|

AGLIE'
(TORINO)
Castello di Agliè
11 giugno - 15 ottobre 2006





Dall'11
giugno 2006 è aperta al pubblico l'imponente mostra Scultura
Internazionale ad Agliè, 2006. Opere contemporanee nell'architettura
del Castello e del Parco, curata da Luciano Caramel. L'evento si
terrà nello splendido scenario del Castello di Agliè,
antica residenza sabauda che sorge nelle colline del Canavese, alle
porte di Torino. Luogo dove è stato ambientato il noto sceneggiato
televisivo Elisa di Rivombrosa.
La
mostra dedicata interamente alla scultura, pensata in rapporto con
l'architettura del castello e del parco, è promossa dalla
Regione Piemonte ed organizzata dall'Associazione Piemontese Arte,
in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Architettonici
e per il Paesaggio del Piemonte.
L'esposizione
propone opere contemporanee di grandi dimensioni, che nel linguaggio
della scultura cercano l'aderenza alla contemporaneità dell'arte,
create da 33 artisti internazionali provenienti da Italia, Svizzera
e Giappone. Si tratta di celebri maestri, di artisti ormai nel pieno
della maturità creativa e di giovani scultori ormai noti,
che si sono affermati per personali scelte di poetica e di linguaggio,
influenzate anche dalla diversità della cultura dei paesi
di origine e dalla specifica formazione, nonché dal percorso
di ciascuno.
Sculture realizzate con molteplici materiali saranno collocate nell'immenso
Parco secolare del Castello e in alcune delle sue suggestive sale
affacciate sull'incantevole giardino barocco. Le numerose grandi
opere si integreranno con la bellezza dell'ambiente circostante,
dialogando sia con l'architettura dell'imponente edificio e del
parco, sia con le stesse sculture collocate nel Settecento tra gli
alberi e sui prati. L'antico progetto strutturale ispirato ad una
funzionalità di definizione spaziale e di potenziamento della
componente naturale è anche il presupposto dei nuovi interventi,
che non si esauriranno nel posizionamento di sculture en plein air,
ma che, pur nella loro provvisorietà, cercheranno un rapporto
con la storicità dei manufatti settecenteschi in cui si inseriranno,
aggiungendo valore a valore.
Il Castello diventerà così protagonista di un confronto
culturale stimolante, nella memoria del passato per vivere il presente.
In mostra opere di: Maddalena Ambrosio, Valerio Anceschi, Natalino
Andolfatto, Carlo Borer, Nado Canuti, Pietro Cascella, Angelo Casciello,
Mario Ceroli, Michele Festa, Franco Fienga, Masayuki Koorida, Noriaki
Maeda, Giuseppe Maraniello, Giancarlo Marchese, Koutarou Miyanaga,
Pius Morger, Yoshin Ogata, Atsuo Okamoto, Lucio Perone, Peppe Perone,
Roberto Priod, Klaus Prior, André Raboud, Giancarlo Sangregorio,
Salvatore Sava, Giuseppe Spagnulo, Paul Suter, Takamichi Ito, Mino
Trafeli, Giuliano Vangi, Rudi Wach, Gillian White, Manzen Yabe,
oltre che di Giò Pomodoro (Orciano di Pesaro, 1930 - Milano
2002) recentemente scomparso, e dello scultore piemontese Franco
Garelli, (Diano d'Alba 1909 - 1973). Del primo, tra i maestri maggiori
della scultura europea della seconda metà del Novecento e
autore anche di importanti interventi nello spazio urbano, saranno
presentate tre sculture monumentali: Colloquio col figlio e Due,
del 1975, e Sole deposto del 1982. Del secondo, troppo poco ricordato
in rapporto alla qualità dei suoi risultati, tre delle grandi
strutture in ferro tagliato, saldato e verniciato - T.R.5, Struttura
primaria e Tubo del 1966 - che documentano i suoi più tardi,
eccezionali raggiungimenti nella ricerca di una scultura nuova nel
linguaggio e nella tecnica.
Questo
è il quarto appuntamento biennale con la scultura internazionale
voluto dalla Regione Piemonte e ben rappresenta una ulteriore conferma
della politica culturale che la stessa sta da anni promuovendo in
Italia.
L'evento è accompagnato da un catalogo con testo critico
di Luciano Caramel e saggi di Daniela Biancolini, Giovanni Cordero,
Barbara Tuzzolino.
Ogni
sabato e domenica la storica dell'arte Francesca Referza accompagnerà
i visitatori lungo il percorso della mostra, dialogando con loro
sul tema della scultura contemporanea e offrendo strumenti di lettura
sulle opere esposte.
Koorida
Masayuki, Flowers, 2005,
granito nero, cm 85x225x217
|