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MILANO
Università Bocconi, Sala Soggiorno
15 gennaio - 7 marzo 2008



Presso
la Sala Soggiorno dell'Università Bocconi di Milano
si celebra l'interessante mostra personale Domenica Regazzoni.
Lo spartito del sogno. Opere recenti ispirate all'arte della liuteria
che propone una trentina di opere pittoriche e scultoree realizzate
dal 2001 al 2006 con materiali eterogenei: dalle tavole in legno
rielaborate, alla tela e alla carta, dalle sculture in legno a quelle
in bronzo.
Primaria
fonte di ispirazione per la mostra è stata la memoria del
padre Dante, scomparso nel 1999, maestro liutaio degno erede di
grandi predecessori quali Stradivari e Amati. Dal ricordo nasce
la necessità di una ricostruzione affettiva e simbolica della
figura paterna. Al contempo, l'estro creativo di Domenica Regazzoni
celebra in chiave contemporanea la tradizione di tutti i liutai
italiani: abili tecnici ed artisti a tutti gli effetti.
L'artista
utilizza materiali naturali, elementi e forme della liuteria, pittura
e scultura. Magnifico esempio in tal senso è Violino scomposto,
scultura del 2006 in legno di acero e abete che riproduce con forme
sintetiche lo strumento musicale. La stessa purezza di linee, espressa
in maniera differente, la ritroviamo in Contorno di violino, scultura
in legno d'acero del 2004.
Merita, inoltre, un'attenzione particolare Spicchi di violino: scultura
del 2006 in bronzo, lavorato tanto finemente da sembrare legno intagliato.
Di
intenso valore e significato sono gli assemblages e i collages,
ampiamente rappresentati in mostra. Più precisamente citiamo,
tra gli assemblages, Composizione n. 24 e Composizione n. 22 sui
quali si ritrovano ricci, piroli, fondi, frammenti di violino che
richiamano metonimicamente l'intero strumento e il lavoro preciso
e metodico dell'artigiano che lo costruisce, legandoli indissolubilmente.
Tale legame diventa più immediato anche grazie all'allestimento
che accosta le opere ad una serie di fotografie in bianco e nero
di grande formato che ritraggono Dante Regazzoni mentre lavora nel
suo laboratorio.
Tra i collages, di grande interesse sono: Tavoletta con corde, Tavoletta
n. 3 e Tavoletta con mentoniera. Queste opere risultano molto suggestive
e poetiche in quanto realizzate con supporti differenti tratti sia
dal mondo dell'arte, come la tela e i colori, sia da quello della
musica, come le corde di violino e il ponticello, lama verticale
di legno che trasmette le vibrazioni delle corde al piano armonico.
Domenica
Regazzoni riesce dunque ad unire arte visiva e musica. Domenico
Montalto, curatore della mostra, commenta: "aggiorna i
portati del passato alla sensibilità contemporanea, con novità
di intenti ed eccellenza di risultati, esibendo ai nostri occhi
una sua singolare liuteria. La Regazzoni opera sul crinale tra musica
e silenzio. [
] Sono costruzioni dotate ognuna di una propria
ritmica, appunto di una musicalità che è quella propriamente
fisica dell'arte ottenuta attraverso le coordinate specifiche del
linguaggio visivo. Con questi suoi violini Domenica risuscita l'armonia
delle sfere, unisce mondi diversi e ci ridesta a una nuova visione."
Gillo
Dorfles, nel catalogo della mostra all'Auditorium Parco della Musica
di Roma, ha scritto: "Violini allo stato embrionale; violini
ridotti a frammenti; e anche violini spaccati di cui si intravede
la matrice di un suono ormai spento. Certo: è proprio da
questi violini ancora in divenire o resi simili a inedite strutture
scultoree che prende lo spunto la suggestiva mostra di Domenica
Regazzoni dedicata a suo padre. [
] Domenica Regazzoni - che
in altre occasioni ha saputo dar vita a raffinati collages polimaterici,
a minute ma sensibili interpretazioni degli haiku nipponici - in
questa mostra ha voluto a bella posta limitare la sua opera esclusivamente
a tutto quanto poteva ricordare e celebrare il lavoro paterno, la
sua capacità artigianale, il suo incredibile "orecchio"
musicale cercando in questo modo di evidenziare [
] il connubio
tra le due arti, quella visiva e quella sonora."
Accompagna la mostra un catalogo a cura di Domenico Montalto,
con introduzione di Mario Pasi.
Durante
lo svolgersi della mostra a Milano viene celebrata a Roma la figura
del padre Dante Regazzoni. L'occasione è offerta dall'inaugurazione
del Museo dell'Accademia Santa Cecilia progettato da Renzo
Piano, all'interno dell'Auditorium Parco della Musica.
Il nuovo spazio espone la collezione permanente di preziosi e rari
strumenti musicali di inestimabile valore dell'Accademia e, grazie
alla donazione della famiglia Regazzoni, fa rivivere in una sala
il laboratorio di liuteria del padre con tutti gli attrezzi e i
modelli di questo eccelso artigiano lombardo.
Cenni
biografici
Domenica Regazzoni nasce in Valsassina nel 1953. Inizia a dipingere
nei primi anni settanta frequentando i corsi serali all'accademia
di Brera. A poco a poco abbandona la pittura figurativa per passare
ad un'impostazione più astratta ed informale.
Dai primi anni novanta la sua opera è volta a cercare un
punto d'incontro tra pittura, scultura, musica e poesia, alla ricerca
delle intime affinità che legano colore e materia, suono
e parola. Nel 1992 illustra per la collana "All'insegna del
pesce d'oro" di Vanni Scheiwiller, Canto Segreto, una raccolta
di poesie di Antonia Pozzi. Nel 1997 è tra gli artisti selezionati
al corso internazionale "Libero blu", organizzato dalla
Galleria Blu di Milano.
Negli ultimi anni, ispirandosi alle più poetiche canzoni
di Mogol e di Lucio Dalla nascono le mostre Colore Incanto e Regazzoni&Dalla.
Vengono realizzate esposizioni personali Tokyo (Center Pint Gallery,
Ginza 1997) e in spazi pubblici di numerose città italiane
tra cui Bergamo (Centro Culturale S. Bartolomeo, 1996) Milano (Fondazione
Stelline 1998), Roma (Complesso del Vittoriano, 2000) e Bologna
(ex Chiesa di San Mattia, 2001).
Nel settembre del 2000 torna a Tokyo per presentare una monografia
ispirata alla poesia Haiku edita da Viennepierre. Nello stesso periodo,
in seguito alla scomparsa del padre Dante Regazzoni, grande liutaio
lombardo, nasce l'esigenza di realizzare la mostra Dal Legno al
Suono (Catalogo Skira, a cura di Gillo Dorfles) ispirata all'arte
della liuteria: l'esposizione, di volta in volta arricchita da nuovi
lavori, viene presentata a Firenze (Sala d'Arme di Palazzo Vecchio,
2003), Milano (Teatro dal Verme, 2004), Lecco (Museo Civico di Villa
Manzoni, 2005), Roma (Auditorium Parco della Musica, 2006).
L'amore
per la musica e per il violino che Domenica Regazzoni ha ereditato
dal padre, è stato trasmesso al figlio Alessio Bidoli che
si esibirà nell'Aula Magna dell'Università Bocconi
giovedì 24 gennaio 2008 alle ore 21, nell'ambito della stagione
concertistica organizzata in collaborazione con la Furcht pianoforti.

Domenica Regazzoni, Violino spaccato n. 2 (Brown),
2006, scultura in bronzo, cm 45x26x9 |