INCISIONE CONTEMPORANEA: MILANO SAN PAOLO


MILANO
Galleria Venti Correnti
Via Cesare Correnti, 20
19 gennaio - 26 febbraio 2000

La mostra Incisione Contemporanea: Milano San Paolo è inserita nel progetto di interscambio culturale tra Italia e Brasile che ha esordito nel 1999 con la prima esposizione, di questa stessa rassegna, presso il Centro Culturale San Paolo in Brasile e nella cede del MUNA Museo Universitario dell'arte nella città di Uberlandia.
II progetto nasce dall'impegno di un gruppo di dodici giovani artisti formato da sei italiani e da sei brasiliani che esprimendosi in forma grafica danno vita alla propria visione artistica con tecniche tradizionali trattate in modo sperimentale.
L'esposizione presenta incisioni in bianco e nero e policrome di varie dimensioni, fino a m 2,35 x 2,35, che si alternano a diverse installazioni di grafica. La mostra deve il suo sviluppo al persistente lavoro di questi artisti animati dal desiderio di ampliare le prospettive e di promuovere nuovi temi di riflessione sulle innumerevoli
proposte suscitate oggi dall'incisione.
II gruppo è formato da sei artisti italiani: Cristian Boffelli, Paolo Curti, Francesca Gagliardi, Daniela Lorenzi, Valeria Manzi, Massimo Petringa, e da sei brasiliani: Renata Basile, Maria Leonor Décourt, Helena Freddi, Francisco José Maringelli, Salete Mulin, Moa Simplicio. La qualità dei lavori in esposizione e l'articolazione nello spazio fanno interagire il pubblico dimostrando come una tecnica antica quale l'incisione possa essere estremamente attuale e contemporanea.
In mostra si possono ammirare xilografie e opere calcografiche di tecnica mista quali acquaforte, acquatinta, ceramolle fino alla sperimentazione con il collage e il carborundum. Sono esposti fogli ad acquaforte meticolosamente lavorati con una raffinata tecnica vicina alla tradizione di Massimo Petringa, all'apparente tradizionalità di Paolo Curti e installazioni più articolate dove l'immagine perde la connotazione tradizionale liberandoci nello spazio. Francesca Gagliardi con la sua edizione dentro l'armadio conferma come sia possibile concentrare un'opera composta da sei paia di scarpe e da quattro maglioni incisi in un involucro che da installazione diventa un volume da inserire in libreria. Cristian Boffelli riempie le pareti di appunti assemblati fino a formare un'opera di grande dimensione, mentre un'installazione a forma di cubo rappresenta il prototipo di un futuro progetto composto da sedici cubi che creano una parete in cui il pubblico può interagire, modificando le posizioni delle immagini e dei cubi stessi.
Studi che uniscono la fotografia al gesto estemporaneo, realizzati da Daniela Lorenzi, ci accostano al segno vorticoso a punta secca di Valeria Manzi, che si muove sulla carta lasciando tracce di storie quotidiane. La xilografia è presente in mostra nelle opere del brasiliano Francisco José Maringeili, mentre nei lavori di Renata Bacile di San Paolo ci percepisce l'atteggiamento costruttivista proprio del suo paese d'origine. L'installazione composta da due grandi fogli di Helena Freddi è posizionata volontariamente sul pavimento per confermare l'intenzione di forare il volume architettonico interagendo con lo spazio esterno. In contrapposizione si possono ammirare le opere di piccolissime dimensioni di Moa Simplicio dove lo spazio è volontariamente racchiuso. La pennellata in acquatinta graficamente pulita di Maria Lenor Décourt si contrappone alla tecnica di Salete Mulin che ferma e trasforma sulla carta I'ossidatura naturale di una lastra di ferro.