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CITTÀ
DI CASTELLO (PG)
Palazzo Comunale - Palazzo Vitelli alla Cannoniera - Pinacoteca
Comunale - Palazzo Vitelli a Sant'Egidio - Oratorio degli Angeli
- Pozzo della Rotonda - Palazzo del Podestà
8 aprile - 9 giugno 2001
La
mostra "Pistoletto - Codice Inverso" promossa e organizzata
dal Comune di Città di Castello con gli auspici della Fondazione
del palazzo Albizzini - Collezione Burri, dall'8 aprile al 9 giugno,
si presenta come un percorso dentro il tessuto storico urbano della
città , ed offre una reinterpretazione di alcuni siti monumentali
attraverso l'esposizione di opere realizzate dagli anni Sessanta
ad oggi.
L'esposizione curata da Giuliano Serafini presenta attraverso grandiose
installazioni, sculture, quadri specchianti, impianti sonori e segni
evocativi, il lavoro artistico di Pistoletto volto a suggerire tracce,
analogie e dissonanze tra l'arte di ieri e di oggi, interrogando
tutto un assetto storico-ambientale per consentire al visitatore
di valutarlo secondo una prospettiva concettualmente allargata.
Il percorso è suddiviso in sei diverse "stazioni",
quanti sono i luoghi individuati dall'artista per ambientare le
varie opere.
Ogni spazio deve essere considerato come "tempo", dal
momento che l'itinerario ha per oggetto-referente la storia, dei
cui significati e contenuti, come indica il titolo Codice Inverso,
Pistoletto suggerisce anche in questo caso il rovesciamento. L'artista
dichiara: "quando lavoro con la dimensione del tempo sarà
difficile trovarmi là dove mi si aspetta. E' per questo che
ho inventato la teoria del passo 'laterale'
".
Nello sconfessare l'unicità del valore-arte, Pistoletto ha
selezionato per Città di Castello una serie di opere puntando
soprattutto sulla valenza metaforica dei vari luoghi cui sono state
destinate. Si va dalla "laica" Venere degli Stracci
ambientata nell'atrio del Gotico Palazzo Comunale, sede storica
del potere civile, definita dal curatore in catalogo "Spazio
del Capitano", ai Quadri Specchianti, le Gabbie a
Specchio, il Metro Cubo di Infinito e le Tavole della
Legge del rinascimentale Palazzo Vitelli alla Cannoniera
che ospita la Pinacoteca Comunale:
qui nello "Spazio dell'Arte" per antonomasia, l'ambiguità
dell'imagine riflessa si trova dialetticamente a confronto con il
concetto stesso d'arte intesa come doppio, imitazione e mistificazione.
E' poi la volta dello "Spazio del Vescovo", il barocco
Oratorio degli Angeli, dove L'Urlo della Lupa, installazione
sonora che riproduce suoni e rumori di Roma, ci immerge in una sorta
di abisso psichico; per continuare la monumentale scultura di poliuretano
Alter Ego, ancora un segno di contraddizione rispetto al
luogo in cui viene installata, che è il portico di Palazzo
Vitelli a Sant'Egidio, lo "Spazio del Principe", aulico
fondale di umanesimo al tramonto. L'antico Pozzo della Rotonda,
dove Pistoletto ambienta Autoritratto di stelle, fa da suggestivo
richiamo a una cerimonia iniziatica, che è quella della conoscenza
di sè, della discesa-risalita eraclitea, per la quale "la
via verso l'alto e verso il basso è la stessa via":
siamo allo "Spazio dell'Identità".
Tre video collocati nel Palazzo del Podestà documentano
altrettanti momenti del lavoro di Pistoletto, tra cui quello relativo
alla personale del Museo di Lucerna del 2000.
Michelangelo Pistoletto, una delle massime presenze dell'arte italiana
e mondiale degli ultimi quarant'anni è interprete fra i più
geniali dei grandi movimenti d'avanguardia, dalla Pop Art all'Arte
Povera fino alla performance teatrale e all'installazione ambientale
e multimediale. La sua opera si può riassumere in un vasto
e "aperto" preogramma creativo dove convergono varie discipline
artistiche, concettuali, sociali e pedagogiche: "Progetto Arte".
Nella sua lunga e intensissima attività artistica, Pistoletto,
che è stato tra l'altro docente all'Accademia di Belle Arti
di Vienna, ha preso parte alle più importanti rassegne internazioneali
(Biennale di Venezia, Documenta a Kassel, Biennale di San Paolo)
e ha tenuto mostre personali nei maggiori musei quali: Palais des
Beaux-Arts a Bruxelles, Palazzo Grassi a Venezia, Nationalgalerie
a Berlino, Museum of Modern Art a San Francisco, Forte del Belvedere
a Firenze, Museo di Capodimonte a Napoli, Galleria Nazionale d'Arte
Moderna a Roma, ecc.
Sue opere si trovano nelle principali collezioni pubbliche e private
del Mondo
Promossa, organizzata e patrocinata dal Comune di Città di
Castello con gli auspici della Fondazione Palazzo Albizzini - Collezione
Burri, la mostra diventa un'ideale, ma anche naturale espansione
del messaggio d'arte e di cultura lasciato dal grande maestro umbro.
Per l'occasione viene pubblicato un catalogo bilingue, esteso anche
al lavoro storico di Pistoletto, edito dal Comune di Città
di Castello a cura di Giuliano Serafini, con testi di Michelangelo
Pistoletto e di Giuliano Serafini e fotografie delle ambientazioni
di Aurelio Amendola.
Michelangelo Pistoletto, Oggetti in meno mappamondo,
1966-68, giornali pressati e tondini di ferro
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