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PADOVA
Vecchiato New Art Galleries
16 novembre 2007 - 12 gennaio 2008





Si conferma
il successo di Rabarama. A dimostrarlo è la mostra antologica
Rabarama. Dream of Transformation alla Galleria Vecchiato
di Padova: tra le opere esposte spiccano diverse sculture
e tele inedite, oltre a un'installazione in gomma
e pigmenti composta da 30 elementi.
I
motivi floreali orientali, le spirali che invadono la superficie
del corpo umano, la forma che muta in felino: sono questi caratteri
essenziali delle recenti tematiche affrontate da Rabarama.
Le
opere esposte rappresentano gli esseri umani perlopiù in
posizioni raccolte e sono caratterizzati da una superficie colorata,
tatuata, che esprime un vincolo, una sorta di prigione all'espressione
della propria anima. Enrico Gusella commenta: "stesi o sdraiati,
rinchiusi in se stessi, aggrovigliati, e poi ancora riavvolti, i
corpi dell'artista diventano la zona di confine dell'identità,
di ibridazione fra l'io e l'altro, fra il reale e il virtuale".
In base ai segni che compaiono sulla superficie, esiste una molteplicità
di interpretazioni.
Dalle sculture dell'ultimo ciclo dei leopardi affiora la
volontà di dare una "zampata" a tutto ciò
che abbiamo imparato, di fare "tabula rasa" per ritornare
a uno stato primordiale in cui l'uomo si confonde con l'animale.
La figura umana si trasforma così in felino, l'animale che
più di ogni altro, con abilità e agilità, si
adatta alle molteplici situazioni della vita con uno spiccato spirito
di sopravvivenza. Anche in questo caso la superficie è dipinta,
ma si tratta di macchie libere, non soggette alle restrizioni della
conoscenza.
"Quella di Rabarama" - prosegue Gusella - "è
un'indagine che trova fondamento nella riflessione acuta e profonda
sulla natura esistenziale dell'individuo, la sua origine e presenza
sulla terra, la necessità a cercare risposte anche rispetto
alla propria storia, alla possibilità di determinare propri
percorsi e proprie vicende".
Le
sculture inedite più recenti, datate 2007 e denominate Ching,
rappresentano figure umane la cui superficie è ricoperta
da linee spezzate, diverse le une dalle altre, ovvero gli esagrammi.
Ogni opera assume un significato diverso, legato agli elementi che
stanno alla base delle origini della vita: si tratta in questo caso
di una rappresentazione degli elementi da un punto di vista poetico,
alla continua ricerca dell'energia originaria. I viaggi in Oriente
di Rabarama sono stati fondamentali per lo sviluppo di un'arte così
intimistica.
Le sculture dalla superficie floreale, opere che risentono
palesemente dell'influsso orientale, nascono dalla metafora del
corpo come puro contenitore: l'energia insita nell'essere umano,
e per Rabarama imprigionata nella forma materiale del nostro corpo,
è caratteristica imprescindibile di ognuno di noi.
In
questo contesto si delinea anche la consapevolezza della nostra
posizione rispetto all'universo: l'essere umano è come parte
di un tutto ed è in relazione con il resto grazie a scambi
continui. Queste interazioni vengono rappresentate da spirali che
ricoprono l'intera superficie umana.
Nel corso degli anni la ricerca di Rabarama si è arricchita
di modi e significati nuovi: il gruppo dei feti, sculture
in gomma ciascuna con pigmenti diversi all'interno e accatastate
le une sulle altre, forma una sorgente vitale. Sia da questo lavoro
sia dal motivo delle stelle impresse sulla superficie delle figure
umane si avverte una nuova spinta verso l'alto, verso una dimensione
astrale.
Nel testo in catalogo di Luciano Caprile si legge: "sostanza
e apparenza, concretezza e pensiero costituiscono dunque un connubio
vincente, provocatorio e ambiguamente deduttivo architettato da
chi intende coinvolgere le persone in un arduo esame di coscienza.
Ognuno può scegliere lo specchio di personale competenza
tra quelli proposti dalla bravura anche tecnica di Rabarama, artefice
e vestale di una cerimonia senza luogo e senza tempo".
Accompagna la mostra un esauriente catalogo, edito da Vecchiato
New Art Galleries, con una presentazione di Enrico Gusella e testi
critici di Virginia Baradel, Luca Massimo Barbero e Luciano Caprile.
Cenni
biografici
Paola Epifani (in arte Rabarama) nasce a Roma nel 1969. Si diploma
all'Accademia di Belle Arti di Venezia al corso di scultura nel
1991. Attualmente vive e lavora a Padova.
Rabarama ha ricevuto numerosi riconoscimenti sia in Italia che all'estero
e ha partecipato a importanti manifestazioni internazionali, tra
cui l'evento in collaborazione con Franck Muller a Ginevra (2007);
la personale alla Fundaciòn Sebastian di Città del
Messico (2005); la mostra al Museo d'Arte di He Xiangning a Shenzhen,
nel museo d'Arte Contemporanea Millennium di Pechino e nel museo
d'Arte Contemporanea di Shanghai (2004); il premio per la giovane
ricerca artistica- Beijing International, alla Biennale di Pechino
(2003); la personale alla Fondazione Palazzo Bricherasio di Torino
(2001). Sue opere sono conservate in collezioni e musei italiani
ed esteri.

Rabarama, Dissolvendo, 2006, bronzo dipinto,
cm. 42x38x32
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