RUDOLF MUMPRECHT

MILANO
GALLERIA DEL CREDITO VALTELLINESE - REFETTORIO DELLE STELLINE
Corso Magenta, 59

18 gennaio - 18 febbraio 1995


Conclude il suo tour con l'unica tappa italiana la mostra di opere di Mumprecht che nel 1995 ha toccato alcuni musei svizzeri e tedeschi. In occasione della tappa italiana l'esposizione viene però ampliata includendo un gruppo di opere dagli anni '50 agli anni '70 che costituiscono il necessario supporto documentario del lungo arco di lavoro di questo artista, nato nel 1918, che espone per la prima volta in Italia.
La mostra seleziona 40 quadri prevalentemente di grande formato realizzati con la tecnica del collage di carta su tela, oppure dell'olio e dell'acrilico su tela.

Rudolf Mumprecht è una figura centrale di quell'ambito di ricerca che si colloca fra pittura e scrittura, tra pratica concettuale del segno e ricerca dei significati estetici della calligrafia: un territorio nel quale i segni visuali e segni verbali s'incontrano e confondono in un prezioso equilibrio tra il "Leggibile" e il "Visibile". Lavori nei quali la parola viene estratta da contesti linguistici diversi (francese, tedesco e spesso italiano) gioca un ruolo centrale, opere che si vedono, si leggono, si declamano. Opere con una cifra personalissima che rimandano alla poesia visiva, ma anche al calligrafismo orientale pur restando sempre e comunque "quadri" nel senso più preciso del termine.

Nel suo lungo percorso dall'opera pittorica e soprattutto grafica (l'acquaforte è stata per molti anni il suo linguaggio preferito) di impronta figurativa dei primi anni Cinquanta, alla svolta gestuale astratta del 1955, Mumprecht è approdato negli anni Sessanta ai primi tableaux d'écriture aprendo una strada che poi ha seguito con grande coerenza, diversificando le tecniche (in particolare con il collage), ampliando grandemente i formati, esplorando ambiti linguistici diversi, ma sempre approfondendo questo mondo fatto di segni e di parole, recuperando la sua prima formazione di cartografo e di grafico e riannodando continuamente i fili di una tradizione di passione per i valori estetici della calligrafia particolarmente viva nella cultura di lingua tedesca.

Ma gli Schriftbilder di Mumprecht non sono meri esercizi concettuali, la loro carica espressiva è insieme delicata e forte a volte quasi violenta sia per la qualità del segno, che per la carica dei materiali e delle dimensioni, o più semplicemente per il "peso" della parole o delle parole chiamate in causa e scandagliate.
Artista ormai quasi ottantenne, nato a Basilea nel 1918, ma formatosi a Berna, dove vive; dal lungo curriculum che ha visto sue esposizioni personali a partire dal 1956 in diversi musei svizzeri, tedeschi e francesi Berna, Martgny, Grenoble, Parigi, ecc.) e le sue partecipazioni a mostre collettive alla Kunstahus di Zurigo, al Centre Pompidou e al Musée d'Art Modern di Parigi, alla all'Israel Museum di Gerusalemme.

Il catalogo è pubblicato in tre lingue con testi di Klaus Honnef 8critico e docente dell'Università di Kassel), Eugen Gomringer (Accademia delle Belle Arti di Berlino) e Rolando Bellini docente di storia dell'Arte all'Accademia di Brera).

La mostra è realizzata in co-produzione con il Musée des Beaux Arts di Chaux-de-Fond; con la collaborazione di Pro-Helvetia e il patrocinio del Consolato generale della Svizzera di Milano.