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BIELLA
- Museo del Territorio, Chiostro
di San Sebastiano
Via Quintino Sella
- Fabbrica Pria
Periferia di Biella
- Fabbrica della Ruota
Pray Biellese


24 luglio - 11 settembre 2005




Un viaggio
sul filo sottile e resistentissimo della lana, che ha inizio da
antichi reperti archeologici per arrivare all'arte contemporanea,
attraverso l'arte antica e moderna, costituisce la prima mostra
mai realizzata dedicata interamente alla lana e alla cultura ad
essa legata.
E' questo il percorso della mostra Sul Filo della Lana, aperta fino
al 11 settembre 2005 in tre grandi sedi a Biella: il Museo del Territorio
e le dismesse Fabbrica Pria e Fabbrica della Ruota.
L'imponente
rassegna, curata da Philippe Daverio, si avvale di un Comitato scientifico
di straordinario livello di cui fanno parte Antonio Paolucci, Claudio
Strinati, Nicola Spinosa sovrintendenti rispettivamente di Firenze,
Roma e Napoli.
Questo grande evento artistico, fortemente voluto dal sindaco di
Biella Vittorio Barazzotto e dal presidente della Fondazione Museo
del Territorio Biellese, Luciano Donatelli, è stato realizzato
con il contributo della Regione Piemonte e della Fondazione Biella
The Art of Excellence, e il sostegno della Provincia di Biella.
Il
percorso espositivo comprende oltre 200 opere in gran parte provenienti
da importanti musei nazionali e internazionali e copre un arco di
tempo che dal periodo preistorico giunge fino al presente. L'accento
è posto sul ruolo ispiratore che questo versatile materiale
ha esercitato nei confronti di artisti eccellenti nella storia.
Molte le sorprese per il visitatore: dai frammenti di terracotta
risalenti a 25.000 anni fa che recano l'impronta di un coevo tessuto
di lana - esposti in anteprima mondiale come più antica testimonianza
dell'esistenza di questo materiale- al Pollaiolo, al Tintoretto,
al celebre gomitolo di Andy Warhol, al feltro di Joseph Beuys, alle
opere create appositamente per la mostra come le suggestive videoinstallazioni
di Studio Azzurro.
Numerosi i temi affrontati: reperti archeologici, libri antichi,
costumi, arredi, oggetti, strumenti storici, opere di pittura e
scultura, fotografie, creazioni multimediali, scenografie, installazioni.
Una mostra importante che contiene millenni di storia esposti senza
una divisione in epoche, ma inclusi idealmente nel tempo presente.
Commenta il curatore Philippe Daverio: "la contemporaneità
è come un armadio nel quale è raccolto tutto ciò
che gli uomini e le civiltà che ci hanno preceduto hanno
prodotto e le cui tracce sono giunte sino a noi. Contiene oggetti
e idee che rileggiamo con il filtro del nostro tempo, a cui possiamo
attingere per tessere trame nuove, idee nuove, che raccontano del
passato e di noi stessi".
Il percorso nasce da tre linee di pensiero principali che si intersecano
fra loro: il Mito, la Fantasia, la Fabbrica.
Museo
del Territorio (Chiostro di San Sebastiano) - Biella
Nella sede del Museo del Territorio ubicato nel cinquecentesco Chiostro
di San Sebastiano, le opere esposte indagano la cultura della lana,
dai reperti archeologici all'arte contemporanea, attraverso l'esposizione
di sculture e dipinti di pregio, oltre ad antichissimi oggetti di
grande valore storico.
Il visitatore è accolto da opere lontane fra loro per epoca,
ma vicine concettualmente: dalla celebre scultura marmorea della
Collezione Medici che rappresenta la famosa Arianna, ai montoni
dorati creati del Cracking Art
Group. Al piano superiore sono accostate opere di secoli differenti
che si sono ispirate alla storia mitica dellafanciulla che fa ritrovare
la strada a Teseo nel labirinto del Minotauro nel palazzo di Cnosso:
dalla figura di Giorgio De Chirico al filo rosso di lana nelle immagini
di Teseo su un vaso attico, o trattenuto nelle mani di una Madonna
russa del XIX secolo. Nelle opere di Luca Giordano, Odillon Redon
e Tintoretto incontriamo invece leggende che raccontano legami esistenti
fra lana, storia, mito e costume. Le leggende del Vello d'Oro e
del Toson d'Oro compaiono rispettivamente nei disegni di Thiry Leonard
provenienti dal Museo di Leida, e nel ritratto di Filippo III il
Buono eseguito da Roger van der Weyden.
Il tema della filatura è presente in numerosi artisti di
epoche diverse, fra cui Andrea del Sarto, Pietro Longhi, Mario Sironi,
Massimo Campigli.
L'aspetto archeologico e paleontologico, curato con Lanfredo Castelletti,
direttore del Museo di Como, regala al pubblico antichissimi reperti,
come i gambali di lana risalenti all'età del ferro, e straordinari
capolavori come l'ariete in bronzo della prima metà del III
sec. a.C., donato da Vittorio Emanuele II al Museo Archeologico
di Palermo, superstite di una coppia di età ellenistica,
situata nel medioevo ai lati del portale del Castello Maniace a
Siracusa. L'ariete è idealmente preannunciato dalle pecore
raffigurate nel dipinto di Segantini, accanto al quale si trovano
le opere del Brueghel con scene di tosatura.
Importanti manoscritti antichi costituiscono l'aspetto documentario
della sezione: il codice G301 della Biblioteca Ambrosiana di Milano
mostra attraverso splendide pagine miniate il lavoro dei frati lanaioli.
Il visitatore può immergersi nel mondo affascinante del costume
attraverso i documenti e gli oggetti scelti da Franca Sozzani. Proprio
dalle collezioni di Vogue provengono molte fotografie, alcune delle
quali inedite, disposte in una vera e propria galleria fotografica.
Suscitano interesse i costumi, dal prezioso abito Barège
del 1844 realizzato in lana tanto sottile da eguagliare la seta,
al guardaroba "improbabile" con il cappotto di Gorbaciov,
il poncho di Garibaldi, i ponchos andini, i Tartan scozzesi e i
maglioni di Aran con colori e trame che costituiscono un autoctono
linguaggio.
Numerosi i manufatti provenienti da tutto il mondo, fra cui un pregiato
arazzo del XVI secolo e tappeti orientali con disegni straordinari:
dal raro Ushak anatolico del XVI secolo - di cui si trova un esemplare
molto simile in un dipinto del primo '600 attribuito a Marcus Gheeraerts-
al tappeto cinese del XVII secolo a forma di pelle di tigre, fino
al tappeto afgano della "guerra russo-afgana" del 1980,
unico al mondo per formato e tecnica. Nella storia la lana è
utilizzata anche per creare abitazioni, così nell'area curata
da Davide Domenici dell'Università di Bologna e da Luca Emilio
Brancati troviamo un'antica casa libica e una tenda berbera.
Fabbrica
Pria - periferia di Biella
Come la lana suscita la creatività nell'arte contemporanea:
dipinti, fotografie, installazioni, video. Il percorso multisensoriale
consente di partecipare a tutto tondo attraverso la vista, l'udito,
il tatto, l'olfatto. L'installazione dello scenografo Gianmaurizio
Fercioni permette di toccare enormi gomitoli di lana e percepirne
l'odore acquisito dopo il bagno nella tintura, e introduce idealmente
alla videoinstallazione di Fabrizio Plessi che sottolinea il ruolo
dell'acqua nella tintura della lana. L'area dismessa che ospita
questa sezione torna a vivere, quasi fosse ancora in uso: la vita
della fabbrica rinasce grazie alla videoinstallazione del celebre
Studio Azzurro, che con immagini virtuali, suoni e voci coinvolge
lo spettatore trasportandolo nell'atmosfera della manifattura laniera,
suggerita dalle straordinarie immagini in movimento che ricompongono
questo ambiente a cui non siamo avvezzi, ma che ha goduto di grande
fortuna come testimoniano anche alcuni suggestivi scatti di archeologia
industriale di Gabriele Basilico.
Curata da Dominique Stella e Umberto Zampini, questa sezione presenta
opere ispirate alla lana create da grandi nomi come, Beuys, Boetti,
Lalanne, Man Ray, che rendono quanto mai contemporaneo questo antichissimo
materiale.
La lana è soggetto ispiratore e materiale con cui interagire,
per molti artisti di spicco del panorama dell'arte contemporanea,
che dunque hanno realizzato opere appositamente per la mostra: come
Marcello Jori, Luigi Serafini con le quattro sculture che compongono
"Famiglia Gomitaly" e il Cracking Art Group che offre
al pubblico una grande installazione composta da sessanta pinguini
in plastica blu, dotati di sciarpe di lana rossa, sospesi su un
fittizio ponte sul torrente che lambisce la fabbrica. E' inoltre
presente Braco Dimitrijevic con una installazione incentrata su
una galleria fotografica di ritratti celebri, tra cui Samuel Beckett,
Amedeo Modigliani, Kazimir Malevic, e Jannis Kounellis con la "Grata
lana e capelli".
Fabbrica
della Ruota - Pray Biellese
All'interno dell'ex Fabbrica, Studio Azzurro ha ricreato l'atmosfera
di quando si lavorava la lana grezza, trasformata poi in tessuto
attraverso il lavoro degli uomini e il contributo dell'energia generata
dalla forza dell'acqua che muoveva la grande ruota. Le videoinstallazioni
fanno idealmente muovere i macchinari tessili, raccontano storie
attraverso le voci degli uomini e delle donne che, dalla nascita
della borghesia imprenditoriale alle lotte operaie, contribuivano
all'incremento dell'industria tessile.
L'ex lanificio del XIX secolo, splendido esempio di archeologia
industriale, recuperato e divenuto museo, nonché sede di
un centro di documentazione dell'industria tessile è situato
a circa trenta chilometri da Biella. L'esposizione in questa sede
è stata curata da Giovanni Vachino, presidente del Centro
di documentazione di Biella.
La
rassegna è accompagnata da un catalogo edito da Skira, a
cura di Philippe Daverio, con testi di Philippe Daverio, Claudio
Strinati, Benedetta Barzini, Lucia Portoghesi, Nicola Spinosa, Alessandro
Greggio, Elena Agudio, Alessandro Giovanardi, Antonio Paolucci,
Umberto Zampini, Luca Emilio Brancati, Laura Laurencich Minelli,
Davide Domenici, Lanfredo Castelletti, Filippo Maria Gambari, Giovanni
Vachino, Marco Neiretti, Marco Trisciuoglio, Studio Azzurro.
L'allestimento
al Museo del Territorio è stato realizzato con materiali
naturali, dallo Studio Cerri & Associati.
Le tre sedi sono collegate fra loro da un apposito servizio di trenta
auto ecologiche FIAT decorate con il montone dorato, simbolo della
mostra.
La mostra è stata realizzata grazie al contributo di numerosi
sponsor fra cui:
Fiat auto, Fondazione Ermenegildo Zegna, Fondazione Cassa di Risparmio
di Biella, Compagnia di San Paolo, The Art of Excellence, Vogue
Italia.

Insegna
dell'arte della Lana, fine XIV - inizio XV secolo,
marmo, collezione privata
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