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ORVIETO
Palazzo dei Sette
Corso Cavour
28 marzo - 16 giugno 1999
Sabato
27 marzo presso le sale dello storico Palazzo dei Sette del Comune
di Orvieto verrà inaugurata la mostra L'oro di Praga - Poesie
visive il primo appuntamento di un ciclo di manifestazioni artistiche
intitolato: "L'oro di Praga - progetto arte - paese 1999".
La mostra presenta 200 opere, realizzate dagli artisti cechi Vaclav
Havel, Jiri Kolar, Ladislav Novak e Karel Trinkewitz, provenienti
da collezioni italiane, ceche e francesi. L'esposizione dà
il titolo all'intera rassegna culturale che si svolgerà nell'arco
del 1999 e sottolinea, nell'enfasi della metafora, una vera miniera
di esperienze e di risultati artistici che, attraverso il lavoro
di quattro poeti/artisti che hanno esordito negli anni '50 e tutti
ancora in piena attività, restituisce uno spaccato delle
esperienze di poesia visuale, di contaminazione tra scultura e parola,
tra musica ed immagine, di cui Praga è stata uno dei grandi
laboratori internazionali.
Di Vaclav Havel saranno esposti 30 grandi lavori inediti, realizzati
appositamente per questa manifestazione. Essi riprendono in lingua
italiana e su ampie dimensioni, gli Anticodici, le poesie visuali
realizzate all'inizio degli anni '60, caratterizzate da un tagliente
umorismo nero e circolate solo clandestinamente nella vecchia Cecoslovacchia
e frammentariamente in Europa e in Italia. Vaclav Havel, drammaturgo,
poeta, attualmente presidente della Repubblica Ceca, è uno
dei grandi protagonisti dell'avanguardia praghese, oltre che, come
è ben noto, uno dei principali animatori di Charta 77 e della
dissidenza.
Di Jiri Kolar saranno presenti in mostra 75 opere di cui cinquanta
collage della fine degli anni'50 e dell'inizio anni '60 in gran
parte inediti, provenienti dalla collezione privata di Ladislav
Novak. Non è esagerato ritenere queste opere tra i capolavori
assoluti dell'artista ceco. Sarà inoltre esposto un altro
nucleo di quindici opere più recenti, di grande formato,
provenienti da collezioni italiane e francesi. Jiri Kolar è
uno degli artisti europei più reputati del secondo dopoguerra,
noto per una particolare tecnica di collage (dopo di lui popolarissima
anche tra molti artisti italiani) che raccoglie l'eredità
del surrealismo e la immette in un contesto culturale fortemente
influenzato dalla gelida critica antiburocratica di Kafka.
Di Ladislav Novak la mostra propone 80 opere di cui 60 tra i suoi
primi collage realizzati negli anni '50, oltre a un gruppo di 20
lavori recenti. Novak fa parte dei fondatori della poesia concreta
e visuale ceca degli anni '50, ed è anche tra i più
noti protagonisti internazionali. I suoi primi lavori, contigui
e paralleli a quelli di Kolar e di Havel (con i quali ha collaborato
costantemente) saranno presentati per la prima volta in Italia in
occasione di questa mostra.
Di Karel Trinkewitz la mostra espone i primi lavori politici dell'inizio
degli anni '60: si tratta di 15 collage in gran parte inediti. Inoltre
verranno esposte 20 grandi opere, tra le più note, realizzate
successivamente: oggetti - collage di dimensioni spesso considerevoli
e di potente impatto visuale. Per l'occasione e appositamente per
l'atrio di Palazzo dei Sette, Trinkewitz ha realizzato un Aereo
- Omaggio a D'Annunzio di dimensioni monumentali.
La
rassegna sarà accompagnata da quattro distinti cataloghi
(uno per ciascun artista) curati da Enrico Mascelloni e da Sarenco
e coordinati da Barbara Grimani. Tali volumi, editi da Parise editore,
Verona, conterranno la riproduzione a colori delle opere in mostra,
i testi degli artisti, di critici e di specialisti oltre ad aggiornati
apparati bibliografici.

Jiri
Kolarl, Collages, 1961-63
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