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MILANO
Museo del Risorgimento
15 dicembre 2007 - 27 aprile 2008





Una
straordinaria mostra per celebrare il bicentenario della nascita
dell'eroe dei Due Mondi, il condottiero delle battaglie in difesa
della libertà dei popoli. Giuseppe Garibaldi. Sulle tracce
di un mito è la suggestiva esposizione, risultato di
un'approfondita e minuziosa ricerca sulla documentazione e sulle
collezioni garibaldine, che inaugura il 14 dicembre al Museo
del Risorgimento di Milano. Illustra il percorso biografico
di Garibaldi, dall'infanzia all'ultima impresa militare in aiuto
della Repubblica francese contro la Prussia, attraverso gli episodi
più salienti della storia nazionale e gli aspetti meno noti
di un personaggio amato e discusso. Naturalmente, non manca la figura
della coraggiosa Anita, la donna che l'ha seguito nella sua vita
avventurosa.
L'evento rientra nelle importanti iniziative dell'Assessorato alla
Cultura del Comune di Milano promosse dall'assessore Vittorio Sgarbi.
La mostra è ideata e curata dal direttore delle Civiche Raccolte
Storiche Roberto Guerri e il conservatore Lucia Romaniello
con Maura Bertoli e Paola Zatti, e si avvale della consulenza storica
di Franco Della Peruta, Mino Milani e Alfonso Scirocco.
Il suggestivo percorso si snoda in 14 sale, ciascuna dedicata
a un avvenimento particolare della vita di Garibaldi. A narrare
le sue gesta sono un gruppo cospicuo di opere delle più varie
tipologie. Numerosi dipinti, alcuni dei quali inediti;
sculture in marmo e bronzo che ritraggono illustri personaggi
come Foscolo (i cui "Sepolcri" il giovane Garibaldi conosceva
a memoria); incisioni, litografie e disegni; documenti storici
riguardanti Garibaldi, come la fede di battesimo, il diploma di
capitano di lungo corso, il decreto di nomina a comandante dei Cacciatori
delle Alpi firmato da Cavour, commoventi lettere ad Anita, libri,
fotografie, carte geografiche terrestri e marine; rari oggetti
meticolosamente raccolti come la bandiera nera della Legione italiana
di Montevideo, costituita il 9 luglio 1846, su cui spicca il Vesuvio
(la bandiera era nera perché "nessun altro colore se
non il nero deve essere la divisa di chiunque abbia un cuore che
si commuove al cospetto delle miserie d'Italia, come il Vesuvio
incessantemente arde, così arde nei petti degli italiani
il sacro fuoco della libertà"), il poncho a righe indossato
in Sudamerica e la famosa camicia rossa, armi, abiti, uniformi di
soldati, marinai e carabinieri; cimeli massonici e la ricostruzione
di una saletta ottocentesca con arredi ispirati al mito garibaldino,
poltrone con il ritratto di Garibaldi e di altri protagonisti risorgimentali,
assieme a cimeli, "le reliquie" dell'eroe, come il calco
della mano, la papalina, la bibbia. Suggestiva la ricreazione dello
studio di Mazzini, laboratorio ideale per le sue idee politiche.
Il periodo dell'iniziazione giovanile di Garibaldi al credo mazziniano
della Giovine Italia è testimoniato dall'opera pittorica
di Italo Nunes Vais Giuseppe Garibaldi a Taganrog, una rara fonte
che ci racconta l'incontro fra Garibaldi e il mazziniano Giovan
Battista Cuneo. Mentre un magnifico dipinto di Andrea Appiani Junior,
La cospiratrice evoca il clima romantico e cospirativo dei patrioti
nel periodo della restaurazione austriaca.
Il pubblico è coinvolto in un percorso originale, ricco di
fascino ed emozioni grazie anche ad alcuni interventi multimediali
di carattere tecnologico e scenografico.
Il visitatore è subito accolto da imponenti personaggi raffigurati
su pannelli, che rappresentano i protagonisti del Risorgimento italiano:
Garibaldi, Anita, Carlo Pisacane, Vittorio Emanuele, Giuseppe Mazzini,
Cavour, Cristina di Belgioioso, Luciano Manara, Carlo Cattaneo e
Pio IX . Queste figure vengono illuminate e, grazie ad una serie
di effetti speciali, dialogano tra loro in un'installazione
realizzata dallo Studio Associato Base2.
La sezione dedicata alla Repubblica Romana è una delle più
importanti dell'epopea garibaldina. Prendendo spunto da un allestimento
realizzato per il Rijskmuseum di Amsterdam, il Museo del Risorgimento
ha utilizzato alcuni quadri per creare spettacolari effetti di animazione:
i personaggi di alcune tele, infatti, prendono vita attraverso suoni,
luci e azioni. Tra questi, I bersaglieri lombardi e i lancieri della
morte trasportano Luciano Manara gravemente ferito a villa Spada
di Filippo Vittori (1850), un grande dipinto che ritrae gli ultimi
istanti del coraggioso patriota in una toccante deposizione laica.
Al tema del mare, attrazione fatale del Generale, è dedicata
un'installazione con una proiezione delle onde durante le
ore del giorno e della notte, a ripercorrere le emozioni del generale
durante il lungo periodo marinaro.
Segue quindi la parte dedicata ai viaggi di Garibaldi nel Mediterraneo,
alle sue letture sui testi di Saint-Simon, al giuramento della Giovine
Italia e della Giovine Europa, al fallito moto dei Savoia del 1834
e all'esilio in Sud America. In questa sezione si possono ammirare
interessanti oggetti quali armi, selle, sciabole, fasce e sciarpe
massoniche; le mani di Gerolamo Induno e Gaetano Gallino hanno realizzato
due dolci e rari ritratti di Anita.
Alla figura di Anita viene dedicata un'intima stanza che ne ricorda
il momento più tragico della sua esistenza durante la fuga
dalla sfortunata Repubblica romana. La sua figura viene celebrata
attraverso il mirabile dipinto di Pietro Bouvier del 1864, Garibaldi
e il maggiore Leggiero trasportano Anita morente, un autentico abito
della donna qui esposto in una delle sue rarissime occasioni e prestato
dal Museo di San Marino, chiuso dal 1959.
La seconda guerra d'indipendenza con la liberazione della Lombardia
nel '59 vide Garibaldi protagonista in Valtellina come generale
dei Cacciatori delle Alpi , documentato in due dipinti e nelle uniformi
indossate da questo corpo di volontari. Grande rilievo è
riservato a uno dei più noti e mitici avvenimenti del Risorgimento:
la celeberrima spedizione dei Mille. Gerolamo Induno ha ritratto
L'imbarco dei Mille da Quarto in un dipinto di eccezionale bellezza,
anch'esso animato come l'opera di Vittori, e reso ancora più
vivo dall'installazione di grande impatto dello Studio Caputo che
riproduce i volti dei protagonisti di questa storica impresa. Due
monumentali busti recuperati da Villa Belgioioso rievocano l'incontro
avvenuto a Teano tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II: le due figure
pronunceranno le battute del loro dialogo, così come la memoria
storica le ha tramandate.
La presenza di Garibaldi a Milano viene ricordata per l'inaugurazione
della Società patriottica militare del Tiro a segno nel 1862,
cimelio esposto in mostra, così come il dipinto di De Albertis
racconta lo storico incontro fra il generale e Alessandro Manzoni
nello stesso anno.
Il percorso termina con le grandi battaglie di Bezzecca, Mentana
e Digione; l'episodio di Digione ha dato vita a un'intensa rappresentazione:
nel 1871 Sebastiano De Albertis ritrae il Generale a cavallo nell'ultima
battaglia militare su un terreno innevato e ghiacciato; ancora una
volta, pur subendo gli affanni dell'età, ci appare come un
condottiero vittorioso .
Roberto Guerri, direttore delle Raccolte Storiche commenta:
"il nostro intento principale è quello di promuovere
le ricche collezioni sul tema risorgimentale e garibaldino possedute
a vario titolo dalle Raccolte Storiche, alcune non viste ma di sicuro
interesse per il pubblico. Questa mostra offre così la possibilità
di approfondire le gesta di Garibaldi e far conoscere ai cittadini
un grande patrimonio storico ".
Basti pensare che alcuni dipinti in mostra hanno subito interessanti
vicissitudini: rimasti a Palazzo Reale fino al 1940, erano stati
poi affidati alla Certosa di Pavia perché non andassero distrutti
durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Questi quadri,
mai esposti per più di mezzo secolo, sono stati infine recuperati
nel 2004 dalle raccolte Storiche. Si tratta, ad esempio, delle spettacolari
tele riproducenti la Battaglia di Novara di Luigi Norfini (1859)
e La battaglia di San Martino di Vincenzo Giacomelli (1861).
Per tutta la durata della mostra saranno organizzate diverse
iniziative come serate a tema, visite guidate, letture, incontri
e visite nei luoghi dove vissero i personaggi dell'epoca.
Molto vivace anche l'attività didattica con conferenze,
proiezioni digitali, visite nelle vie del centro storico di Milano
dove abitarono i più celebri patrioti e dove si svolsero
alcuni eventi capitali dell'epopea risorgimentale a Milano.
Gerolamo Induno, L'imbarco dei Mille da Quarto,
1860, olio su tela
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