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SONDRIO
- Galleria Credito Valtellinese Palazzo Sertoli
Piazza Quadrivio, 8 Sondrio
- Palazzo Pretorio, Sala Esposizioni
Piazza Campello, 1
- Palazzo Martinengo
Via Dante
Durata mostra 7 ottobre - 29 novembre 1998
II
Credito Valtellinese, in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura
del Comune di Sondrio, inaugurerà martedì 6 ottobre
1998 presso la propria Galleria a Sondrio, a Palazzo Sertoli, la
mostra II Movimento Spaziale, penultima tappa del ciclo di cinque
mostre dedicate agli anni Cinquanta a Milano.
La mostra, organizzata dal Credito Valtellinese e curata da Martina
Corgnati, ricostruisce la storia del Movimento Spaziale dalle origini,
quindi dal 1948 fino al 1958, data dell'ultimo manifesto del Movimento,
e in essa sono rappresentati tutti gli artisti che hanno aderito
al gruppo e hanno partecipato ad esposizioni con tale nome.
Verranno esposte in mostra 90 opere circa, tra le quali quadri,
disegni, sculture, ceramiche, carte e documenti, realizzate da 21
artisti di area milanese e veneziana: oltre a Lucio Fontana, Roberto
Crippa, Gianni Dova e Cesare Peverelli, si segnalano in ambito milanese
Ettore Sottsass, Beniamino Joppolo, Enrico Donati, Giancarlo Carozzi,
Aldo Bergolli, Emilio Scanavino, Giuseppe Capogrossi, Alberto Burri,
Ladislav Serpan, Sebastian Matta, mentre I'ala veneziana è
rappresentata da Virgilio Guidi, Mario De Luigi, Edmondo Bacci,
Gino Morandi, Bruno De Toffoli, Tancredi, Vinicio Vianello.
Di
tutti i manifesti che hanno accompagnato il gruppo, il Manifesto
di Arte Spaziale del 26 novembre '51 redatto da Fontana, Dova, Peverelli
e molti altri, contiene degli estratti particolarmente illuminanti
per comprendere la complessa natura di questo movimento: "questi
cinque anni hanno orientato gli artisti esattamente nel nostro senso:
considerare realtà quegli spazi, quella visione della materia
universale di cui scienza, filosofia, arte in sede di conoscenza
e di intuizione hanno nutrito lo spirito dell'uomo. E abbiamo assistito
a una serie di manifestazioni che si sono impegnate ad aggredire
la nuova visione del creato nel micros immerso negli spazi, cercando
di rappresentare figurativamente quell'energia, oggi dimostrata
stretta materia, e quegli spazi visti come "materia plastica".
Riaffermiamo la priorità dell'arte, come forza di intuizione
del creato e procediamo sulla stessa strada per intuire con le opere
i punti dello spirito a cui la conoscenza giungerà".
Accompagna
la mostra un catalogo, edito dal Credito Valtellinese, a cura di
Martina Corgnati, contenente la riproduzione delle opere esposte,
due testimonianze inedite di Milena Milani e Cesare Peverelli, protagonisti
dell'epoca, tutti i manifesti del gruppo e le schede bibliografiche
degli artisti e delle opere esposte a cura di Emma Gravagnuolo.

Milena
Milani, Un fleur de lis, 1953,
piatto di certamica, diametro cm 40
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