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Ponteranica (Bergamo)
BOPO BOCCIODROMO
20
giugno - 26 luglio 2009
La mostra Francisco Goya. Tauromachie e altre battaglie porta
alla scoperta di una delle serie di incisioni più belle che
Goya abbia creato: i fogli della Tauromachia, eseguiti tra
il 1814 e il 1816, tra drammatici chiaroscuri e sorprendenti invenzioni
scenografiche raccontano l'infinita lotta tra tori e toreri che,
per l'artista spagnolo, diventa una grande allegoria delle vicende
umane.
In questa serie, che rappresenta il nucleo principale della mostra,
Goya dimostra tutta la sua sensibilità e abilità tecnica,
esplorando le infinite possibilità dell'incisione.
Insieme alle tauromachie, che costituiscono il nucleo principale
dell'esposizione, vengono presentate altre opere di Goya, tutte
acqueforti originali, che ruotano attorno al tema della battaglia,
intesa in senso sia metaforico che reale: meritano di essere ricordate
le tragiche e sanguinarie composizioni dei Disastri della guerra,
le grandi tavole dei Proverbi e la famosa serie dei Capricci
fra cui spicca Il sonno della ragione genera mostri, una delle acqueforti
più celebri dell'artista.
In
mostra dunque uno straordinario corpus grafico in cui si ammirano
importanti opere dei Capricci, prima importante serie di incisioni
di Goya, pubblicata per la prima volta nel 1799, che raffigura immagini
visionarie, incubi e allucinazioni, metafore di un mondo marcio
e perduto, in cui l'abiezione umana sembra non avere limite.
Di grande pregio le opere appartenenti ai Disastri della guerra,
forse il più sconvolgente tra i documenti artistici sulla
ferocia dell'uomo. Nella serie, pubblicata per la prima volta postuma
nel 1863, Goya racconta quanto ha visto e vissuto durante l'occupazione
delle truppe napoleoniche in Spagna: esecuzioni sommarie, saccheggi,
stupri e violenze di ogni tipo perpetrati da un esercito straniero
contro la popolazione civile. Si tratta di una delle più
dure e forti condanne alla guerra realizzate da un artista attraverso
la sua opera. Molto significativa in questo senso Non si può
sapere perché visibile in mostra.
Della serie dei Proverbi, composta da 22 incisioni rimaste incompiute
alla morte dell'artista e stampate postume, spicca tra le altre
Pioggia di Tori. In queste acqueforti la tecnica raffinatissima
è paragonabile a quella della Tauromachia, mentre per quanto
concerne i soggetti questi fogli costituiscono l'ideale prosecuzione
dei Capricci.
La
mostra, promossa dal Comune di Ponteranica, è accompagnata
dalla proiezione di due cortometraggi d'arte sulle opere
di Goya del noto regista, sceneggiatore e produttore Luciano
Emmer (Milano 1918), con musiche eseguite da Andrés
Segovia, dal titolo Goya. I disastri della guerra che narra il martirio
del popolo spagnolo durante l'invasione napoleonica e La
festa di Sant'Isidoro che rievoca il clima in Spagna nel XVIII secolo.
Sede
scelta per l'allestimento è il BOPO - Bocciodromo di Ponteranica
(Bergamo), uno spazio culturalmente vivace, dove si alternano mostre,
concerti e presentazioni.
Il catalogo è prodotto da Lubrina Editore e
contiene un DVD, prodotto da Lab 80, che propone
il documentario di Luciano Emmer.
La mostra è realizzata con il sostegno delle aziende che
hanno aderito al progetto PonteranicARTE, promosso dal Comune di
Ponteranica.
Cenni
biografici
Francisco Goya y Lucientes (1746-1828)
A Madrid, il 1770 è un anno cruciale per la storia dell'arte:
le sette tele dipinte da Giambattista Tiepolo per la chiesa di San
Pasquale Baylon di Aranjuez, subito dopo la morte del maestro veneziano
vengono sostituite con quelle di Anton Raphael Mengs, principale
esponente della nuova pittura neoclassica. In questo momento di
cambiamenti epocali si collocano gli esordi di Goya, che non aderirà
mai a nessuna moda e sarà sempre troppo avanti rispetto ai
suoi tempi, sebbene riesca a rappresentarli meglio di chiunque altro.
Nel 1774, proprio grazie a Mengs, gli vengono commissionati oltre
sessanta cartoni per l'Arazzeria Reale, dipinti nell'arco di diciotto
anni, in cui però si mostra più interessato alla vivace
freschezza del Tiepolo che ai modi del suo benefattore. Nel 1789
la sua carriera è già all'apice: viene nominato "Pintor
de camera del Rey e si afferma come impareggiabile ritrattista (La
famiglia di Carlo IV, 1800). Alla fine del 1792, Goya attraversa
un momento di grave crisi in seguito a una malattia che lo lascia
inguaribilmente sordo.
Dalla fine degli anni Settanta inizia a dedicarsi all'incisione,
eseguendo copie dai dipinti di Velázquez e, nel 1799, pubblica
la sconvolgente serie dei Capricci, serie di ottanta scene di incisiva
satira sociale, suo primo capolavoro nella nuova tecnica dell'acquaforte
e acquatinta.
Al periodo in cui la Spagna venne invasa dalle truppe napoleoniche
risalgono alcuni straordinari capolavori, quali la Fucilazione del
3 maggio 1808 e la serie di acqueforti intitolata i Disastri della
guerra. Nel 1815 l'artista realizza la sua terza serie di incisioni
ad acquaforte, la Tauromachia dedicato allo spettacolo nazionale
spagnolo.
La pausa di serenità goduta dall'artista alla fine della
guerra finisce quando Ferdinando VII avvia un regime di persecuzione
contro chi coltiva ideali liberali. In questo rinnovato clima di
violenza Goya inizia la sua quarta e ultima serie di incisioni,
i Proverbi.
Dopo la restaurazione cade in disgrazia perché sospettato
di essere antimonarchico, di conseguenza si ritira a lavorare in
solitudine. Le sue angosce, le inquietudini e i tormenti interiori
prendono forma nelle cosiddette "pitture nere", allucinanti
e tragiche visioni dipinte sulle pareti della sua dimora, la "Quinta
de sordo".
Nel 1824, perdurando il clima di politica reazionaria e persecutoria,
parte per l'esilio volontario in Francia. A Bordeaux, malgrado l'età
avanzata, Goya realizza nella nuova tecnica della litografia la
splendida serie dei Tori di Bordeaux. La sua attività si
interrompe con la morte all'età di ottantadue anni.
Informazioni
al Pubblico Biblioteca di Ponteranica
Tel. 035.577302 - biblioteca@comune.ponteranica.bg.it

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