NATIVE AMERICANS, A PRIVATE LANDSCAPE
Indiani d'America: paesaggi privati


MILANO
Galleria del Gruppo Credito Valtellinese - Refettorio delle Stelline
Corso Magenta, 59
19 Marzo - 12 Aprile 1997

La mostra Indiani d'America: paesaggi privati, aperta al pubblico dal 19 marzo al 12 aprile, presso la Galleria del Gruppo Credito Valetellinese, Refettorio delle Stelline a Milano, raccoglie oltre 160 fotografie scattate fra il 1890 e il 1905, nel sudovest americano e nell'attuale regione del nord Messico, immagini esposte mai prima d'oggi. Autori di queste due preziose testimonianze sono lo statunitense Adam Clark Vroman e il norvegese Carl Lumholtz.

L'esposizione è prodotta dalla Galleria Civica di Modena in collaborazione con il Gruppo Bancario Credito Valetellinese e con Edimar Editrice, con il patrocinio dell'Usis, Consolato Generale degli Stati Uniti d'America di Milano.

Adam Clark Vroman nacque a La Salle, Illinois, nel 1856, da genitori olandesi trasferitisi nell'Illinois da New York nel 1835.

Nel 1892, anno del suo matrimonio con Esther H. Griest, andò a vivere, per motivi di lavoro a Rockford, da cui partì nello stesso anno per raggiungere Pasadena, nella speranza di trovare un clima più adattio a curare la tubercolosi di cui la moglie da tempo soffriva. Purttroppo, dopo soli due anni Esther morì a Flora Dale, sua città natale in Pensylvaia. Vroman, una volta rientrato a Pasadena, aprì un negozio di libri d'arte e forniture per fotografi in società con J. D. Glasscock. Il negozio incontrò immediatamente i favori del pubblico e i profitti realizzati permisero a Vroman di organizzare il primo di una lunga serie di viaggi, che fra il 1897 e il 1904, lo portarono ben otto volte nelle regioni indiane situate fra l'Arizona e il New Messico. Negli stessi anni intraprese molte altre spedizioni (Yosemite National Park, Spanish Missions e altre ancora nell'Est americano), fino ad approdare in Giappone, nel 1903. Nel 1909 andò in Francia e in Germania dove nel 1912, visitò i Castelli della Loira e del Reno, mentre nel 1914 intraprese un viaggio nell'East Coast americana e nelle Cadanian Rockies. Morì nel 1916 ad Altadena, California.

L'educazione colta, la grande sensibilità creativa e l'amore per la letteratura d'arte, segnarono in maniera netta e forte l'approccio di Vroman, tramite il mezzo fotografico, alla cultura aindigena, al mondo discreto e per molti versi inaccessibile dei nativi Hopi, Zuni, Navajo.
Nella sua ricerca è evidente la necessità primaria di documentare la vita quotidiana senza grida e senza eccessi, scendendo però in profondità: cercando di capire attraverso i gesti, oltre che i riti, leggendo negli sguardi, accettando soprattutto i loro tempi, indispensabili per poter vincere l'apatia nei rapporti con l'uomo bianco: una sorta di profonda rassegnazione per un futuro senza storia, un lento inesorabile spergnersi in onore del progresso.

Carl Lumholtz
nacque in Norvegia nel 1851, dove morì nel 1921.
Studiò botanica, geografia, zoologia e antropologia: spese tutta la vita viaggiando nei diversi continenti, studiando e registrando i diversi aspetti del vivere umano grazie alla fotografia, strumento fondamentale di documentazione che completava i suaoi scritti etnografici. fu membro dell'Accademia delle Scienze e della Sacietà Antropologica. Determinante fu per Lumholtz il primo viaggio in Australia, dove la convivenza con gli aborigeni lo convinse della necessità di vivere direttamente a contatto con le popolazioni indigene, per poterne studiare a fondo le caratteristiche e le abitudini. Così con l'appoggio del museo Amenricano di Storia Naturakle e della Soietà geografica Americana, organizzò la spedizione i Messico, dove visse fra il 1890 e il 1898. Nel corso di questi anni raccolse materiali unici su molte popolazioni indigene: Coras, Huicholes, Mayos da Sinaloa, Hopi, Primas del Sudovest americano, Tepehuanes del nord e del sud, inoltrandosi sino agli estremi occidntali della sierra, presso i Nahuas de Jalisco. Da ultimo si fermò presso i Taracos dello stato di Michoacan. Fu tanto grande il suo interesse per i nativi indigeni messicani che più volte tornò a visitarli. La sua ultima spedizione in Messico avvenne nel 1909, anno in cui conobbe Yaquis, i Sertis e i Papagos.

Senza dubbio rappresentò la più forte esperienza antropologica ed etnografica della sua vita. Le fotografie oggi proposte ci permettonno di scoprire la ricchezza umana e spirituale di queste molteplici e diversissime culture. Lumholtz
venne infatti a conoscenza del mondo magico-religioso che regolava, attraverso i suoi riti, il vivere quotidiano delle comunità indigene: la festa, ad esempio, era il momento in cui gli uomini cercavano l'equilibruio con la natura e le sue forze per poter mantenere il benessere all'interno del gruppo. Questo vivere magico in armonia con la natura è l'aspetto forse più sorprendente delle immagini di Lumholtz, reso possibile grazie al suo vivere all'interno della comunità che lo ospitava; l'autore racconta la sua esperienza, non come un reportage, ma con il ritmo di un vero e proprio diario, fatto di fotografie raccolte una dopo l'altra, giorno dopo giorno.

La mostra ideata e prodotta dalla Galleria Civica di Modena, verrà in seguito proposta presso la Palazzina dei Giardini della città emiliana. L'esposizione è frutto di un progetto che vede coinvolte la Pasadena Public Library di Pasadena, California, l'Istituto Nacional Indigenista di Città del Messico. La mostra è a cura di Filippo Maggia e Gabriella Roganti per la Galleria Civica di Modena, con la collaborazione di Carolyn Garner della Pasadena Public Library e di Maria Eugenia Lopez Brun per l'Istituto Nacional Indigenista.

Catalogo Edimar Editrice.


Adam Clark Vroman, Hostine Martine, Navajo,
1903, foto