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MILANO
Rotonda di Via Besana
31 marzo - 10 giugno 2007
La
luce che modifica la realtà e la percezione: questo il tema
della mostra CHIARA DYNYS - Luce negli occhi / Light to the eyes
promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Milano nella
suggestiva ambientazione della Rotonda di Via Besana a Milano, dal
31 marzo al 10 giugno 2007. La mostra, a cura di Maurizio Sciaccaluga
e Steve Della Casa, presenta opere significative del percorso artistico
di Chiara Dynys, i cui lavori inducono a una riflessione sul concetto
di spazio inteso come elemento geometrico, psicologico e storico.
In tutte le installazioni la luce e il colore costituiscono elementi
centrali e indispensabili per la percezione dell'ambiente, concepito
dall'artista come zona mentale più che fisica.
Sedici
installazioni, prodotte dagli inizi degli anni Novanta sino
ad oggi, di cui cinque lavori inediti realizzati appositamente
per questa mostra, costituiscono un percorso allestito all'interno
della Rotonda, dando origine a una sequenza di ambienti che
avvicinano il visitatore a una nuova dimensione sensoriale e mentale.
Si attraversano stanze che mutano colore secondo un ritmo che ognuno
fa proprio, si interagisce con muri specchianti che recano impercettibili
parole antitetiche e fondamentali, quali "tutto-niente"
o "buio-luce". Ci si sofferma davanti a intere pareti
contrassegnate da elementi lenticolari che cambiano col mutare del
punto di vista, come avviene nella stanza Don't move, in cui a ogni
minimo spostamento corrisponde una radicale modifica percettiva
dell'immagine: un ponte affollato di persone improvvisamente crolla
e si ricostituisce, il tetto di una chiesa d'un tratto cade e poi
si ricompone al passaggio del pubblico.
Maurizio
Sciaccaluga commenta: "Il visitatore è invitato a una
sorta di cammino iniziatico: i suoi sensi e la sua immagine divengono
componente vitale del percorso, si formano e si dissolvono. La sua
esperienza della realtà ne risulta modificata. L'osservatore
è anche osservato, analizzato, posto in discussione".
Il tema del mimetismo psicologico, insito nelle convenzioni
sociali e interpersonali, emerge nei lavori degli ultimi anni: in
Shanghai del 2007, una foresta di aste di vetro luminoso di colori
fluorescenti creata per l'occasione, luci al neon di diverso colore
e intensità creano uno sbarramento che è anche un
passaggio a una nuova dimensione dell'essere; in Tutto-niente grandi
specchi molati permettono di leggere lentamente parole nascoste;
Pesi Lievi del 2001, in cui la figura umana virtuale, ovvero il
corpo dell'artista stessa nudo fluttuante nell'acqua, interagisce
con la presenza fisica della materia; nell'opera Born to be confused
(del 2004) 104 piccole light box colorate si trasformano al passaggio
del visitatore in vocaboli dal significato opposto; in uno degli
ultimi lavori, Panopticon del 2007, le forme architettoniche si
muovono insieme ai colori, rappresentando un'utopia illuminista
e reazionaria sulla possibilità del controllo assoluto degli
spazi umani; in Viaggio in Sicilia del 2004 una serie di foto in
bianco e nero sul fondo di una quinta di specchi illustra e racconta
di un viaggio attraverso la Sicilia nascosta, seguendo una vecchia
rete ferroviaria in parte dismessa; al centro della Cupola della
Besana è allestita la stanza Glitter Gates, progetto appartenente
alla prestigiosa collezione Panza di Biumo: entrando in questo enorme
cubo/monolite, il visitatore si immerge in un'atmosfera carica di
un colore saturo, che promana da tutte le pareti e dal soffitto
e varia repentinamente attraverso una sequenza di sei tinte; le
teste di un uomo e una donna in Near and far, presi di nuca, si
girano senza mai arrivare a guardarsi e a guardare il pubblico,
sottolineando il tema dell'incomunicabilità.
Una stanza della mostra, il giardino dei diamanti e delle stelle,
si può ammirare solo da piccole finestre.
In
mostra è proiettato il cortometraggio dal titolo Made
in China, scritto e diretto da Chiara Dynys nel 2005 con l'amichevole
presenza dell'attrice Milena Vukotic.
Accompagna la mostra un catalogo edito da Electa a
cura di Maurizio Sciaccaluga, con testi di Maurizio Sciaccaluga,
Steve Della Casa, Dieter Ronte, Daniel Sherer, Giorgio Verzotti
e una relazione di Paolo Bercah sul progetto dell'allestimento.
La mostra si avvale di attività didattiche rivolte
a bambini e ragazzi oltre a visite guidate per scolaresche
e gruppi, organizzate da Marte dal titolo "Miraggi di luce".
Cenni
biografici
Chiara Dynys ha partecipato a numerose mostre in spazi pubblici
nazionali e internazionali. Tra le numerose personali e collettive
realizzate si ricordano la sala personale permanente al MART di
Rovereto, la partecipazione alla mostra "La scultura italiana
del XX secolo" alla Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano e
la sala personale al museo ZKM di Karlsruhe, Germania.
Nata a Mantova nel 1958, si trasferisce a Milano nel 1989 dove attualmente
opera. Il suo lavoro è caratterizzato da un eclettismo formale
accentuato, ora geometrico e seriale, ora morbido e narrativo, come
nella serie di lavori della seconda metà degli anni Novanta,
ispirati dalle condizioni umani paradossali dei personaggi di Samuel
Beckett o dalla tragicità reale dello stato dell'umanità,
soprattutto femminile.
Main
sponsor ATEL ("Energy is our business")
Altri sponsor DISANO e FOSNOVA Illuminazione, VAILLANT, BANCA POPOLARE
DI MILANO
Patrocinio di HARVARD CLUB of ITALY Milan Chapter

Chiara Dynys, Pesi Lievi, 2001, vasca in cristallo,
acqua
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