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Artista
siciliano, legato al linguaggio scultoreo, Salvatore Cuschera partecipa
alla 54. Biennale d'Arte di Venezia con Infinita dimensione (cm
260x350x440 cad.). L'opera monumentale in ferro forgiato saldato
e patinato, collocata nei Giardini dell'Arsenale e realizzata appositamente
per questa occasione, si fa portavoce della poetica dell'artista
e dello studio approfondito che egli rivolge alla materia. Il rapporto
con essa e la padronanza con la quale riesce a modellarla, rappresenta
un aspetto fondamentale del suo linguaggio artistico, volto a restituire
alla materia una nuova possibilità di vita.
La natura è per Cuschera inesauribile fonte di ispirazione:
la profonda fascinazione che l'artista subisce da parte di ciò
che lo circonda viene da lui rielaborata e tradotta in opere.
Luce, aria, materia sono concepiti come elementi imprescindibili,
così come il volume, lo spazio e la relazione che s'istituisce
fra essi. L'artista forgia imponenti masse di ferro grezzo e le
rende parlanti, sculture caratterizzate da geometrie originali,
da un forte equilibrio dei pieni e dei vuoti, dalla combinazione
perfetta di volumi, netti, definiti ed essenziali. Proprio in queste
caratteristiche è contenuta la poetica di Cuschera, legata
al tema della specularità e degli opposti: luce e ombra,
pieni e vuoti, spazi aperti e spazi chiusi.
Infinita dimensione è un'opera estremamente esemplificativa
di questo concetto, i due elementi speculari sono rappresentativi
di un dualismo che si estende alla natura, che riportano ad un gioco
di opposizioni armoniche ed equilibrate, che raccolgono e sprigionano
una nuova e forte energia.
In questa direzione sono da leggersi tutte le opere speculari fra
cui ricordiamo: la coppia di sculture Girone di ferro e Orizzonte
degli eventi 1 e 2.
Caratterizzate da superfici lisce, metalliche e da dimensioni spesso
imponenti, le sculture di Salvatore Cuschera sono di forte impatto
visivo e rappresentano, nel linguaggio scultoreo contemporaneo,
una sfida al limite, una ricerca geometrica estrema.
La creazione di sculture non è limitata all'utilizzo del
ferro. L'artista lavora anche la creta considerando i due materiali
apparentemente diversi, ma allo stesso tempo complementari, il fuoco
agisce sul ferro ammorbidendolo e sulla creta indurendola.
L'artista afferma: "Il ferro ha il colore dentro di sé,
lo porta dentro e viene alla luce con il fuoco, a volte vorrei fermarlo.
E invece la terracotta è un mistero, rimane un mistero perché
la finitura definitiva è invisibile
Ogni scultura per
me è come un racconto, una visione della vita".
Salvatore
Cuschera nasce nel 1958 a Scarlino - Grosseto. Dalla Sicilia, dove
ben presto va a vivere, si sposta a Milano per compiere studi artistici,
diplomandosi in scultura all'Accademia di Belle Arti di Brera.
Nel corso della sua carriera ha esposto con mostre personali presso
la Galleria Lorenzelli (Mi), la Fondazione Mazzotta (Mi), la Fondazione
Arnaldo Pomodoro (Mi), la Galleria Vismara (Mi) e ha partecipato
a esposizioni collettive di cui si ricordano: I Atelier del Mediterraneo
a Gibellina, La scultura italiana del XX° sec., a Milano.
Hanno scritto di lui: Giuseppe Appella, Guido Ballo, Claudio Cerritelli,
Gillo Dorfles, Flaminio Gualdoni.
Attualmente lavora tra Milano e Tromello in Lomellina.

Salvatore
Cuschera, Infinita dimensione, 2011,
2 elementi, ferro forgiato, saldato e patinato,
cm 260x350x440 cad.
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