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VENEZIA
PADIGLIONE DEL PRINCIPATO DI MONACO
Presidio
Militare Esercito - Caserma Cornoldi
Riva degli Schiavoni St.re Castello 4140
7 giugno - 22 novembre 2009
Per
la prima volta il Principato di Monaco è presente
alla "53. Esposizione Internazionale d'Arte - La Biennale di
Venezia", presso il prestigioso palazzo del Presidio Militare,
Caserma Cornoldi in Riva degli Schiavoni.
Per rappresentare il nuovo padiglione, il commissario Miria Vicini
e il curatore Giacomo Zaza hanno scelto l'artista monegasco Philippe
Pastor con l'importante intervento Le ciel regarde la terre.
La mostra espone un nucleo inedito di tre grandi opere
pittoriche, realizzate appositamente per l'occasione, e un'installazione
con tronchi d'albero bruciati.
La protezione della natura, la rivolta contro la negligenza dell'uomo
nei confronti del nostro pianeta, costituiscono i principali temi
espressi dall'artista.
Philippe Pastor, attivo da diversi anni sul fronte internazionale
oltre che nel sud della Francia, in occasione della Biennale di
Venezia ha concepito grandi opere da esporre all'aperto e alle intemperie
affinché interagiscano con gli eventi climatici.
Simili a delle immagini della terra scattate dal satellite, gli
imponenti pannelli lignei intitolati Ouragan, Le pole
nord, La nature défigurée, sono scanditi
come fossero tre atti e sono disposti su rispettive strutture in
ferro che ricordano quinte prospettiche di un teatro del mondo.
I grandi dipinti (460x310 cm) volgono lo sguardo su una sorta di
caos, umano e naturale, diviso secondo alcuni ambiti tematici: natura,
Polo Nord, inquinamento.
Le opere inglobano masse di pigmenti naturali provenienti dal Marocco
(ocra e marrone, blu, verde), uniti ad elementi naturali (rami,
foglie secche, sabbia, ecc.) manipolati e plasmati attraverso il
fuoco, l'acqua e l'uso dell'aria compressa. Infatti per mezzo della
fiamma ossidrica, dell'acqua e delle terre, Pastor crea una rappresentazione
informe del mondo, ricca di rimandi alle forze inattese che attraversano
l'esistenza. All'origine della rappresentazione troviamo il suo
stato d'animo di fronte ai cambiamenti climatici, alla morte, alle
angosce, ai disastri ambientali. Tale inquietudine si incanala nei
flussi pittorici che veicola sulle opere.
Il progetto di Philippe Pastor include, inoltre, nell'area angolare
dell'atrio, la presenza di un'installazione formata da un gruppo
di alti alberi bruciati e reinventati da inserti cromatici, da sezioni
di colore gialle, verdi, rosse, realizzate attraverso l'utilizzo
di rottami provenienti da luoghi dove sono avvenuti attentati terroristici:
Les Arbres Brûlés. Gli alberi-totem provengono
dalla foresta di Garde Freinet (Massif des Maures) e, colpiti dalle
fiamme di un incendio doloso nel 2003, qui tornano a segnare un
percorso, stavolta propiziatorio, rivolto verso il cielo.
Tramite questi tronchi carbonizzati Philippe Pastor persegue il
suo impegno a favore del programma delle Nazioni Unite per
l'ambiente e la campagna "Plantons pour la Planète"
("Piantiamo per il Pianeta"). Inoltre con la sua Associazione
Arte e Ambiente, alla quale è destinata una parte del ricavato
delle vendite delle sue sculture e tutti i fondi raccolti nelle
manifestazioni, Pastor partecipa a programmi di rimboschimento e
di sensibilizzazione dei bambini ai problemi ambientali.
Giacomo Zaza, curatore della mostra, commenta: "i pannelli
della Biennale sembrano svelare tre visioni quasi crudeli e animalesche.
Qui prevale una superficie mutabile e incerta, dove l'andamento
della materia sul supporto dipende da inquietudini e desideri di
denuncia. Guadare la terra dal cielo significa considerare la realtà
dall'alto verso il basso, partendo dall'adozione di "strategie
della pulsione", che sappiano procedere dall'animo e dallo
spirito discendendo all'interno delle superfici terrose, del pigmento
che gronda, della griglia metallica che simbolicamente tutto controlla
e tutto regge".
La creatività di Philippe Pastor, tra pittura monumentale
e scultura in legno, prospera in una molteplice varietà di
prospettive sotterranee che va oltre gli aspetti fuggevoli della
società d'oggi: si apre ad una riflessione sulle questioni
della collettività e dell'ambiente, tenendo ben presente
il rapporto endogeno con la natura, insieme all'interpretazione
simbolica delle cose.
Philippe Pastor ha esposto in numerosi spazi pubblici e privati
di prestigio internazionale quali la Modern Art Gallery di Miami
(2003) e la sede delle Nazioni Unite di New York (2008).
L'artista, che nel 2007 ha partecipato alla 52. Biennale di Venezia,
è presentato in più di dieci gallerie in tutto il
mondo.
La mostra è organizzata con l'apporto del Console Onorario
del Principato di Monaco Signora Anna Licia Balzan che da anni opera
con successo nel campo della promozione dell'arte e della cultura.
L'esposizione è accompagnata da un esaustivo catalogo
in inglese, francese e italiano edito da Christian Maretti Editore
con testi di Giacomo Zaza.

Philippe
Pastor, La lente agonie de l'ours polaire - Pole Nord, 2008,
tecnica mista su legno, cm 460x310
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