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MILANO
Venti Correnti, via Cesare Correnti 20
5 dicembre 2000 - 25 gennaio 2001
Oltre
quaranta opere tra dipinti di grandi dimensioni, acqueforti, costruzioni
e libri d'artista descrivono il percorso creativo dell'artista argentino
nella mostra Julio Paz - sobre sueños y poesía presso
Venti Correnti a Milano dal 5 dicembre 2000 al 25 gennaio 2001.
L'opera di Paz descrive con fantasia e ironia i sentimenti degli
uomini, le loro disperazioni e i loro intensi piaceri, mettendo
in luce le condizioni reali della vita. Julio Paz, nelle sue opere,
tramite un forte senso narrativo, giunge alla verità con
l'ironico piacere del paradosso e dell'immaginazione di realtà
parallele. Tra il 1972 e il 1974, la situazione politica latino
- americana si deteriora e Paz inizia la serie dei lavori intitolati
La condición humana al fine di testimoniare la realtà
politica e sociale argentina con un carattere ossessivo e drammatico:
i guardaspalle, il torturatore, il leader delle masse. Paz, nei
primi anni del suo lavoro, inizia anche la serie delle costruzioni
e degli oggetti realizzati utilizzando materiale di recupero con
"l'idea di alterare, di sovvertire un ordine stabilito mirando
a un altro ordine, non a un'anarchia di forme, idee, oggetti; un
ordine più libero, più enigmatico, più ricco,
che aiuti a pensare, che faccia sentire che in ognuno di noi esistono
mille possibilità di cambiare, modificare, alterare la realtà".
II senso della rappresentazione si complica ulteriormente in dipinti
con illusioni politico - ideologiche, dove viene rappresentato il
tema della repressione, della sopraffazione e della tortura. Julio
Paz, parlando del titolo della mostra, che è anche il titolo
di una sua opera, dice: "molti lavori sono stati da me sognati:
Para esta noche, El jardin de Má, Camino sueño, La
visita, ecc. Dopo il sogno cerco di afferrare l'impressione, il
sapore, il gusto sulla bocca che mi ha lasciato. Penso che prima
di tutto la pittura debba essere una pittura e che solo dopo possa
essere una narrazione, un racconto".
Nelle ultime opere di Paz ci nota la contaminazione dei mezzi espressivi:
la "costruzione" e la pittura, in cui i dipinti realizzati
in diverse tecniche, si affiancano a oggetti e sculture.
Julio Paz nasce a Buenos Aires nel 1939, dal 1976 vive a Milano
e dal 1986 alterna la sua attività tra Milano, Buenos Aires
e Berlino. Dopo la sua formazione di incisore presso la Escuela
de Bellas Artes, insegna disegno e incisione fino al 1976, anno
in cui deve abbandonare l'Argentina a seguito del colpo di stato
del 24 marzo. Nel 1976, prima di lasciare il paese, espone alla
Art Gallery International di Buenos Aires la prima parte della serie
La condición humana, composta da opere ispirate alla realtà
politica e sociale argentina. Nel 1980 a Milano fonda insieme alla
moglie Clara "La Stamperia", dove realizza i suoi lavori
con un torchio a stella Bendini. Espone all'accademia di Brera,
a Palazzo Sormani (Milano), a Santiago de Compostela e a Madrid
. Nel 1982 partecipa alla Biennale di Venezia nella mostra "Artisti
Latinoamericani in Europa". Il 1985 è l'anno di due
importanti riconoscimenti internazionali: alla Mostra Internazionale
dell'Incisione "The Hanga Annual" nel Metropolitan Museum
di Tokyo e alla IV Biennale di Lodz in Polonia.
Nel 1986 torna in Argentina per esporre una mostra antologica di
incisioni, dipinti e disegni nel Museo Eduardo Sívori di
Buenos Aires. Un anno più tardi ottiene un nuovo riconoscimento
alla Triennale Internazionale Intergrafik '87 di Berlino. In seguito
espone a Lubiana, Berlino, Chicago, Parigi, Amsterdam, Milano, Colonia,
Lodz (Polonia) e Alberta (Canada). Nel 1997 la Adolf and Esther
Gottlieb Foundation di New York gli conferisce il premio per la
sua trentennale attività artistica. Nel 1999 partecipa alla
IV Triennale Internazionale dell'Incisione a Kochi, in Giappone
e riceve il Kochi Museum of Art Prize.
Julio Paz, El Jardin de Ma, 1990, tempera
all'uovo
su carta intelata, cm 194x145
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