PIETRO VERRI E LA MILANO DEI LUMI


MILANO
Museo dei Storia Contemporanea
Via Sant'Andrea, 6
22 gennaio - 22 marzo 1998

La mostra Pietro Verri e la Milano dei Lumi, promossa dal Comune di Milano Settore Cultura e Musei su iniziativa dell'Assessore Salvatore Carrubba, è organizzata dalle Raccolte Storiche del Comune di Milano con la collaborazione della Banca Popolare di Milano e intende dare il giusto risalto alla figura di Pietro Verri, uomo di punta dell'illuminismo italiano, nel bicentenario della morte.
Carlo Capra, Fernando Mazzocca e Alessandro Morandotti, curatori della mostra, hanno potuto valersi di un cospicuo materiale iconografico, archivistico e bibliografico collegato alla famiglia Verri e proveniente in particolare dalla Civica Raccolta delle Stampe A. Bertarelli e da altri Enti tra cui l'Archivio di Stato, la Biblioteca Braidense, la Biblioteca Trivulziana, la Fondazione Mattioli, la Pinacoteca Ambrosiana, oltre a diverse collezioni private.
Sono esposte oltre 180 opere, di cui 42 grandi dipinti a olio, 4 grandi dipinti su lino commissionati da Pietro Verri a Francesco Corneliani, 3 busti di marmo, un centinaio di disegni e una ventina di incisioni a cui si aggiungono oltre un centinaio di documenti, che costituiscono un'esauriente testimonianza dell'epoca tramite manoscritti, lettere, documenti ufficiali, prime edizioni di opere scritte da Verri e decreti di nomina a cariche pubbliche.
L'itinerario della mostra ci snoda attraverso quattro sezioni disposte lungo sette sale:
1. Milano nell'epoca dei lumi.
2. Ascesa e mecenatismo di una famiglia patrizia.
3. Pietro Verri e la cultura del suo tempo.
4. Pietro Verri tra riforma e rivoluzione: l'apertura al Neo-Classicismo.
La mostra testimonia la suggestione che ancora oggi la personalità del Verri emana ed offre un'ampia ricostruzione del movimento settecentesco delle riforme e dei lumi di cui Pietro Verri fu promotore forse più illustre ancora dell'amico e rivale Cesare Beccaria. Se è vero, infatti che fu l'immortale libretto di Beccaria, Dei delitti e delle pene, a dare fama europea nel 1764 alla école de Milan, è anche vero che egli non l'avrebbe probabilmente mai scritto senza gli incitamenti e gli aiuti di Pietro e Alessandro Verri e della piccola società di amici che nella loro casa aveva iniziato a riunirsi sin dall'inverno 1761-62: l'Accademia dei Pugni, come fu chiamata in un primo tempo per dileggio e come essa stessa iniziò orgogliosamente a intitolarsi.
Tema delle prime due sezioni è la Milano settecentesca nella quale nacque e si formò Pietro Verri, presentata attraverso le figure più eminenti del potere politico, religioso ed economico e documentata da vedute topografiche e ritratti ambientati.
Nella prima sezione è descritta la Milano settecentesca rivisitata sia attraverso le immagini dei detentori del potere laico ed ecclesiastico (i sovrani Maria Teresa e Giuseppe II, il governatore arciduca Ferdinando, l'arcivescovo Pozzobonelli) sia nei suoi tipi umani e luoghi caratteristici, nel tessuto urbano, nelle feste, nei regolamenti per l'igiene e l'ornato. Una città di circa 120 mila abitanti, ancora tutta chiusa entro le mura spagnole (a parte i prolungamenti esterni lungo le vie d'accesso, detti "corpi santi"), e anzi ricca di giardini, ortaglie, perfino vigneti.
La seconda sezione è dedicata all'ascesa e al mecenatismo artistico della famiglia Verri, che commissionò al pittore milanese Francesco Corneliani (1742-1818) un ciclo importantissimo di cui proprio i Verri furono attenti promotori.
La terza sezione della mostra prende le mosse dall'Accademia dei Trasformati per concentrarsi poi sull'Accademia dei Pugni. Questa sezione è dedicata all'irripetibile stagione della cultura milanese, contrassegnata anche dalla poesia satirica e civile di Giuseppe Parini.
La quarta e ultima sezione si sofferma sul contributo alle riforme dato da Pietro Verri e sulle successive sue vicende personali e familiari, presentando al pubblico non solo materiali già conosciuti, ma anche poco noti o del tutto inediti.


Anonimo, Fam. banchiere Gaetano Perego, XVIII sec.,
olio su tela, cm 200x180