NOVECENTO CUBANO
La Naturaleza, el Hombre, los Dioses


MILANO
Palazzo Reale
19 ottobre - 19 novembre 1995

La prima grande rassegna antologica che l'Italia dedica all'arte cubana del XX secolo nasce a Milano : infatti, la mostra che espone 100 lavori di 29 artisti, molti dei quali attivi tutt'oggi, è organizzata dal comune di Milano, con la collaborazione di Giacimenti Culturali. Patrocinata dall'ambasciata di Cuba, dall'Istituto Italo - Latino Americano, dalla Provincia di Milano e dall'Azienda Promozione Turistica, la mostra è itinerante e toccherà anche roma.

È con il XIX secolo che l'arte cubana arricchisce e afferma la propria consapevolezza parallelamente all'acquisizione della coscienza nazionale ma l'arte dell'isola trova nuova forza di espressione e capacità di comunicazione soprattutto a partire dal 1924, quando gli artisti si recano a Parigi.
La "natura" diventa uno dei temi ricorrenti. In particolare è presente nell'opera di Victor Manuel Garcia (1897-1969), che rende in toni post-impressionisti la bellezza del proprio paese, oltre a creare un nuovo tipo di donna meticcia. Alla natura e all'uomo si aggiungono gli "dei", presenti, ad esempio, nei dipinti di Eduardo Abela (1889-1965).

I contatti con il mondo parigino e con le avanguardie europee influenzeranno anche nei decenni successivi gli artisti cubani che ne interpretano i risultati in toni personali.
In particolare Mariano Rodriguez (1912 - 1990), artista importante anche se non adeguatamente noto del nostro Paese. Agli inizi degli anni '40 Wilfredo Lam, personalità di spicco nel panorama artistico internazionale, importa a cuba la lezione di Picasso, assiduamente frequentato in Francia e in Spagna e la sua parabola artistica si segnala per la capacità di fondere cubismo e simbolismo con deità di radice africana.
Non si puà tacere l'impatto della rivoluzione del 1959 che ha indotto molti artisti a trasformare il loro stile: si segnala Servando Cabrera Moreno (1923 - 1981).


Wilfredo Lam, La cena, 1944, olio su tela