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Brescia
AGNELLINI ARTE MODERNA
4 ottobre 2009 - 22
maggio 2010
Una
mostra storica per festeggiare i 50 anni del movimento: "Il
Nouveau Réalisme (I cinquant'anni, 1960-2010)" è
la brillante scelta della Galleria Agnellini Arte Moderna di Brescia
che prosegue così con fermento l'importante attività
espositiva. Divenuta ormai saldo punto di riferimento e di fiducia
per gli appassionati dell'arte, propone dunque un'interessante quanto
esaustiva collettiva curata da Dominique Stella.
La rassegna riunisce tutti i più importanti esponenti di
questo straordinario movimento ed è realizzata con il patrocinio
dell'Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Brescia,
Sindaco On. Avv. Adriano Paroli e Assessore Andrea Arcai, e del
Centro Culturale Francese di Milano.
Una
performance molto suggestiva animerà la sera dell'inaugurazione
per celebrare la nascita del Nouveau Réalisme: Jacques Villeglé
spegnerà le cinquanta candeline color blue klein della grande
torta che rievoca quella realizzata da Raymond Hains nel 1970 a
Milano, in occasione della cena che raccolse per l'ultima volta
gli artisti del movimento. Saranno presenti anche Ginette Dufrêne
e le autorità.
La
Galleria Agnellini Arte Moderna partecipa sabato 3 ottobre
alla Notte Bianca dell'Arte di Brescia che si terrà in contemporanea
con la Notte Bianca Internazionale a cui aderiscono Parigi,
Bruxelles, Amsterdam, Madrid, Barcellona, Riga, La Valletta, Tel
Aviv, Lisbona, Toronto, Miami Beach.
Protagonisti
assoluti della mostra sono i cosiddetti "Nouveaux Réalistes",
di cui si possono ammirare oltre cinquanta interessanti opere: Arman,
César, Christo, Gérard Deschamps, François
Dufrêne, Raymond Hains, Yves Klein, Martial Raysse, Mimmo
Rotella, Niki de Saint Phalle, Daniel Spoerri, Jean Tinguely e Jacques
Villeglé.
Tutti i lavori selezionati, fra cui alcuni degli anni '50, sono
di grande valore artistico e storico.
Per questa occasione Jacques Villeglé ha creato appositamente
un inedito, che comprende tutti i nomi degli artisti presenti, realizzato
tramite i suoi segni socio politici.
César e Arman affrontano il problema della produzione industriale
e del suo riciclaggio: l'invasione del prodotto di massa e dei relativi
scarti sono i principali temi al centro della loro ricerca. Strumenti
meccanici e motociclette ma anche oggetti di uso quotidiano, come
utensili da cucina, tessuti, cartone, ferri e rottami, vengono compressi
o assemblati, nell'esaltazione totale della "bellezza"
industriale. A tale proposito, in mostra spiccano Compression de
moto, compressione del 1970 di César e Accumulation colombienne,
accumulazione di caffettiere del 1962 di Arman.
Di grande rilevanza per la nascita del movimento del Nouveau Réalisme
è stata la figura di Yves Klein, presente in mostra con alcune
delle sue creazioni più significative tra cui La terre bleue
realizzata nel 1957 e The Venus of Alexandria del 1960, espressioni
della sua creatività, dell'invenzione di quell'inconfondibile
blu che nel '56 fu depositato come brevetto industriale.
L'azione di raccolta di Dufrêne, Hains, Rotella e Villeglé
provoca la visione di un mondo "come un quadro", come
affermava Pierre Restany: gli "strappi" scaturiscono dalla
volontà di accumulo di una realtà trascesa dall'appropriazione
del gesto del "Lacéré anonyme" (Lacerato
anonimo). Il Circo Orfei di Rotella (1963) o Rue du Poison di Villeglé
(1954) ne sono un preciso esempio.
Molto significativi i "quadri-trappola" di Spoerri che
eleva il quotidiano e il banale al rango di oggetto d'arte: nelle
sue tavole l'opera è costituita da oggetti casuali, posate
e avanzi di pasto. L'artista ferma così una situazione, la
fissa, non abbellisce, non aggiunge né toglie niente e dà
vita, tra gli altri, a Variant d'un petit déjeuner (1965).
Il lavoro di Raysse, anch'egli firmatario del manifesto nonostante
alcuni punti di divergenza, si inserisce nel movimento apportando
una prospettiva Pop che lo avvicina all'approccio degli artisti
americani come Le seins du supermarché, assemblaggio di plastica
del 1961. Raysse troverà, infatti, un riscontro favorevole
negli Stati Uniti, a Los Angeles nel 1963.
Niki de Saint Phalle e Deschamps si uniscono al gruppo dei Nouveaux
Réalistes nel 1961: della prima in mostra si ammira Femme
bleue luminaire del 1985, oltre ad una rara opera realizzata insieme
a Jean Tinguely New Year's Letter, tecnica mista del 1973; di Deschamps,
si evidenzia Hello Amy, stracci assemblati su tela del 1963.
Nel 1963 si unisce al movimento anche Christo che viene accolto
per i suoi impacchettamenti, spesso monumentali, testimoni di uno
stile estremista nel suo modo di appropriarsi degli oggetti: fra
le diverse opere in mostra Package, tessuto e corda su legno del
1963.
"Il
Nouveau Réalisme", commenta Dominique Stella, "è
un movimento di pensiero che la personalità di Pierre Restany
ha concettualizzato attraverso un discorso e una riflessione che
hanno messo in discussione la pittura e le pratiche artistiche della
fine degli anni '50". Infatti, la grandiosa avventura dei Nouveaux
Réalistes inizia nell'immaginazione di Restany nel 1959,
come lui stesso afferma: "in particolare in occasione della
prima Biennale di Parigi in cui furono esposte una proposta monocroma
di Yves Klein, la macchina per dipingere di Tinguely (Métamatic)
e la Palissade di Raymond Hains, ho intuito il denominatore comune
di queste ricerche estremamente diverse e che fino a quel momento
avevano seguito evoluzioni indipendenti: un gesto fondamentale di
appropriazione del reale, legato a un fenomeno quantistico di espressione
(l'impregnamento del colore puro in Yves Klein, l'animazione meccanica
in Tinguely, la scelta del manifesto lacerato in Hains)". Dopo
pochi mesi tale intuizione si concretizza con la pubblicazione del
primo manifesto, firmato dallo stesso Pierre Restany, presso la
Galleria Apollinaire a Milano il 16 aprile 1960. L'evento anticipa
la creazione vera e propria del gruppo, il 27 ottobre 1960 presso
il domicilio di Yves Klein, a Parigi.
Dominique Stella prosegue: "I Nouveaux Réalistes hanno
così preso coscienza della loro singolarità collettiva.
Nouveaux Réalistes = Nuovi approcci percettivi al reale".
Accompagna
la mostra un prestigioso libro bilingue, in italiano e francese,
che racconta la storia del movimento tramite i testi critici di
Grazia Chiesa, Marc Dachy, Pierre Restany e Dominique Stella, con
foto storiche di Enrico Cattaneo, edito da Shin Production.
Informazioni
al pubblico Agnellini Arte Moderna
Via Soldini 6/A - 25124 Brescia
Tel. 030.2944181 Fax 030.2478801
info@agnelliniartemoderna.it www.agnelliniartemoderna.it




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