|
MILANO
Galleria Gruppo Credito Valtellinese - Refettorio delle Stelline
Corso Magenta, 59
17 aprile - 6 giugno 1998
La
Galleria del Gruppo Credito Valtellinese ospita la prima presentazione
al pubblico dell'opera pittorica di Ercole Monti: saranno presenti
in mostra circa sessanta opere a olio dagli anni 70 ad oggi, tra
cui una piccola sezione di lavori del primo periodo figurativo,
risalenti al 1946.
Monti ha condotto la sua pittura in silenzio, in modo appartato,
parallelamente alla professione di architetto, attività che
ha permesso all'artista, come egli stesso afferma, di "proteggere"
la sua arte. Un cinquantennio di vita dedicato alla pittura e trascorso
a contatto con i grandi movimenti artistici italiani e stranieri
di questo secolo, senza mai curarsi di esporre in pubblico il proprio
lavoro.
Le suggestioni pittoriche che Monti ha colto sono state molteplici:
la sua formazione, avvenuta a Roma, dove è nato nel 1927,
è segnata dall'incontro e dall'amicizia con i pittori romani:
Montanarini, Ziveri, Guzzi, Avenali, Socrate, Savelli, Afro.
Nel 1948, interessato, come tanti suoi coetanei, all'aggiornamento
sulle correnti pittoriche europee, Monti si reca a Parigi dove elabora
scelte individuali che lo distanziano rispetto al cammino dei colleghi
romani. Si appassiona a Bonnard ed Ensor, che incontra nel '49 a
Ostenda, come in seguito si appassionerà a Permeke e Pirandello,
ma senza che nessuna di queste fonti diventi prevalente o troppo
riconoscibile all'interno della sua ricerca.
Nel corso dei suoi viaggi ha modo di conoscere molti dei più
grandi architetti di questo secolo, tra i quali Alvar Aalto e Carlo
Scarpa. La professione di architetto non gli impedisce di dipingere
incessantemente. Infatti, negli anni settanta si manifestano nella
sua pittura i temi delle grandi spiagge, gialle, grigie, blu. Così
lo stesso Monti commenta questo periodo, che risulta quanto mai
fecondo per approfondire il suo personale approccio alla pittura:"Ricordo
che Iavoravo dal vero: cominciavo a fare un disegno e lo ripetevo
cercando di rappresentare non quello che vedevo, ma l'emozione di
quello che vedevo. Di seguito facevo un secondo disegno e poi da
questo sintetizzavo fino a estrarre l'essenza, l'emozione prima...l'unica
cosa che ho capito alla fine e che il solo modo di sopravvivere
alla pittura è, nel mio caco, stare a contatto con l'oggetto
visibile e renderlo mio dimenticando il visibile. Questa è
la parte astratta, e in questo senso ci tratta della stessa libertà
informe che trovo anche nel jazz e mi da una gioia immensa".
Sono spesso i luoghi in cui Monti vive e lavora, Roma, Venezia e
Ortisei a divenire soggetto dei suoi quadri. Dopo la serie delle
spiagge, Monti, elegge Venezia come seconda città e vi trascorre
lunghi periodi, dipingendo le grandi tele del Florian, le "Procuratie",
le facciate veneziane. le navi, le spiagge del Lido. In seguito
realizza la serie di interni romani e le tele montane di Ortisei;
negli anni 90 arricchisce il suo repertorio di interni con figure,
tavoli, nature morte, nel '95 scopre il motivo dei "campi"
e realizza la serie delle grandi terre.
La sua visione pittorica, che si traduce in un'equidistanza tra
reale ed astratto ("non mi piace l'astratto, non mi piace il
reale, ma quel punto intermedio in cui l'emozione rivela un mondo
visibile"), si esprime tramite un colore che spesso diventa
il soggetto stesso del quadro; il soggetto viene dopo, il soggetto
vero e proprio e la materia che parla, è la matericità
dell'opera, il supporto della tela e la qualità, la densità
del colore. Sovente, in Monti, l'opera nasce sull'onda della suggestione,
dell'ossessione per un colore che spesso compare anche nel titolo
(come ad esempio in "Grande campo ocra" del 1996); il
colore risulta rilevante anche al punto da contraddistinguere spesso
le differenti visioni di uno stesso soggetto (la serie delle spiagge
di Alba Adriatica: l'opera del 74 con le sdraio blu e quella "gialla"
e "bruna", ambedue del 75).
La pittura di Monti è sempre stata riservata, un fatto privato:
"dovevo analizzare dentro di me le cose che scoprivo vivendo,
questo mio mondo che si andava formando e accumulando negli anni".
Ed e forse per questo motivo che Monti, colo ora, alla soglia dei
70 anni, si e convinto che fosse giunto il momento di presentare
al pubblico l'insieme delle sue opere.

Ercole
Monti, Mare di Sardegna, olio si carta, cm 70x100
|