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BOLOGNA
Museo Internazionale e Biblioteca della Musica
10 ottobre - 9 novembre 2008



Domenica
Regazzoni dà vita ad un intimo connubio tra arte e musica.
Il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna
diventa lo scenario della personale Domenica Regazzoni. Scolpire
la musica, realizzata con il patrocinio del Ministero per i
Beni e le Attività Culturali - Direzione Regionale per i
Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna e del Comune
di Bologna Cultura e rapporti con l'Università.
L'esposizione,
a cura di Martina Corgnati, propone opere pittoriche,
scultoree e incisioni di Domenica Regazzoni, realizzate
tra il 2007 e il 2008 sul tema della liuteria trattato attraverso
materiali eterogenei, quali tavole in legno rielaborate, tele e
carte, legni e in bronzi.
Primaria fonte di ispirazione dell'artista è il ricordo del
padre Dante, scomparso nel 1999, grande maestro liutaio, erede di
predecessori quali Stradivari e Amati, che non è improprio
definire "mitici". Dalla memoria nasce la necessità
di una ricostruzione affettiva e simbolica della figura paterna,
ma nello stesso tempo la fantasia dell'artista celebra in chiave
contemporanea la tradizione di tutti i liutai italiani: abili tecnici
e artisti a tutti gli effetti.
Di
grande impatto sono le sculture di grandi dimensioni (quasi
2 metri di altezza) in legno di acero, abete e palissandro che rivelano
purezza ed eleganza di forme (Composizione N. 10 e Composizione
N. 12).
Di intenso valore e significato sono anche gli assemblages
e i collages, ampiamente rappresentati in mostra. Fra essi
spiccano Composizione n. 6 sul quale si ritrova un frammento di
violino che richiama metonimicamente l'intero strumento e il lavoro
preciso e metodico dell'artigiano che lo costruisce, creando così
un legame indissolubile fra arte e suono; e le tavolette polimateriche,
molto suggestive e poetiche, realizzate su supporti che richiamano
sia il mondo dell'arte, come la tela e i colori, sia quello della
musica, come le corde di violino. Domenica Regazzoni crea così
una sua singolare e originale liuteria.
Gillo
Dorfles, nel testo in catalogo, commenta: "Domenica Regazzoni,
che ha saputo dar vita a raffinati collages polimaterici, a minute
ma sensibili interpretazioni degli haiku nipponici, ha voluto a
bella posta limitare la sua opera esclusivamente a tutto quanto
poteva ricordare e celebrare il lavoro paterno: la sua capacità
artigianale, il suo incredibile "orecchio" musicale evidenziano
in questo modo - sia pur metaforicamente - quel connubio così
spesso tentato e quasi sempre fallito tra le due arti, quella visiva
e quella sonora. Il suo approccio tiene conto delle minutissime
calibrature del legno (per la costruzione, appunto, di uno strumento
appartenente ai "legni") che nessun meccanismo elettronico,
nessun computer potrà sostituire o soppiantare [
]".
Un
filmato realizzato da Fabio Olmi viene proiettato all'interno
del Museo: il video mostra il liutaio Dante Regazzoni all'interno
del proprio studio mentre lavora alla realizzazione dei violini
e consente di ammirare le diverse opere della figlia Domenica.
Una
musica per violino solo o per quartetto con musiche di Ysaye,
Wieniawski e Debussy fa da colonna sonora e accompagna i visitatori
attraverso il percorso espositivo in sintonia con la particolarissima
atmosfera della mostra.
Domenica
Regazzoni è già nota nella città di Bologna
per la mostra "Regazzoni&Dalla", organizzata nel 2001
presso l'ex chiesa di S. Mattia e ispirata ai testi del celebre
cantautore.
Accompagna
la mostra un catalogo bilingue (italiano e inglese) edito
da Skira a cura di Martina Corgnati con testi di Martina
Corgnati e Gillo Dorfles e cenni critici di Silvia
Evangelisti, Domenico Montalto e Mario Pasi.
Cenni
biografici
Domenica Regazzoni nasce in Valsassina nel 1953. Inizia a dipingere
nei primi anni settanta frequentando i corsi serali all'accademia
di Brera. A poco a poco abbandona la pittura figurativa per passare
ad un'impostazione più astratta ed informale.
Dai primi anni novanta la sua opera è volta a cercare un
punto d'incontro tra pittura, scultura, musica e poesia, alla ricerca
delle intime affinità che legano colore e materia, suono
e parola. Nel 1992 illustra per la collana "all'insegna del
pesce d'oro" di Vanni Scheiwiller Canto Segreto, una raccolta
di poesie di Antonia Pozzi.
Ispirandosi alle più poetiche canzoni di Mogol e di Lucio
Dalla nascono le mostre Colore Incanto (Catalogo P. Gribaudo, Torino)
e Regazzoni&Dalla (Catalogo Galleria Blu, Milano). Vengono realizzate
esposizioni personali a Tokyo (Ginza Center Point Gallery, 1997)
e in spazi pubblici di numerose città italiane tra cui Bergamo
(Centro Culturale S. Bartolomeo, 1996), Milano (Fondazione Stelline,
1998), Roma (Complesso del Vittoriano, 2000) e Bologna (ex Chiesa
di San Mattia, 2001).
Nel 2000 pubblica una monografia ispirata alla poesia Haiku edita
da Viennepierre. Nello stesso anno, in seguito alla scomparsa del
padre Dante Regazzoni, grande liutaio lombardo, nasce l'esigenza
di realizzare la mostra "Dal Legno al Suono" (Catalogo
Skira, a cura di Gillo Dorfles) ispirata all'arte della liuteria.
L'esposizione, di volta in volta arricchita da nuovi lavori, viene
presentata a Firenze (Sala d'Arme di Palazzo Vecchio, 2003), Milano
(Teatro dal Verme, 2004), Lecco (Museo Civico di Villa Manzoni,
2005), Roma (Auditorium Parco della Musica, 2006).
Prosegue le esposizioni ispirate alla liuteria con "Lo spartito
del sogno" (catalogo Compagnia del disegno Milano, a cura di
Domenico Montalto, 2006). Nel 2008 la mostra è stata riproposta
all'Università Bocconi di Milano e alla Galleria Miyawaki
di Kyoto.

Domenica
Regazzoni, Composizione N. 3, 2008,
collage polimaterico, cm. 40x25x1,8
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