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TORINO
Galleria Mazzoleni
Piazza Solferino, 2
3 febbraio - 13 maggio 2006




In occasione
delle Olimpiadi invernali la Galleria Mazzoleni si presenta al pubblico
con una raffinata collettiva dedicata ai tre maggiori protagonisti
italiani dell'Informale: Afro Basaldella, Alberto Burri e Lucio
Fontana.
La
mostra Gesto Materia Colore. Aspetti della cultura italiana del
secondo Novecento: Fontana, Burri, Afro festeggia i vent'anni di
attività espositiva della Galleria Mazzoleni condotti con
successo.
Trenta
importanti opere mettono a fuoco la straordinaria personalità
creativa dei tre artisti nei vari periodi della loro ricerca.
Tra i lavori più importanti di Afro Basaldella esposti in
mostra si possono citare Figura del 1950/52, con delicati accordi
tonali verdi e blu; Prima porta del 1960 realizzata con tecnica
mista in cui libere tracce segniche fluttuano su trasparenti campiture
grigie, e l'intensa composizione di grande respiro Controsenso del
1975.
Alberto Burri è presente in mostra con esempi importanti
di tutte le sue fasi creative: due piccoli ma meravigliosi quadri
con sacchi, Sacco nero del 1954 su fondo nero, Rosso e sacco del
1956 su fondo rosso con parti nere; un Ferro del 1958, con lastre
ritagliate saldate; la Combustione AZ1 del 1960 dove le parti bruciate
sono accostate a zone bianche; un Cretto del 1977 con affascinanti
screpolature e un significativo Cellotex con taglienti forme curve
rosse su una superficie nera.
Di Lucio Fontana si possono ammirare una decina di celeberrimi Concetti
spaziali realizzati con varie tecniche. Degli anni '50 sono esposte
due grandi tele realizzate fra il 1954 e il 1958, una con buchi
e interventi a pastello e una con un fondo scuro marrone di misteriosa
intensità. Dei primi anni '60 è un lavoro a olio con
un profondo squarcio che si apre dentro una superficie a olio verde
con lustrini. Ci sono anche quattro splendide Attese, due bianche
con un solo taglio verticale, una rossa con due tagli paralleli
verticali, e una grigia scura con tre tagli obliqui. Di forte impatto
è anche una superficie di rame con sei buchi contornati da
un ovale graffito del 1964. Particolarmente suggestiva la scultura
in ceramica del 1962.
La rassegna documenta in modo esemplare i criteri di scelta della
galleria, una delle più prestigiose d'Italia, diretta da
Gianni Mazzoleni e dai suoi figli Davide e Luigi, la cui attività
espositiva si è sviluppata con grande coerenza negli anni
proponendo lavori sempre di alta qualità dei maestri del
Novecento: Balla, de Chirico, Savinio, Morandi, Casorati, Carrà,
Campigli, Gentilini, Guttuso, Turcato, Hartung, Lam, Appel, Baj,
arrivando fino a Nespolo e Salvo.
Accompagna la mostra un catalogo edito da Mazzoleni Arte Contemporanea
con testo di Nico Orengo.
CENNI
BIOGRAFICI DEGLI ARTISTI
Afro
Basaldella (1912-1976)
Dopo
aver aderito al Fronte Nuovo delle Arti e dopo un soggiorno a New
York, Afro sviluppa a partire dagli anni '50, influenzato dal cubismo
picassiano, un suo personale linguaggio segnico astratto di raffinata
e intensa cromaticità, con valenze informali. Nel 1952 insieme
al Gruppo degli Otto teorizzato da Lionello Venturi, espone alla
Biennale di Venezia e successivamente si afferma a livello internazionale,
in particolare negli Stati Uniti.
Alberto
Burri (1915-1995)
Avvia alla fine degli anni '40 la sua sperimentazione di tipo polimaterico
utilizzando materiali come catrame, legno e tele di sacco, aderendo
per un certo periodo al Gruppo Origine. I suoi primi grandi Sacchi
sono del 1952. Queste opere rivoluzionarie vengono esposte anche
al Museum of Modern Art di New York, determinando il suo grande
successo internazionale. Negli anni successivi l'artista elabora
vari altri cicli di lavori, basati tutti sull'espressività
diretta dei materiali e su un'eccezionale tensione formale. Si tratta
delle Combustioni (dal 1957), dei Ferri (dal 1958), dei Cretti (dal
1963), fino ad arrivare ai Cellotex.
Lucio
Fontana (1899-1968)
Dopo essere stato tra i protagonisti dell'astrattismo italiano fra
le due guerre, nel 1946 elabora in Argentina il Manifiesto Blanco,
punto di partenza dello Spazialismo, movimento da lui fondato. I
suoi primi lavori con buchi sono del 1948, mentre il primo Ambiente
spaziale viene realizzato l'anno successivo. Alla galleria del Naviglio
di Milano collabora con vari architetti con interventi decorativi,
ma soprattutto dà vita a cicli di sculture e quadri dal titolo
Concetti Spaziali, che hanno caratteristiche radicalmente innovative,
tra cui spiccano le Nature e soprattutto le Attese, e i famosi tagli,
a partire dal 1958. Successivamente realizza altre serie di lavori
come i Quanta tele variamente sagomate e tagliate, La fine di Dio
e i Teatrini negli ultimi anni. Fontana partecipa negli anni '50/'60
alle principali manifestazioni espositive internazionali diventando
un protagonista assoluto dell'Informale, ma anche un punto di riferimento
fondamentale per molti artisti delle generazioni successive.

Alberto
Burri, Rosso e sacco, 1956, sacco, olio,
combustione su tela, cm 50x70
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