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BRESCIA
Agnellini Arte Moderna
19 aprile - 22 settembre 2011
Il
programma di grandi mostre della Galleria Agnellini Arte Moderna
prosegue con un nuovo importante appuntamento: a partire dal 16
aprile, e fino al 24 settembre, si apre infatti la mostra monografica
Jim Dine incentrata sulla figura poliedrica di uno dei grandi protagonisti
dell'arte americana dagli anni '60 in poi.
Curata da Dominique Stella, l'esposizione indaga tutti i grandi
temi che Dine ha affrontato nella sua carriera e che lo hanno fatto
diventare prima uno dei pionieri della performance, poi uno dei
maggiori esponenti della Pop Art, passando per il movimento dell'American
New Realism, per approdare, negli anni '80, all'Espressionismo.
L'evento
espositivo é realizzato con il patrocinio dell'Assessorato
alla Cultura e Turismo del Comune di Brescia.
In
mostra si ammirano oltre 20 opere - realizzate dai primi anni Sessanta
alle più recenti - tra dipinti a olio e acrilico, e sculture
in bronzo e legno, una varietà di tecniche che ben rappresentano
le diverse modalità espressive con le quali l'artista ha
sempre cercato di avvicinarsi ai messaggi essenziali e intimi della
vita.
L'opera di Jim Dine nasce da un profondo radicamento nella cultura
americana dei primi anni '60 in pieno fermento: si sviluppa in quel
momento il consumismo, la pubblicità, la cultura di massa.
In questa fase rivoluzionaria di materialismo sfrenato l'artista
intraprende un percorso del tutto personale orientato all'ambito
dell'intimo e dell'affettivo.
Il percorso espositivo conduce il visitatore proprio tra quei soggetti
che hanno fatto del linguaggio di Jim Dine un linguaggio del sentimento
sin dall'inizio del suo lavoro, quali cuori, veneri, uccelli e indumenti.
In particolare, si ricorda l'attaccamento dell'artista alla figura
di Pinocchio, di cui in mostra si ammira una scultura dal titolo
Pinocchio, The Grey Shirt (Böras), e del quale lo stesso Dine
afferma: "L'idea di un pezzo di legno che parla e che diventa
un ragazzo in carne ed ossa è una metafora dell'arte, è
l'estrema trasformazione alchemica".
Altro soggetto fondamentale in questa fase del percorso artistico
di Jim Dine è quello della vestaglia che viene usata come
contrappunto all'icona femminile di Venere, emblema della vita e
della fertilità (anch'essa rappresentata in mostra da alcune
sculture, come The Solo Venus e Night in the Room). L'indumento
maschile diventa simbolo della sicurezza mascolina e riflesso della
sua immagine di artista, nel consapevole tentativo di crearsi un'identità
personale ed esistenziale al tempo stesso: "Ho pensato che
mi somigliava - dice Jim Dine - e ho pensato che ne avrei fatto
il mio simbolo". A tale proposito, in mostra si ammirano diversi
lavori, tra cui citiamo A Sea of Blood e The Crack at Dawn.
Come spesso accade nella sua arte dunque, anche in questo caso,
Dine si serve di soggetti che gli permettono di rappresentare se
stesso e di svelare il suo inconscio. Al disvelamento della parte
più profonda di sé sono volte anche le composizioni
con pappagalli, cuori, scimmie - Colorful Parrot at Home e Ape and
Cat (The Swoon) - che si ammirano nella galleria bresciana.
Nel
testo in catalogo, Dominique Stella commenta: "Jim Dine appartiene
a una generazione di artisti americani che negli anni '60 acquisì
una notorietà senza precedenti. Essi conquistarono il mondo
dell'arte internazionale con una sicurezza sbalorditiva e una gran
disinvoltura, segnando la storia con la forza dell'analisi della
società nella quale vivevano. In questa atmosfera, Jim Dine
segue una traiettoria particolare che coltiva in un sentimento di
appartenenza a una particolare tradizione. [
] Le immagini
di Dine hanno ognuna la propria storia, sono legate alla sua esperienza
e al suo sentire. Egli persegue un'opera intensamente sincera, soggettiva,
che oltrepassa le categorie nazionali e universali, ai margini di
ogni movimento artistico".
Accompagna
la mostra un catalogo bilingue, in italiano e inglese, con testi
di Dominique Stella, Claude Lorent e Gérard-Georges Lemaire,
edito da Agnellini Arte Moderna

Jim
Dine , Blue Sun, 2008, acrilico su tela, cm150x202
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