|

MILANO
Castello Sforzesco
Sale
Viscontee del Castello
20 maggio - 18 settembre 1994
Il
T.C.I rende omaggio a Milano per averne avuto i natali. Di qui la
rassegna storico - fotografica, Milano 1894 - la città che
sale patrocinata dal Comune in occasione delle celebrazioni del
primo Centenario del Sodalizio. La mostra, aperta al pubblico dal
20 maggio al 18 settembre 1994, presso le Sale Viscontee del Castello
Sforzesco, è essenzialmente fotografica e realizzata con
materiali inediti provenienti da raccolte civiche, aziende, collezionisti
privati e, per quanto riguarda la sezione che illustra il primo
decennio del TCI, dall'Archivio Storico del Touring.
E' difficile per noi oggi renderci conto dei cambiamenti rivoluzionari
avvenuti nella città tra la fine dell'800 e gli inizi de1900.
In questo periodo Milano diventa una metropoli moderna e cambiano
i protagonisti della vita cittadina. Sono passati pochi decenni
da quando Stendhal raccontava in poche righe del predominio dell'agricoltura
nel milanese, vista dalle classi dirigenti come il settore economico
che meglio poteva assicurare il progresso e la tranquillità
del Paese (quindi la propria). Eppure la situazione era in fase
di avanzato mutamento: l'industrializzazione era già iniziata
con la nascita dei cotonifici milanesi. I nuovi protagonisti della
scena economica, industriali, liberi professionisti, imprenditori,
provocano la caduta politica della vecchia élite aristocratico
- fondiaria e questo è solo l'emblema tangibile di più
vasti processi evolutivi nei quali il capoluogo ambrosiano risulta
all'avanguardia rispetto ad altri centri italiani.
Siamo negli anni '90 del secolo scorso e Milano si trova infine
anche al centro di un flusso costante di immigrati di ogni ceto
(operai, negozianti, professionisti, imprenditori).
In questo scenario culturale e sociale - precisamente l'8 novembre
1894- nasce dunque il TCI. I soci fondatori sono 57 professionisti
lombardi tutti d'accordo sulla necessità di costituire un
sodalizio che promuova lo sviluppo del turismo o, come si diceva
allora, del "touring".
Il fatto che il TCI nasca a Milano non è certo casuale, ma
sintomatico degli orizzonti propri dei nuovi soggetti sociali che
animano la città e le conferiscono leadership nazionale importando
esperienze europee.
Sul finire del secolo scorso l'Italia è comunque ancora un
Paese molto arretrato e, nella gerarchia dei valori, lo spostarsi
per vacanza non figura certo nelle prime posizioni. Viaggiare per
diletto e per cultura è quindi un'attività limitata,
ma in rapidissima crescita. Gli italiani cominciano a scoprire il
loro Paese: anche i viaggi verso l'Europa e il bacino mediterraneo
diventano pratica sempre più diffusa presso la borghesia.
Nel 1894 la bicicletta è considerata il mezzo di trasporto
turistico per antonomasia, in quanto permette una completa autonomia
individuale e lascia la massima libertà di iniziativa al
viaggiatore. Nel 1895, a sei mesi dalla nascita del Touring, la
nuova associazione prepara la prima manifestazione a carattere nazionale
del turismo italiano: una carovana ciclistica da Milano a Roma cui
partecipano 70 soci.
Il fermento ciclistico di quegli anni cresce coinvolgendo un numero
sempre maggiore di turisti: nel 1894 i soci iscritti al TCI (allora
chiamato Touring Club Ciclistico Italiano) sono 784, nel 1901 26.042
e 52.354 nel 1906.
Il Novecento si annuncia invece come l'era dell'automobile ed è
proprio la diffusione di questo nuovo mezzo di trasporto a determinare
un ulteriore incremento del turismo.
L'attività del TCI si concentra sempre più sulle iniziative
di tutela e di appoggio ai viaggiatori. Prosegue ad esempio l'installazione
dei "pali indicatori" per la segnaletica stradale (il
Touring ne installerà circa 700.000 prima di lasciare questo
compito a organismi specifici).
Il TCI diventa perciò uno dei protagonisti del rapido mutamento
del Paese e di Milano. In , Milano 1894 - la città che sale
l'accento è posto sui diversi aspetti di questa crescita,
dall'urbanizzazione alla nascita di nuove professioni, dalle celebrazioni
della civiltà del lavoro e del processo alle rivolte sociali,
dalla vita associativa al delinearsi di quelle virtù borghesi
che costituiscono il principale motore del cambiamento.
Civiche
raccolte Bertarelli, Milano,
Adele e Lina Fumagalli, 1890 ca.
|