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MILANO
Palazzo Reale, Sala delle Cariatidi ingresso scalinata da Piazzetta
Reale
17 giugno - 17 settembre 1997
Presso
la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, il Comune di Milano -
Cultura e Spettacolo in collaborazione con la Fondazione Mudima
e la Fondazione Antonio Mazzotta, offre al pubblico un'ampia retrospettiva
di Piero Manzoni costituita da circa 110 opere e un centinaio di
documenti: dalle tele figurative dei primi anni Cinquanta agli ultimi
esiti concettuali delle merde d'artista del 1961. La mostra documenta
l'intero percorso artistico di Piero Manzoni, dalla prima fase giovanile
delle tele figurative (Veduta di Savona), alle composizioni a olio
realizzate tra la fine del 1955 e gli inizi del 1956, in cui sono
raffigurate immagini antropomorfe, dove la materia delle figure
si fa sempre più vacua e appartata, alle opere realizzate
con catrame su tela, fino ai primi achromes del 1957, tele bianche
grinzate in orizzontale. Presto scompaiono però anche queste
pieghe orizzontali a rilievo.
Come afferma Manzoni: "non si tratta di dipingere blu nel blu
o bianco su bianco: esattamente il contrario, la questione per me
è dare una superficie integralmente bianca (anzi integralmente
incolore, neutra) al di fuori di ogni fenomeno pittorico, di ogni
intervento estraneo al valore di superficie,(...) una superficie
bianca
che è una superficie bianca e basta."
In
mostra sono esposti gli achromes in tela imbevuta di caolino, in
catone idrofilo e in polistirolo, con rotolini di ovatta e quadrati
di tela cucita, quelli trattati con cloruro di cobalto e quelli
con lana di vetro, paglia, plastica, pelliccia e sassi e i "pacchetti"
realizzati con carta, spago e ceralacca. Vengono inoltre presentati
i Corpi d'aria (sculture pneumatiche), riducibili ed estensibili,
presentati per la prima volta nel 1959; in questo modo si poteva
acquistare, oltre all'involucro e alla base, anche il fiato stesso
dell'artista, da conservare nell'apposito contenitore. E' stata
inoltre realizzata per la mostra la Scultura nello Spazio, da un
progetto di Piero Manzoni del 1960, che prevede una sfera bianca
di circa 2 metri di diametro tenuta sospesa in aria. Si possono
anche ammirare in mostra le Linee di varia lunghezza, chiuse in
scatole sigillate, la cui invenzione risale al 1959. Lo spazio viene
dato come immagine mentale: Manzoni inverte il processo immaginativo
che passa dall'occhio alla mente, in questo caso infatti è
il cervello che suggerisce l'immagine all'occhio.
Sono inoltre esposte alcune Impronte di dita su carta, risalenti
al 1960 ed alcune Ricevute d'autenticità, ovvero fogli rilasciati
da Manzoni alle persane che si lasciavano da lui firmare, divenendo
cosi "sculture viventi". Con queste ultime opere il pubblico
venne chiamato ad essere nuovo comprimario dell'azione artistica
e ad assumere un ruolo attivo di collaborazione creativa. Le persone
firmate e gli oggetti appoggiati sopra le "basi magiche"
stanno ad indicare che qualunque cosa può diventare un'opera
d'arte, perché l'unica forma d'arte siamo noi stessi e la
nostra vita. Nella sala di Palazzo Reale, in cui sono esposte le
ricevute d'autenticità che venivano raccolte in un porta
assegni nero, i visitatori troveranno anche una base magica, che
trasforma oggetti e persone in opere d'arte.
Nel 1960 Manzoni consacrò all'arte, imponendovi la propria
impronta digitale, delle uova sode che il pubblico ingerì
durante l'esposizione, durata in tutto 70 minuti. Nell'intenzione
dell'artista dovevano essere inghiottite e penetrare dentro lo spettatore,
creando un vero e proprio evento tra provocazione e magia. Alcune
Uova sono oggi esposte al pubblico.
Il percorso artistico di Piero Manzoni si conclude in mostra con
le scatolette di Merda d'artista del 1961, vendute al grammo al
prezzo di quotazione dell'oro. L'azione è, in questo caso,
tutta rivolta all'affermazione dell'esistenza nelle sue coordinate
biologiche - la corporeità, la misurabilità, la quantificazione
-. In questo modo l'artista attribuisce un valore economico ai prodotti
corporei, dimostrando come ogni idea scaturisca dal corpo e identificando
ulteriormente l'arte con se stesso.
Come
omaggio a Piero Manzoni sarà esposta nella Piazzetta Reale
una copia della "Base del Mondo", un parallelepipedo di
ferro realizzato da Manzoni nel 1961 per un parco di Herning in
Danimarca, che presenta rovesciata la scritta "Socle du Monde...",
che può in tal modo essere letta capovolta.
La mostra si arricchisce di 100 documenti comprendenti lettere e
testi critici originali dattiloscritti dall'artista e corretti a
mano.
Questa
mostra intende testimoniare l'inesausta capacità inventiva
di Manzoni, espressa negli stessi scritti dell'artista : "intendiamo
dunque l'arte come scoperta (inventio) in continuo divenire storico
di zone autentiche e vergini. Il nostro mondo è un alfabeto
di immagini prime. Il quadro è la nostra idea di libertà;
è in questo spazio che noi andiamo alla scoperta, all'invenzione
delle immagini; immagini vergini e giustificate solo da se stesse,
la cui validità è determinata solo dalla quantità
di gioia di vita che contengono".

Piero
Manzoni, Linee, 1960, inchiostro
su carta in un cilindro di legno,
altezza cm 20 circa - diametro cm 5 circa
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