presenti; ad esempio quelle di Leinardi,
Graevenitz, Gappmayr, Girke, Reimer, Jochims, Albers, Oehm, Jan
Schoonhoven ecc., tutte molto vicine ad un astrattismo geometrizzante,
anche se molto diverse fra loro.
Ma oltre a questo filone essenziale sono ben rappresentati tutti
i protagonisti del geometrismo più decisamente timbrico che
fanno capo soprattutto alla Konkrete Kunst svizzero - olandese.
E abbiamo così la presenza, con lavori di grande efficacia,
di artisti come Max Bill, Lohse, Camille Graeser, Vordemberge-Gildewart,
Vantongerlo, nonché alcuni rappresentanti del post - costruttivismo
geometrico come Uecker, Otto Piene, Tornquist.
Non è certo possibile citare qui tutti gli artisti presenti
nella mostra (circa cento); ma è senz'altro giusto sottolineare
come il particolare "gusto" di Calderara abbia fatto sì
che si siano distinte opere di molti artisti spesso non adeguatamente
valorizzati o più noti per altre fasi della loro produzione.
E' il caso di alcuni gruppi artistici come Forma I (Piero Dorazio,
Caria Accardi); quello del Gruppo T (appartenente alla tendenza
ottico - cinetica) con Gianni Colombo, Grazia Varisco, ecc.; e così
per molti altri astrattisti dei diversi paesi che si possono far
rientrare nell'ambito del post - costruttivismo, come Soto, De Camargo,
Dekkers, Leppien, nonché alcuni artisti italiani come Maria
Luisa de Romans, Turi Simeti, Arlandi, Cesi Amoretti, Carrino, Olivieri,
Griffa, Aricò, Alviani, Dadamaino; ben rappresentato anche
il Movimento per l'Arte Concreta (MAC), con Galliano Mazzon, Mario
Nigro, Radice.
La Collezione, tuttavia, non ci esaurisce con le opere esclusivamente
geometrizzanti, ma vanta anche la presenza di alcuni artisti in
un certo senso più autonomi da quest'area, tra i più
significativi del panorama dell'arte della metà del secolo:
alcuni sono artisti di primo piano come Licini, Tilson, Sonia Delaunay,
Larionov, Hans Richter, Vasarely. E' presente Lucio Fontana, vero
trait d'union tra figurazione e astrazione, ma anche altri grandi
personaggi come Manzoni, Aricò, Castellani.
Accanto alla più vasta rappresentanza pittorica, non va dimenticata
certamente quella riguardante la scultura. Tra questi vorremmo ricordare
almeno Cassani, Balderi, Distel, Dekkers, Spagnulo, Cascella, Azuma,
De Camargo, Remotti, Frascà, Prantl, Uncini, Arnaldo Pomodoro.
La Collezione Calderara costituisce, in definitiva, un esempio di
dedizione a una particolare poetica individuata dal suo proprietario
e fondatore solo in una fase relativamente tarda del suo operare,
ma che fu perseguita senza incertezze né tentennamenti, e
che trovò in tanti artisti coevi una quasi assoluta consanguineità.

Settecentesca casa-museo, jofepjfpwe0jfwejfwef
Antonio Calderara, anni '70
sede della collezione Calderara
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