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BERGAMO
Galleria Ceribelli
Via San Tomaso, 86
Genius
Loci. Il tempo e il luogo della pittura: Arturo Di Stefano, Luke
Elwes, Glenys Johnson, Alex Lowery, Lino Mannocci è la
collettiva che riunisce cinque affermati artisti di fama internazionale
negli spazi della Galleria Ceribelli a Bergamo.
Tutti
gli artisti sono noti per il loro personale contributo nel campo
della pittura contemporanea: espongono regolarmente a Londra e i
loro lavori sono spesso presenti in gallerie e musei in Europa e
Stati Uniti.
Un'occasione particolarmente significativa e recente che ha riunito
i cinque artisti è stata la mostra Gli Amici Pittori di Londra
alla Galleria Ceribelli nel 2007, curata da Lino Mannocci e che
a Londra oggi viene chiamata "The show of the Bergamo group".
L'esposizione,
curata da Luke Elwes, indaga approfonditamente i punti di contatto
fra i cinque artisti, sottolineando l'uso di architetture urbane,
della memoria e la storia di luoghi per loro speciali con una particolare
attenzione a come la ricerca pittorica e il luogo prescelto si combinino
per dare intensità e vigore al lavoro.
Questi
"luoghi" o ambientazioni (Londra il Dorset, Parigi, Venezia,
Viareggio, Bergamo) sono spesso chiaramente delineati, anche quando
la composizione è minimale e le linee guida sono sfumate
o spettrali.
I luoghi diventano dunque espedienti formali e allo stesso tempo
rinforzano la componente metaforica dell'opera. In alcuni casi il
luogo scelto e' lontano nello spazio e nel tempo (visto dall'alto
o attraverso un'apertura-finestra), altri sono più familiari,
vicini a noi, ma entrambi restituiscono la forte sensazione di essere
simultaneamente nel passato e nel presente.
Tutti
i lavori narrano l'intimità dell'artista e contemporaneamente
condividono una certa luce e un senso dello spazio ampio ed esiguo,
puro e offuscato, spettrale e simbolico.
Soprattutto queste ambientazioni sono collegate al ricordo e ogni
artista utilizza l'immagine dipinta come "luogo" di ricongiungimento.
Il continuo ritorno a temi apparentemente familiari (una città,
un'isola, lo studio dove lavorano o altri hanno lavorato) avviene
sempre in modo fluido e di relazione, lontano da ogni rigidità.
Gli artisti, nelle proprie opere, fanno emergere la traccia della
loro, così come di altri, fuggevole presenza: le immagini
racchiudono ricordi di un passato individuale (l'infanzia o più
in generale la propria storia), pur appartenendo anche ad una memoria
più vasta, per confluire in un afflato culturale e storico
più ampio.
Accompagna
la mostra un catalogo edito da Lubrina Editore con un saggio critico
di Luke Elwes.

Alex
Lowery, Westbay 176, 2004, olio su tela, cm 60x142
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