PARCO SCULTURE DEL CHIANTI
presentazione di Enrico Crispolti

PIEVASCIATA (SIENA)
Parco Sculture del Chianti
venerdì 21 maggio 2004

Si inaugura il 21 maggio a Pievasciata (Siena) il Parco Sculture del Chianti, primo parco italiano situato in un bosco naturale interamente dedicato alla scultura internazionale d'arte contemporanea.
La realizzazione di questa particolare area espositiva all'aperto, in cui sono inserite opere imponenti create appositamente per il luogo, nasce da tre linee-guida fondamentali, volute dal proprietario e curatore Piero Giadrossi: integrazione tra arte e natura, internazionalità, varietà dei mezzi espressivi.

Venticinque sculture d'arte contemporanea ambientate nell'area boschiva - lo scenario del Chianti senese- costituiscono il percorso espositivo frutto di interventi site specific: gli artisti, provenienti da tutto il mondo, sono stati invitati a studiare il luogo e l'ambiente per creare le proprie opere, integrandole alla natura circostante. Molteplici i materiali utilizzati - pietra, marmo, ferro, acciaio, vetro, legno, resina- per dare vita a sculture e installazioni che rappresentano culture diverse.

Gli artisti
Gli artisti provengono da 18 Paesi: Argentina, Australia, Colombia, Corea del Sud, Danimarca, Francia, Germania, Giappone, Grecia, Indonesia, India, Inghilterra, Italia, Olanda, Svizzera, Turchia, USA e Zimbabwe.
E sono: Pilar Aldana, Neal Barab, Xavier Barrera, Hemi Bawa, Dominic Benhura, Mauro Berrettini, Nicolas Bertoux, Benbow Bullock, Roberto Cipollone, William Furlong, Anita Glesta, Kim Hae Won, Vincent Leow, Cor Litjenc, Federica Marangoni, Key Nakamura, Johannes Pfeiffer, Ursula Chrictiansen Reuter, Jaya Schuerch, Doloroca Sinaga, Christoph Spath, Kemal Tufan, Costas Varotsos, Adriano Visintin.

II percorso
Le sculture sono situate sia nel Parco che nella vicina Fornace: le ventidue incluse nel Parco ci visitano in senso orario. Si inizia con la reception La casa nel Bosco del giapponese Key Nakamura, una scultura - architettura in pietra simbolo dell'ideologia da cui nasce il Parco: la sinergia tra l'opera dell'uomo e della natura. I lavori sottintendono diversi ideali: dalla contrapposizione fra naturale e artificiale, alla separazione fra i popoli, allo scontro fra culture. Rimandano all'idea della trasparenza e della luce l'installazione in ferro e vetro blu della danese Ursula Reuter Christiansen The Blue Bridge, l'alta scultura in vetro Energy del greco Costas Varotsos e l'arcobaleno di vetro Rainbow Crash di Federica Marangoni. L'australiana Anita Glesta con Dialogue crea un rapporto simbiotico e interattivo tra l'uomo e l'ambiente. II francese Nicolas Bertoux con Coin De Bois Blanc, lancia una sfida alla percezione umana: tronchi di marmo di Carrara formano un piano virtuale sfuggente all'occhio umano. La volontà di inserire segni quasi impercettibili e in perfetto accordo con il contesto naturale caratterizza Limes del tedesco Johannes Pfeiffer. L'installazione, che costeggia il sentiero, è composta da ciottoli di marmo appoggiati a sottili aste di acciaio e segna il confine tra lo spazio in cui si muove il visitatore e quello selvatico del bosco: metaforicamente allude alla separazione classica tra i popoli barbari e i nostri antenati. L'incontro - scontro tra culture diverse e l'allusione allo schiacciamento attuato dal progresso sui popoli posti ai margini del mondo economico cono espressi dall'indonesiana Dolorosa Sinaga in Faith and Illusion, una scultura in tondino di ferro in cui è racchiusa una figura umana tra due "pareti". Leapfrog di Dominic Benhura, uno degli esponenti più significativi dell'arte della tribù africana degli Shona - che si esprimono con materiali e mezzi tradizionali affidandoci ad una ricca tradizione mistica- sembra riconciliarci con l'occidente presentando "la cavallina", un gioco praticato dai bambini di tutto il mondo. Sempre nel Parco si ammirano altre monumentali sculture e installazioni ambientali: Island di Kim Hae Won, La Pietra Sospesa di Mauro Berrettini, Balance di Christoph Spath, The Purifier di Hemi Bawa, The Keel di Kemal Tufan, Construccion para Atrapar el Tiempo di Pilar Aldana Mendez, Chianti di Roberto Cipollone, Por la Libertad de Prensa di Xavier Barrera Fontenla, Harmonic Divergence di Jaya Schuerch, Twist di Neal Barab, Off the Beaten Track di William Furlong, Edificio incompiuto di Cor Litjens.

A pochi metri dal Parco, presso la vecchia Fornace di Pievasciata, sono presenti le tre installazioni Omaggio a Brancusi di Benbow Bullock, Xaris di Adriano Visintin e The Milk Factory di Vincent Leow, opera che rappresenta una mandria di mucche in fibra di vetro vivacemente colorate: un'ironica polemica contro la mancanza di rispetto verso gli animali e la clonazione.
Conclude il percorso una galleria d'arte in cui cono esposte piccole sculture, molte delle quali create dagli stessi artisti presenti nel Parco.

I progetti futuri
L'area del Parco delle Sculture vedrà prossimamente la realizzazione di un centro visitatori e di un anfiteatro per manifestazioni culturali all'aperto e per esposizioni temporanee, in collaborazione con musei e centri d'arte contemporanea italiani e stranieri.


Federica Marangoni, Rainbow Crash,
2003, vetro, tubi al neon, ferro,
cemento, cm 390x450