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MILANO
Galleria Silvano Lodi & Due
Via San Primo, 6
26
settembre - 25 ottobre 2008. Prorogata al 14 novembre 2008


Con la mostra Il Rosso e il Nero. Dall'ideologia degli anni '70
alla pittura contemporanea italiana, allestita presso la Galleria
Silvano Lodi & Due di Milano, Paolo Manazza e Alessandro Visca
propongono una lettura critica della Milano degli anni '70 per andare
oltre i conflitti di quegli anni e riappacificarsi, in modo "poetico
e leggero" come loro stessi amano affermare, sulle ali dell'arte.
È questo l'intento che anima gli artisti proposti dall'esposizione.
La
collettiva, curata da Paolo Manazza e Alessandro Visca propone una
lettura critica della Milano degli anni '70 per andare oltre i conflitti
di quegli anni e riappacificarsi, in modo "poetico e leggero"
come loro stessi amano affermare, sulle ali dell'arte. È
questo l'intento che anima gli artisti proposti dall'esposizione.
L'esposizione,
ideata da ArsLife.com e prodotta dalla Galleria Silvano Lodi
& Due, ubicata nel cuore di Milano, è realizzata in collaborazione
con la Biblioteca Comunale di Milano "Palazzo Sormani"
- Centro Stendhaliano e con il patrocinio della Regione Lombardia
- Culture, Identità e Autonomie della Lombardia e della
Provincia di Milano.
Paolo
Manazza, il rosso. Alessandro Visca, il nero. Due giornalisti e
intellettuali, da diversi anni uniti da amicizia. Nonostante il
percorso giovanile su sponde opposte, Manazza e Visca hanno negli
ultimi anni scoperto di avere un comune patrimonio culturale e riflessioni
morali ed etiche per molti versi simili. Tema supremo, motivo conduttore,
che unisce uomini e pensieri: la cultura. E così accade anche
nelle suggestioni visive.
La
mostra espone le opere selezionate, e per la maggior parte inedite,
di 24 artisti contemporanei italiani sul tema cromatico de "il
rosso e il nero" che hanno il loro ideale cardine nell'omaggio
al grande maestro Alberto Burri, focus centrale dell'esposizione.
Dall'esperienza decennale di Renata Boero si passa attraverso le
ricerche pittoriche di Alessandro Busci, Rosalinda Celentano,
Raffaele Cioffi, Roberto Coda Zabetta, Francesca
Crocetti, Leonida De Filippi, Mimmo Di Marzio,
Enzo Esposito, Giovanni Frangi, Luciana Gallo,
Jonathan Guaitamacchi, Federico Guida, Paolo Manazza,
Alberto Martini, Michelangelo Jr., Barbara
Nahmad, Davide Nido, Alessandro Papetti, Luca
Pignatelli, Michela Pomaro, Alessandro Spadari,
Alessandro Verdi, Dany Vescovi.
Sin
dal titolo "Il Rosso e il Nero", la mostra dichiara il
suo nume ispiratore: lo scrittore Stendhal, profondamente innamorato
di Milano. L'aspetto della filosofia politica, sotteso ma sempre
incredibilmente vivido nell'autore francese, è lo spunto
che fornisce l'idea, l'afflato teorico e poetico della mostra. Poiché,
come scrive Stendhal, "la politica è una pietra attaccata
al collo della letteratura. In mezzo agli interessi dell'immaginazione
è come un colpo di pistola in mezzo a un concerto. E' un
rumore straziante, senza essere energico. Non s'accorda col suono
di nessun strumento".
Da qui, attraverso la riflessione sull'ideologia che permea la società
del XIX secolo come quella contemporanea, si inoltra il percorso
espositivo: principalmente rosse e nere sono le tonalità
sulle quali vertono le opere esposte, per un'integrazione tra arte
ed idee, mai casuale.
Paolo
Manazza commenta: "Sul fronte artistico e culturale credo ci
sia una certa analogia tra la nostra epoca e quella della fine anni
Quaranta negli Stati Uniti. Queste parole - scritte da Harold Rosenberg
nel suo celebre saggio critico "The American Action Painters"
del 1952 - valgono oggi più di allora: "Molti pittori
erano 'marxisti', avevano cercato di dipingere la Società.
Altri avevano cercato di dipingere l'Arte, il che è quasi
la stessa cosa. Il grande momento è venuto quando hanno deciso
di dipingere
semplicemente Dipingere. Il gesto sulla tela è
stato un gesto di liberazione dai Valori politici, estetici, morali".
Alessandro Visca afferma: "quando si parla degli anni Settanta
si cita quasi esclusivamente il terrorismo e gli anni di piombo.
In realtà, quello fu solo il capitolo finale di una stagione
molto più ricca e interessante. I giovani impegnati politicamente
sia a destra che a sinistra si trovarono a mettere in discussione
le vecchie impostazioni ideologiche con una carica di passione e
creatività che oggi è difficile immaginare. È
importante recuperare le immagini di quelle esperienze e passioni
per ritrovare la voglia di sperimentare in terreni più liberi
come quello dell'arte".
Il
legame tra queste istanze rende possibile formulare compiutamente
un'ipotesi per una rilettura pittorica e poetica, sulle rovine del
conflitto ideologico e politico che ha connotato la Milano degli
anni Settanta e che invece auspica una reinterpretazione bipartisan
e anti-conflittuale.
E ciò in un momento, come quello attuale, in cui Milano torna
ad essere fulcro e baricentro della scena culturale italiana, con
l'importante evento dell'Expo 2015, cui idealmente la mostra,
attraverso le opere esposte, guarda.
L'esposizione delle opere è accompagnata da alcuni pannelli
con citazioni prese dal celebre romanzo "Il rosso e il nero".
Accompagna
la mostra un esaustivo catalogo edito dalla Galleria Silvano Lodi
& Due con testi di Paolo Manazza e Alessandro Visca.

Alberto
Burri, Catrame III, 1949, catrame su tela, cm. 45,5x64,5
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