|

SONDRIO
- Galleria Credito Valtellinese
- Museo Valtellinese di Storia e Arte


20 gennaio - 22 aprile 2005
C'è
un capitolo tutto lombardo della biografia e dell'opera di
Giacometti, rimasto spesso in ombra, che si dipana fra Parigi,
la Bregaglia, Chiavenna e Milano, e che riguarda i suoi importanti
legami di amicizia con diverse personalità, fra cui lo scultore
valtellinese Mario Negri, lo scrittore Giorgio Soavi, i critici
d'arte Lamberto Vitali, Luigi Carluccio, Franco Russoli, Alberto
Martini e Gian Alberto Dell'Acqua, lo stampatore Giorgio Upiglio
e il medico Serafino Corbetta.
L'esposizione Alberto Giacometti. Percorsi lombardi giunge
ora a documentarlo in tutta la sua interezza attraverso una novantina
di opere fra sculture, dipinti, disegni e incisioni - provenienti
dalla Fondazione Giacometti e dal Kunsthaus di Zurigo, dalla Fondazione
Alberto e Annette Giacometti di Parigi, dal Kunstmuseum di Winterthur,
dal Bündner Kunstmuseum di Coira, dalle Civiche Raccolte Bertarelli
di Milano, e da numerosi collezionisti privati - oltre a una nutrita
sezione di fotografie, lettere e filmati. La mostra è
prodotta dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese in collaborazione
con il Comune di Sondrio Museo Valtellinese di Storia e Arte e con
il Centro Culturale Svizzero.
Curata da Casimiro Di Crescenzo e Franco Monteforte, la rassegna
si tiene a Sondrio dal 20 gennaio 2005, esposta in due sedi: la
Galleria Credito Valtellinese e il Museo Valtellinese di Storia
ed arte.
"Non furono certo rapporti occasionali o episodici - dice Casimiro
Di Crescenzo - quelli di Giacometti con alcune delle personalità
più rilevanti della cultura artistica milanese, perché
da quei rapporti nacquero opere come i due ritratti a olio
di Giorgio Soavi, entrambi presenti in mostra, di cui uno -che Giacometti
volle tenere per sé- esposto a Sondrio per la prima volta,
o come il dipinto che ritrae il professore Serafino Corbetta, il
medico di Chiavenna che ne curava la madre Annetta in Bregaglia".
I percorsi lombardi di Giacometti, infatti, si snodano lungo la
direttrice Milano-Chiavenna-Bregaglia dove l'artista tornava spesso
a trovare la madre cui rimase intensamente legato tutta la vita.
E proprio alla madre è dedicata una straordinaria serie di
disegni che comprende, tra gli altri, le Due teste della madre e
la Madre dell'artista con la mano sulla fronte, insieme a diversi
paesaggi della Val Bregaglia e di interni a Stampa, come il disegno
della celebre La Suspension, il lampadario sospeso sopra
il grande tavolo della casa paterna attorno a cui si raccoglievano
le più intime memorie familiari dell'artista.
Ma il capitolo lombardo della biografia di Giacometti, si apre nel
1957 con l'incontro con Mario Negri, e con l'ultimo periodo della
sua produzione artistica richiamato dai due curatori con un gruppo
importante di opere: due busti in bronzo della moglie Annette,
il busto Chiavenna II, il Lotar II, il ritratto di Caroline -l'ultima
modella di Giacometti- prestati dalla Fondazione Alberto e Annette
Giacometti di Parigi. Infine, il Busto di donna chiamato anche Mlle
Télé, la signorina televisione, proveniente dal Bündner
Kunstmuseum di Coira. "Giacometti - racconta Franco Monteforte
- lo modellò una sera dopo aver visto alla tv un'annunciatrice,
il cui volto l'aveva particolarmente colpito. La testa, il volto,
infatti, sono stati sempre al centro dell'interesse artistico di
Giacometti, un interesse divenuto con gli anni una vera e propria
ossessione da cui nascono i suoi estremi capolavori".
E fu questa ossessione che lo portò a disegnare freneticamente
su qualsiasi cosa gli capitasse fra le mani -giornali, libri, tovaglioli-
e a copiare i volti delle grandi opere del passato, come il Cristo
o l'Autoritratto di Van Gogh, riprodotto da Giacometti nella pagina
a fianco dello stesso volume. Grazie a questo oggi appaiono, una
di fronte all'altra, due opere di grandi artisti del Novecento:
un documento di eccezionale intensità emotiva, raramente
esposto.
In mostra è presente un rappresentativo corpus di lettere
in gran parte inedite, fra cui spiccano quelle a Mario Negri
dove Giacometti si diffonde in considerazioni sulla creatività
artistica, sulla sua partecipazione alla Biennale di Venezia e su
Picasso.
La sezione dedicata alla documentazione fotografica dei "percorsi
lombardi" di Giacometti comprende le storiche fotografie di
Henri Cartier-Bresson che ritraggono l'artista in Bregaglia con
il professor Corbetta, gli scatti suggestivi di Giorgio Soavi, di
Alberto Martini e di Lamberto Vitali, e altre immagini insieme a
Mario Negri e a Serafino Corbetta. Fu infatti tramite questi ultimi
che Giacometti poté estendere le proprie conoscenze e le
proprie amicizie nell'ambiente artistico lombardo, da cui sarebbero
poi nate anche due iniziative editoriali, il volume di Luigi Carluccio
Alberto Giacometti. Le copie del passato e quello, oggi molto raro,
dei Quarantacinque disegni curato da Lamberto Vitali per Einaudi:
due libri che Giacometti seguì personalmente, purtroppo usciti
postumi, dopo il '66.
Completano la mostra alcuni suggestivi filmati, fra cui Il
sogno di una testa realizzato da Giorgio Soavi e quello memorabile
di Ernst Scheidegger girato nel 1965, negli ultimi mesi di vita
dell'artista, che fu proiettato per la prima volta a Chiavenna nel
febbraio del '66, a poche settimane dalla morte di Giacometti, di
fronte a una platea internazionale di critici, grandi mercanti d'arte
e collezionisti giunti in Bregaglia e in Valtellina a rendere omaggio
al grande scultore scomparso.
Accompagna
la mostra un catalogo con testi di Casimiro Di Crescenzo,
Franco Monteforte, Chiara Negri, Angela Dell'Oca direttrice del
Museo Valtellinese di Storia e Arte, Beat Stutzer direttore del
Bündner Kunstmuseum di Coira e Giorgio Soavi. Una sezione comprende
testimonianze e documenti in cui figurano, fra gli altri, saggi
e articoli di Alberto Martini e di Mario Negri su Alberto Giacometti,
cinque lettere inedite di Giacometti allo stesso Negri e due scritti
di Giorgio Soavi e Luigi Carluccio dedicati alla figura di Serafino
Corbetta e ai suoi rapporti con Giacometti.
Tutti materiali oggi difficilmente reperibili, particolarmente preziosi
per storia della ricezione critica dell'opera di Giacometti in Italia
e in Lombardia in particolare.
Alberto Giacometti, Ritratto del Prof. Corbetta,
1961, olio su tela, cm 60x50
|