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ROMA
Galleria L'Archimede
25 ottobre - 24 novembre
2007




Giovedì
25 ottobre si inaugura la mostra Roberto Mangú. Permanenza
alla Galleria L'Archimede di Roma, con una cinquantina di opere
degli ultimi tre anni, fra cui un corposo nucleo di inediti.
I lavori sia di grande che piccolo formato realizzati a olio o inchiostro,
appartengono a quattro cicli recenti: "Le case",
"Eva", "I cammini", "Mintak" che illustrano
la dimensione magica tipica della produzione pittorica di Roberto
Mangú. Ai cicli si affiancano opere che mettono a confronto
l'ideologia spirituale occidentale e quella orientale, rappresentanti
religiosi quali Papa Benedetto XVI e Giovanni Paolo II accanto a
Bin Laden. Artista sin dall'età di quattordici anni, Mangú
si distingue per il temperamento eccessivo e ribelle che lo porta
a vivere una vita all'insegna del nomadismo, divisa tra Italia,
Spagna e Francia.
Il suo spirito selvaggio e "gitano", come lo ha definito
Philippe Daverio, si riflette nel tratto fugace e nei colori accesi
e violenti delle sue opere. Scrive Daverio nell'introduzione in
catalogo: "tu per me rappresenti una Spagna pittorica che non
ha nulla a che vedere con i libri di storia dell'arte e ancor meno
con i musei di Madrid. Ciò che mi ha colpito, la prima volta
che ho visto i tuoi quadri, è lo spirito feroce, ribelle
e indomabile che li animava. Ciò che mi ha convinto della
loro autenticità, era quanto essi corrispondessero al tuo
aspetto medesimo. Tu non hai ricominciato a dipingere. Tu hai sempre
dipinto. E persisti nel dipingere a modo tuo, con tanto vigore.
La tua visione fisica e corporale, la tua visione metafisica, è
come le tue radici lontane nelle vie di Parigi, quelle dei gitani".
A tale proposito, ricordiamo i lavori del ciclo Le case,
tutti di piccolo formato che, oltre ad essere indicativi della passione
dell'artista per l'architettura, propongono forme della protezione
e della sensualità femminile. "Il messaggio di questi
piccoli quadri - dichiara Mangú - è molto importante:
le case rappresentano l'interno, l'intimità in contrapposizione
all'esterno ed è questo che crea l'equilibrio".
Ugualmente ispirate alla figura della donna i dipinti del ciclo
Eva, immagine dell'eternità, fortemente attuale, nella
sua rappresentazione velata.
Dominique Stella, parlando della mostra, commenta: "nell'arte
di Roberto Mangú esiste una continuità tra passato
e presente: egli rinnega l'idea del progresso inteso come azzeramento
del passato e sviluppa un concetto di tempo legato alla globalità
in cui il passato raggiunge la contemporaneità. Questa forma
di presente atemporale si manifesta nella figura di Mintak,
anima mitica della pittura, che favorisce il passaggio dall'eternità
all'oggi, come immagine simbolica della forza vitale". Emblematico
dell'universo immaginifico di Mangú è infatti il ciclo
Mintak che ritrae una figura mitologica da lui stesso creata nel
1997: "per me, la nascita di Mintak corrisponde al mio dialogo
con lo spirito della pittura, che ha una vita autonoma, si muove
e si manifesta nel tempo".
I cammini si rifanno alla natura vagabonda dell'artista che
per dieci anni ha percorso le vie del mondo, dall'Iran alla Turchia,
dalla Grecia alla Francia, fino a percorre nel 2006 i mille chilometri
del Cammino di San Giacomo di Compostela, intenso momento di riflessione
che contribuisce, ancora oggi, a nutrire la sua arte.
In occasione della mostra viene pubblicato un catalogo edito
da Shin Factory, con introduzione di Philippe Daverio, testi
di Gwen Garnier-Duguy, Alain Santacreu e una vivace intervista di
Dominique Stella all'artista.
Cenni biografici
Pittore europeo ispanico, il cui territorio di residenza si estende
tra Italia, Spagna e Francia.
Nato nel 1948, a Parigi, in una famiglia dalle profonde radici mediterranee,
Roberto Mangú è attratto dalla pittura fin da giovanissimo
e realizza le prime tele a soli quattordici anni. Il temperamento
eccessivo e ribelle lo porta a una vita avventurosa, che poco si
adatta alle regole e alle tradizioni cui una famiglia rigorosa come
la sua avrebbe voluto sottoporlo.
Conquistata presto la propria indipendenza, inizia a viaggiare.
Apprende i primi rudimenti della scultura, dal 1963 al 1966, presso
l'atelier di Mario Luisetti e si iscrive all'Accademia delle Belle
Arti di Parigi, nella sezione di architettura.
Consegue la laurea nel 1976 e realizza alcune opere architettoniche.
Si tratta di un breve periodo: per lui contano la pittura e una
vita da " brillante " vagabondo che, per dieci anni, lo
porteranno a percorrere le vie del mondo. L'Iran, la Turchia, la
Grecia, la Spagna, la Francia, l'Italia sono i suoi territori di
predilezione e di cultura.
Dal 1981 al 1985 dipinge tele monumentali che saranno esposte alla
Galleria Georges Lavrov e pubblicate a New York sulla rivista Art
Forum. La sua ispirazione lega i quadri di quel periodo alle antiche
leggende mediterranee nelle quali l'uomo risale alle proprie origini
mitiche, anzi mitologiche, che gli accordano un'immagine quasi divina.
Georges Lavrov presenterà queste opere al Contemporary Art
Fair di Londra e alla Fiera Internazionale di Basilea in Svizzera.
Nel 1985 Mangú realizza la Villa " S ", vicino
a Parigi, che viene notata e selezionata per una mostra all'Institut
Français d'Architecture : " Maisons particulières,
dix exemples choisis : l'Architecture d'un peintre ". Lo stesso
anno partecipa al Salone di Montrouge, all'Art Fair di Londra e
al Salon de Mai di Parigi.
Dal 1987 al 1995 si trasferisce a Milano. Nel 1995 va in Spagna,
a Siviglia e poi a Madrid, dove trova l'ispirazione della propria
cultura e stabilisce un colloquio tra la pittura e se stesso, dal
quale nasce la figura di Mintak .
Mangú partecipa a numerose mostre di prestigio, tra cui l'esposizione
alla galleria Georges Fall di Parigi nel 1998, al Palazzo delle
Stelline a Milano nel 2001, alla mostra "De leur temps , collections
privées françaises, ADIAF", al Museo des Beaux
Arts di Tourcoing nel 2004 e alla Fiera Art Paris al Carroussel
du Louvre nel 2004 e 2005.
Dopo un periodo trascorso nel sud della Francia tra il 2001 e il
2004, dal 2005 risiede in Belgio. Nel 2006 l'artista ricerca il
cammino della luce interiore e percorre i mille chilometri del Cammino
di San Giacomo di Compostela.
Informazioni
al pubblico Galleria L'Archimede -Via del Vantaggio, 23/A, 25-28,
Roma, Tel. 06.32609340 - Fax 06.32609438
info@larchimede.com - www.larchimede.com

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