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MILANO
PALAZZO REALE
30 luglio - 15 settembre 1996
Nelle
ampie sale della zona neoclassica al piano terreno di Palazzo Reale
il Comune di Milano organizza dal 30 luglio al 15 settembre 1996
(ingresso libero) un'importante rassegna dal titolo "Prova
Generale per un Museo d'Arte Moderna" in cui proporre alla
città un progetto possibile per la costituzione di un grande
museo di arte moderna.
La mostra intende testimoniare come a Milano - nelle raccolte civiche
ma anche nella Pinacoteca di Brera, oltre che nelle collezioni di
privati, di Enti ed Istituzioni - siano presenti innumerevoli capolavori
dell'arte italiana, tali da costituire un ideale museo, degno di
quelli delle maggiori città europee e statunitensi.
Nel
suo taglio e nella scelta delle opere esposte la mostra intende
porsi e porre l'interrogativo di come debba essere un tale museo,
tenendo conto della realtà oggettiva, di quanto già
è presente nelle collezioni civiche (e nelle altre pubbliche
e private) e delle connessioni con la storia della cultura artistica
della città.
Per queste ragioni il panorama della mostra è circoscritto
all'ambito italiano, quello maggiormente presente nelle raccolte
milanesi senza naturalmente precludere l'apertura del futuro museo
all'arte internazionale.
L'esposizione muove dall'ultimo decennio dell'Ottocento, perchè
allora si definisce la svolta dal Naturalismo al Simbolismo e perchè
proprio a Milano si ha col Divisionismo uno degli atti iniziali
e principali della nuova situazione. Di qui si passa all'evidenziazione
di altri momenti esemplari, anche per le loro connessioni con la
cultura artistica e il collezionismo milanese, puntando su situazioni
ed opere sempre di rilevanza non locale. Preminente l'attenzione
per il Futurismo, per gli sviluppi della Metafisica, per il Novecento,
l'Astrattismo degli anni Trenta e, nel dopoguerra, per figure come
Fontana, Milani o Manzoni, autore col quale la mostra si conclude,
con la fine, di fatto, di un'epoca.
Sono state scelte circa 200 opere, delle Civiche Raccolte d'Arte
e di altre collezioni, molte delle quali saranno presenti attraverso
riproduzioni, per evitare una lettura fuorviante, nel senso solo
di una rassegna di capolavori.
La mostra è curata da Luciano Caramel dell'Università
Cattolica di Milano, con la collaborazione della Direzione delle
Civiche Raccolte d'Arte.
Umberto
Boccioni,
Forme uniche di continuità dello spazio,
1913
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