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MILANO
Museo di Milano - Palazzo Morando
Via
Sant'Andrea, 6
7 Novembre- 21 Dicembre 1997
Le
Raccolte Storiche del Settore Cultura e Musei del Comune di Milano
organizzano nel Museo di Milano a Palazzo Morando e in collaborazione
con la galleria d'arte La Bottega di San Luca di Torino, la mostra
Hayez privato - Arte e passioni nella Milano romantica.
II "salottino dorato" e la "sala detta da pranzo"
dell'appartamento Morando Attendolo Bolognini, quest'ultima appena
restaurata e aperta per la prima volta al pubblico, ospitano l'esposizione
costituita da 34 opere di cui 19 disegni erotici e altre importanti
opere a olio su tela e tavola di Francesco Hayez, provenienti da
collezioni private e da musei italiani.
L'inattesa
ricomparsa di un pregevole dipinto dell'Ottocento, una tavola di
Hayez rappresentante un Angelo annunciante, tema sacro insolito
per l'artista, è divenuta lo spunto per una mostra che affronta
uno degli aspetti meno indagati, forse perché insospettati,
dell'arte e della vita della Milano romantica. Il dipinto dai vivaci
toni smaltati del blu lapislazzuli e dell'oro, presenta tuttavia
un aspetto inquietante, derivante dal carattere androgino dell'angelo:
un tenero volto femminile impiantato su un collo forte e due robuste
spalle maschili. Un passo delle Memorie dell'artista rivela che
fu in realtà una giovane milanese, Carolina Zucchi, a prestargli
le sue sembianze, così come aveva fatto per tanti altri quadri
eseguiti da Hayez tra il 1820 e il 1830. Di lei è presente
un Ritratto, ancora conservato presso i suoi discendenti accanto
ad uno straordinario Autoritratto di Hayez con cui formava un dittico,
anch'esso in mostra.
Certamente
un omaggio alla modella prediletta, che i contemporanei chiamavano
la "Fornarin dell'Hayez" alludendo a un rapporto che andava
ben al di là di quello tra artista e musa ispiratrice. A
quali confini arrivasse il loro legame è dimostrato inequivocabilmente
da un'altra testimonianza lasciata da Hayez alla Zucchi, e anch'essa
rimasta agli eredi, una serie di 19 disegni che ritraggono i due
amanti, svelando senza pudori la natura appassionata della loro
relazione. Si tratta di un insieme eccezionale che può rientrare
per l'audacia e la qualità delle immagini nella miglior tradizione
dell'erotismo in arte: quella di Giulio Romano, Füssli e Picasso.
Questa parte della mostra è accessibile solo a un pubblico
adulto.
Le
opere in mostra offrono uno straordinario spaccato della vita e
della società milanese dell'epoca della Restaurazione, in
cui la capitale lombarda appariva sia a Stendhal sia a Leopardi
come la città più interessante d'Europa, non solo
per la qualità delle occasioni culturali - nei salotti degli
Zucchi e della Maffei si incontravano Cattaneo, Verdi, Rossini,
Bellini, Donizetti -, ma anche per la libera spregiudicatezza di
un modo di vivere che si riscopre molto diverso rispetto ai consueti
stereotipi sul secolo vittoriano, anche grazie a queste testimonianze.
L'esposizione è inoltre l'occasione per presentare il restauro
avvenuto della ''sala detta da pranzo", che resterà
aperta anche al termine della mostra. Tale intervento di riordino
decorativo all'interno dell'architettura originaria, del tutto simile
a quello già portato a termine per la sala dell'Olimpo e
la sala d'Ercole in occasione della mostra "Due capolavori
di Bernardo Bellotto a Milano - i grandi veneziani nelle Civiche
raccolte", consente di restituire alla città nella sua
interezza una delle più belle dimore nobiliari milanesi.
Francesco Hayez, Autoritratto, 1822,
olio su tavola, cm 39,5x35,5
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